Venerdì 21 Settembre 2018
   
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Angiola (M5s) sui danni all'agricoltura in Puglia

nunzio angiola

“E’ arrivato il momento di dire basta alle sofferenze del mondo agricolo, il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, e quello della città metropolitana, Antonio Decaro, non restino inermi. Gli agricoltori sono stanchi, hanno già patito abbastanza ed il loro grido di dolore è sempre rimasto inascoltato. Si faccia qualcosa per alleviare i danni determinati dalle piogge torrenziali e grandinate che hanno devastato le campagne della Murgia e del sud-est barese .Gli agricoltori lamentano danni a vigneti sia di uva da vino che da tavola, ciliegeti, alla produzione cerealicola, vivaistica, all’olivicoltura, alle leguminose ed ai frutteti in genere. Una delle aree più colpite è l’asse Sammichele-Gioia”.

E’ il primo commento a caldo dell’on. Nunzio Angiola (M5S) a seguito dei gravi  danni arrecati  dalle calamità atmosferiche  alle  produzioni agricole in provincia di Bari. Danni si registrano alle campagne di Acquaviva, Adelfia, Altamura, Santeramo, Cassano, Sammichele, Bitritto, Palo e Gioia.

“Non serve dichiarare lo stato di crisi, è importante che la città metropolitana richieda lo stato di emergenza dei territori”, prosegue l’on. Angiola.

E conclude: “gli strumenti ci sono, a cominciare dalla legge regionale del 22 dicembre 2017 n. 66 che riconosce alle organizzazioni di produttori agricoli per effetto dei danni arrecati da avversità atmosferiche e/o calamità naturali un prestito quinquennale a tasso agevolato per il ripianamento degli oneri passivi conseguenti a ratei di mutui e prestiti scadenti nell’annata in cui si è verificato l’evento avverso. Ai nostri prodotti agricoli spesso non viene riconosciuto il giusto prezzo sui mercati, se si aggiungono le avversità atmosferiche si rischia il crollo di un intero settore. I danni sono davvero ingenti anche se non si possono quantificare al momento visto che in molti terreni non si può nemmeno entrare perché invasi dall’acqua. l’evento calamitoso rischia di produrre un’ulteriore piaga nelle attività economiche del settore che già soffre l’annosa questione legata alla concorrenza a volte sleale di prodotti importati da Paesi extraeuropei sul mercato italiano, ad esempio il grano per non parlare del latte venduto a 33 centesimi al litro”.

 

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