Lunedì 20 Agosto 2018
   
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Io, cassanese: vittima delle false tessere del PdL

pdl falsa

 

“Sono stato tesserato al Popolo della Libertà, a mia insaputa. Dovrei chiedere i danni morali, per questo, a Berlusconi ed ai suoi…”.

Il cassanese Francesco (nome di fantasia) è una delle vittime delle tessere false del Pdl che nel 2012 imperversò in Puglia, in occasione del Congresso nazionale che si tenne a Bari. Una vicenda che da ieri è tornata d’attualità perché il giudice monocratico del Tribunale di Bari Lucia De Palo ha condannato cinque persone, fra le quali l'ex senatore Luigi D'Ambrosio Lettieri, e ne ha assolte sei nel processo su un presunto giro di tessere false per il congresso del Pdl.

In particolare il giudice ha condannato a 17 mesi di reclusione e al pagamento di 550 euro di multa D'Ambrosio Lettieri, il suo collaboratore Giuseppe Casalino e Dario Papa, all'epoca vicedirettore dell'ufficio postale del centro commerciale Mongolfiera al quartiere Japigia.

L'allora consigliera comunale di Valenzano Francesca Ferri è stata condannata ad un anno di reclusione e un altro attivista, Michele Santorsola, ad otto mesi reclusione. A tutti gli imputati, condannati a vario titolo per violazione della legge sulla privacy e appropriazione indebita, è stata concessa la sospensione della pena. Sono in totale 154 le persone che sarebbe state iscritte al Pdl a loro insaputa. Il giudice ha condannato i cinque imputati a risarcire 14 cittadini e la Lilt, costituiti parti civili nel processo.

Fra le 154 vittime, appunto, c’è Francesco, cassanese, un passato con alle spalle anche un ruolo importante e delicato nell’Amministrazione cassanese ma che oggi preferisce l’anonimato. “Non vivo più a Cassano da 12 anni – dice al nostro giornale – anche se ci vengo spesso perché ho la mia famiglia, che voglio in qualche modo tutelare”.

Ma come è finito nella rete dei falsari?

“Esattamente non lo so neppure io”, riprende Francesco. “So per certo che nel 2012 attivai un conto corrente postale, presso l’Ufficio all’interno del Centro Commerciale di Bari e ovviamente presentai la mia carta d’identità; il solerte funzionario, che poi si rivelerà essere d’accordo con le persone condannate ieri, deve aver dato anche la fotocopia di quel mio documento al gruppo e fu così che mi ritrovai la tessera di Berlusconi….”.

Eppure la sua storia politica e il suo impegno, anche istituzionale a Cassano, non sono mai state nell’alveo del berlusconismo, gli chiediamo. “Mai, assolutamente. Anzi, dovrei chiedere i danni a Berlusconi ed ai suoi per quanto li detesto!.

Adesso Francesco è lontano dalla politica ma segue suo malgrado l’evolversi della vicenda, finita nelle aule del tribunale. Spera vivamente che nei successivi gradi di giudizio, che certamente ci saranno, le condanne vengano confermate e che si arriva ad una definizione anche in sede civile della questione.

 

 

Commenti  

 
#1 cittadino 2018-04-18 10:43
purtroppo temo che non si tratti di caso isolato o relativo solo al pdl.... tante tessere venivano fatte in questo modo da svariati movimenti politici!
 

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