Mercoledì 25 Novembre 2020
   
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Montanaro, "La sanità pugliese deve riavviare i motori"

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Spegnere e riaccendere il motore di una macchina delicata come quello che alimenta la sanità non è mai capitato a nessuno in Italia e nel mondo . E’ una situazione unica e priva di precedenti ed il modello organizzativo è tutto da costruire, si forgerà giorno per giorno.

Queste le considerazioni disseminate dal direttore del Dipartimento Salute della Regione Montanaro nel corso della sua audizione in Commissione sanità e che riassumono la complessità dei problemi che la sanità pugliese ha difronte nell’affrontare la cosiddetta “Fase 2”.

L’audizione del direttore dipartimentale era stata richiesta dal consigliere Ignazio Zullo al quale si sono successivamente associati Domenico Santorsola, Grazia Di Bari, Luigi Manca, Mario Conca e Domenico Damascelli.

Riguardo alla domanda se tutte le strutture sanitarie pugliesi siano pronte ad assicurare in completa sicurezza le prestazioni specialistiche sospese ad inizio marzo per poter dirottare ogni energia disponibile a fronteggiare la pandemia da poco dichiarata, Montanaro ha spiegato che il via libera è stato dato solo a quelle strutture in grado di rispettare tutte le condizioni poste , mentre le altre sono state sollecitate a farlo nel più breve tempo possibile ed ha citato in questo campo come la condivisione delle esperienze maturate giorno per giorno sia la migliore tra le scuole formative.

Successivamente il direttore del dipartimento salute è entrato nel merito delle questioni poste.

USCA: Ha confermato le difficoltà di avvio del servizio per la rinuncia dei medici di continuità assistenziale chiamati su base volontaria ad entrare a far parte delle unità. Come soluzione ha prospettato l’integrazione con gli infermieri dei gruppi.

SPECIALISTICA AMBULATORIALE: Dopo lo stop alle visite specialistiche programmate e differibile (non quelle urgenti, mai fermate) e che ha coinvolto migliaia di ammalati cronici pugliesi privati dei necessari controlli, è stato rilevato la consistenza del mancato numero di prestazioni. Successivamente alla quantificazione ed alla suddivisione per disciplina, fermo restando sospesa ancora l’attività dei Cup, lo smaltimento avverrà principalmente nelle strutture pubbliche con il concorso di quelle esterne convenzionate accreditate utilizzando il budget disponibile da recuperare spalmandolo su un allargamento di ore e giorni di servizio. Nella ripresa dell’attività sarà necessario valutare il livello di adattamento delle strutture specialistiche alle circolari tecniche emanate in modo da individuare il volume delle prestazioni erogate in questa fase rispeto alla condizione di attività ordinaria per adattare il successivo modello organizzativo.

OSPEDALI: Il modello organizzativo ricalcherà quello emanato con direttive nazionali con la suddivisione tra ospedali Covid e no-Covid, in vista di un possibile rebound epidemiologico previsto per il prossimo autunno. In questo lasso di tempo avverrà la riorganizzazione della rete ospedaliera “non più figlio del DM70 ormai superato, per dare risposta – ha detto Montanaro – a tutti quei cittadini pugliesi che antecedentemente alla pandemia acquisivano prestazioni sanitarie in altre regioni, cosa oggi difficile da realizzare a partire dalla Lombardia, e che avranno esigenze di curarsi in Puglia.”

TEST SIEROLOGICI – Oggi è prevista in giunta l’adozione di un provvedimento che fissa la tariffa del tampone e stabilisce i criteri attraverso i quali viene concessa l’autorizzazione di svolgere attività microbiologica ai laboratori privati accreditati e convenzionati. Con questo provvedimento entreranno a far parte della rete pubblica laboratoristica una ventina di centri con una capacità produttiva di 250/300 tamponi e che svolgeranno la cosiddetta “attività di sorveglianza” riservata ai dipendenti del settore privato che devono effettuare il tampone per essere riammessi nel ciclo produttivo. 

TAMPONI ANCHE DAI LABORATORI PRIVATI. “La Fase 2 rischiava e ancora rischia di alimentare nuovi focolai in Puglia, dopo gli ospedali e le Rsa e Rssa, per l’ostinazione dell’esecutivo di seguire la linea impostata dal direttore della task force, il prof. Pierluigi Lopalco, di centellinare il numero di tamponi: nei luoghi di lavoro", il commento del Presidente del gruppo Consiliare Fratlli d'Italia, Ignazio Zullo.

"E così un datore di lavoro - spiega Zullo - che riapre finalmente un’attività dopo il lockdown, con magari un numero limitato di dipendenti, può ritrovarsi a stretto contatto con un asintomatico e paucasintomatico, rischiando il contagio e la conseguente chiusura; oppure, in caso di temperatura superiore ai 37,5°, lo deve rimandare a casa e aspettare che finiscano i 14 giorni di quarantena, affrontando così ulteriori disagi e perdite.

Il direttore del Dipartimento Vito Montanaro questa mattina, nel corso dell’audizione in Commissione Sanità da me sollecitata, ha finalmente annunciato il ritorno al buonsenso, e della politica che ascolta il parere della scienza ma senza piegarsi acriticamente, e assume una decisione all’insegna della responsabilità. Il via libera a una rete di laboratori privati accreditati, in grado di effettuare tamponi e test validati dal servizio sanitario regionale, permetterà così ai datori di lavoro di effettuare quello screening preventivo che il pubblico si ostina a negare. Comporterà ulteriori costi, ma in questo caso possono essere considerati un investimento per mettere in sicurezza la propria azienda, il personale e l’utenza.

Auspico quindi che sia diffuso celermente l’annuncio dei laboratori ai quali sarà possibile rivolgersi, con ampio risalto comunicativo, per scongiurare al tessuto produttivo pugliese l’ennesima beffa, oltre al danno procurato dai due mesi di lockdown. Una battaglia che non smetterò di combattere, a beneficio della collettività, fino a quando non potranno essere eseguiti i primi tamponi al numeroso personale interessato”.

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