L'ex Presidente si difende: "su di me solo fango"

monica calzetta piccola

E’ affidata ad un messaggio su un social-network la difesa dell’ex Presidente del Consiglio Comunale di Cassano Monica Calzetta, dallo scorso 17 ottobre dimissionaria dal Consiglio cassanese avendo scelto di ricoprire il ruolo di Segretario Generale del Comune di Altamura su incarico della neo-Sindaca Rosa Melodia.

Nei giorni scorsi, dopo la diffusione della notizia delle dimissioni presentate in Comune, la scelta della Calzetta era stata duramente criticata dall’on. Nunzio Angiola (del Movimento 5 Stelle) e dai gruppi di opposizione in Consiglio Comunale che senza mezzi termini parlando di “puzza di bruciato” a proposito delle dimissioni.

In molti, anche fra gli stessi elettori che solo sedici mesi fa diedero fiducia alla lista della Di Medio e quindi alla Calzetta che con 655 fu la più votata fra tutti i candidati, si sono chiesti il perché non erano sufficienti le dimissioni da Presidente e non anche da Consigliera Comunale, ruolo che non è minimamente incompatibile con quello di Segretario ad Altamura.

Forse un motivo è da ricercare nella diversità di “colore politico” fra le due amministrazioni: di destra quella di Cassano (ma nati come civici) e di sinistra quella di Altamura.

“Capisco che chi è abituato a vivere di luce riflessa – scrive l’ex Presidente - possa prendere a pretesto qualsiasi argomento e qualsiasi accadimento per farsi pubblicità ed ottenere quella visibilità che evidentemente in proprio non riesce ad avere. Capisco anche che il mondo è vario e quindi ci sono persone che vedono la legalità, la trasparenza e l’onorabilità come una coperta stretta, da tirare a sé in base alle stagioni. Capisco, inoltre, che per qualcun’ altro rinunciare ad un incarico, ad una poltrona, per onorare la propria integrità e il proprio ruolo professionale e istituzionale e SOLO (ahimè!!) per preservarli da potenziali situazioni di conflitto e di opacità, abbia dell’incredibile e, quindi, si sforzi di trovare delle motivazioni recondite.  Comprendo, quindi e sorrido di tante vane parole e proclami, di dichiarazioni urlate sui social con tanta tracotanza, lette in questi giorni circa le mie dimissioni.

Dimissioni che non sono altro che una conferma del mio modo di essere, del mio stile di vita e di quello che è sempre stato il mio comportamento professionale e personale. E chi mi conosce lo sa!”.

Scrive ancora la Calzetta: “Il ruolo di Segretario Generale e di Responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza deve garantire nell’esercizio delle sue funzioni la legalità e l’imparzialità dell’azione amministrativa sancita dall’art. 97 della Costituzione e richiamata in tante norma di rango inferiore. Oggi svolge, inoltre, un delicato ruolo di controllo interno di tipo giuridico-amministrativo, oltre a quello di assistenza agli organi istituzionali. Per assicurare questi compiti deve trovarsi NECESSARIAMENTE IN UNA POSIZIONE DI TERZIETA’ senza opacità e senza possibili dubbi in merito alla sua posizione se, la questione (o più questioni) da curare riguardano anche il paese dove svolge un opposto ruolo politico e quindi “partigiano.” Francamente da parte di chi da un anno e mezzo ormai fa stalking politico, parlando di correttezza, trasparenza e legalità, e mi ha chiamato pretestuosamente in ballo per questo, mi sarei aspettata un riconoscimento! Ed in effetti chi è stato ed è onesto e coerente con le proprie idee lo ha fatto! 
Mi sarei aspettata un plauso anche da chi, interferendo a gamba tesa e sistematicamente nella politica locale per fare campagna elettorale a distanza, non ha invece perso l’ occasione per sfoderare l’ennesima pubblica invettiva. Peccato che appartiene ad un movimento che da sempre fa della legalità, della trasparenza e del conflitto di interessi, un mantra. Evidentemente per loro sono solo principi ad orologeria!”

“Tuttavia – spiega l’ex rappresentante della lista “XTE” -  credetemi se vi dico che degli altri onestamente non mi curo  E sono contenta siano distanti anni luce dal mio modo di essere e di comportarmi.  Le persone oneste e di buon senso hanno capito il mio gesto e lo hanno apprezzato, senza improvvisarsi costituzionalisti o fare analisi e comparazioni con alte cariche dello stato (di cui sono, peraltro, onorata) e senza falsi moralismi. Ma si sa, chi è abituato al marcio ed al fango, non riesce a vedere altro!  Io, in ogni caso, come ho già scritto, continuo a lavorare lontano dai riflettori. E per quanto mi riguarda l’argomento è chiuso”.