Referendum, un finto dibattito che non spiega la ragioni del Si

WhatsApp Image 2020-09-16 at 18.51.05

 

Completamente schiacciato sulle ragioni del “No” quello che avrebbe dovuto essere un dibattito sull’imminente Referendum Costituzionale, organizzato ieri sera dai Circoli PD di Cassano ed Acquaviva, in sala Consiliare.

Com’è noto, infatti, gli italiani sono chiamati a scegliere fra SI e NO rispetto al taglio lineare dei parlamentari, che ridurrebbe di oltre il 30% gli inquilini dei palazzi romani in caso di vittoria del SI, lasciando, invece, invariata, la situazione in caso di vittoria del NO.

La scelta non è un dogma di fede e buone ragioni per votare sia in un modo che in un altro ce ne sono tante. Non  per nulla si sono schierati o da una parte o dall’altra Costituzionalisti, studiosi, docenti universitari, esponendo ognuno le proprie ragioni.

Ma ieri sera, invece, le ragioni illustrate erano solo e soltanto quelle del NO, con critiche quasi sempre strumentali al Movimento 5 Stelle reo di aver caricato il quesito referendario di temi di politica governativa nonché di avere in mente un disegno eversivo della democrazia italiana, non più rappresentativa ma diretta ovvero l’anticamera della dittatura e della manipolazione delle coscienze.

Della serie: noi élite cultural-politiche sappiamo cosa è bene per il popolo meglio ancora del popolo stesso!

Per la cronaca.

Il prof. Antonio Gusmai, docente di diritto costituzionale all’Università degli Studi di Bari e l’avv.to Giovanni Liguigli, membro della Commissione Cultura dell’Ordine degli Avvocati di Bari hanno spiegato che il taglio dei parlamentari non sé solo un mero fatto numerico ma coinvolge il lavoro delle Commissioni Parlamentari e dunque dei Gruppi Parlamentari dove si rischia che tante minoranze (di qualunque tipologia) non saranno più rappresentate. Interi territori regionali, i più piccoli in Italia, potrebbero non essere più presenti in Parlamento, con partiti sempre più dipendenti da un Capo, da un leader che decide le candidature e dunque il destino dei singoli. Un potere nelle mani di pochi, insomma.

L’efficienza del Parlamento – secondo i due relatori – non deriva dal numero risicato dei parlamentari, nient’affatto superiore a quello di altre democrazie europee ma dalla qualità dunque dalla selezione dei politici.

Il taglio, definito “abnorme”, sembra essere la panacea di tutti i mali ma non sarà così, promettono Gusmai e Liguigli. Che guardano già oltre, verso una democrazia che tale più non è: il M5S, infatti, mira a far passare altre due “devastanti” riforme, dicevano i due esperti: il referendum propositivo e il mandato imperativo (ovvero l’eliminazione del vincolo di mandato): due operazioni che mirano a dare maggiore potere al popolo ed a vincolare maggiormente i parlamentari rispetto ai partiti o movimenti entro i quali si sono candidati ed eletti ma che in realtà nascondono la volontà di fare dell’Italia una democrazia diretta, non più rappresentativa dunque alla mercè di capi e capetti, lobby, fenomeni da social-network, predicatori che parlando alla pancia del Paese senza che qusti sappia ragionare.

Praticamente d’accordo con  questa linea i due Segretari cittadini del PD di Cassano, Enza Battista e di Acquaviva, Francesco Lepenne che avrebbero dovuto, magari, provare a far rientrare la discussione nell’alveo di un vero dibattito, con equanimità di posizioni, non foss’altro che il Partito Democratico è ufficialmente schierato per il SI. Dunque Cassano e Acquaviva, evidentemente, non seguono quel che Roma decide!