Martedì 24 Aprile 2018
   
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"Nastrini rossi": stamattina manifestazione in via Capruzzi

nastrini

Di nuovo in sit in giovedì 4 gennaio 2017 alle 10:30 sotto il porticato della regione Puglia i nastrini rossi, i docenti assunti dal piano straordinario de “la buona scuola”, la legge 107/2015.

Continua la protesta degli insegnanti fuori regione che continuano a sentirsi danneggiati da una politica che imperterrita ignora le richieste delle genti del Sud. Quel Sud che continua a pagare dazio al Nord questa volta “deportando” soprattutto donne con età media di 50 anni altamente specializzate e con un ruolo nella società del Mezzogiorno ben definito. Una tragedia quella del continuo impoverimento del Sud che sta avendo ripercussioni drammatiche non solo nella sfera privata, ma anche e soprattutto sotto l’aspetto dell’impoverimento economico, sociale e culturale dei territori del Meridione.

L’iniziativa prosegue l’onda di protesta avviata il 28 dicembre scorso a Catania per ribadire il dissenso nei riguardi di un Legge che ha stabilizzato i contratti prima a tempo determinato ma che di fatto ha reso precarie le vite di migliaia di insegnanti.

Solo in Puglia i docenti interessati sono oltre 3 mila e in tutta Italia le stime raccontano di 30 mila docenti costretti a lasciare e proprie famiglie del Sud per rincorrere le cattedre al Nord.

Una ferita nel tessuto sociale delle regioni meridionali che continua a non avere soluzione, nonostante le proposte risolutive quali ad esempio il tempo pieno e la trasformazioni delle cattedre in organico di fatto in diritto e il nuovo piano di mobilità che costringe, ancora una volta, a imporre ai docenti di ruolo di restare al Nord, nonostante siano banditi nuovi concorsi, senza tenere in considerazione che la mobilità ha precedenza sulle assunzioni, esattamente come già avviene in ogni comparto della pubblica amministrazione.

 

Commenti  

 
#7 Realista 2018-01-08 15:16
Non mi risulta che la Signora Marsico lavori lontano da casa e dalla Famiglia. Con che coraggio si fa portavoce di un disagio che neanche conosce
 
 
#6 vedo nero 2018-01-05 21:25
Volete come si suol dire"la botte piena e la moglie ubriaca" E DI QUESTI TEMPI!Se non volete spostarvi da casa c'e' la soluzione:AUTOLICENZIATEVI,che date la possibilita'a qualcun'altro piu' bisognoso di voi di lavorare.Se gli insegnanti sono 100 e gli alunni 40 a chi dovete insegnare???
 
 
#5 #furbastri/e 2018-01-05 14:36
Vergognatevi ad usare il termine "deportando"....che eravate degli ignoranti,e su questo purtroppo non avevamo dubbi visto il grado di insegnamento...signori /ine avete firmato un contratto è dovete onorarlo,altrimenti la regola vuole
che veniate licenziati/e.
vi venire licemziari/e
 
 
#4 Pietra 2018-01-04 17:52
Con quale faccia porta avanti la protesta chi da ben due anni lavora a casa senza aver figli da accudire!!! Mia per favore... un po'di coerenza e meno esibizionismo!
 
 
#3 nastrino nero 2018-01-04 16:33
poi c'è chi così grazie a piripicchio ha la cattedra nel paese di residenza
 
 
#2 giacomo 2018-01-04 14:13
Io sarei ben felice di essere "deportato" al nord per lavorare con 1400 euro al mese.
Ringraziate di lavorare e VERGOGNATEVI!
 
 
#1 nastrino tricolore 2018-01-04 12:24
Ancora con questa storia. Le vicende di queste ultime settimane sono l'ennesima dimostrazione che a fronte di qualunque rivendicazione, esiste una categoria di insegnanti (precari, aspiranti all'assunzione, assunti fuori provincia, aspiranti al rientro, .....) che ne beneficerebbe ed almeno il triplo che ne avrebbero nocumento.
Nel tempo sono state fatte troppe promesse a troppe categorie per poter sbrogliare questa matassa, neanche Houdini ci riuscirebbe.
 

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