Imu sulla prima casa: per il Pd si poteva azzerare. Ecco come

rico arganese

Azzerare l’IMU sulla prima casa dei cassanesi grazie ai controlli sulle “false” prime case. Cosa si è fatto in merito? Lo ha chiesto, con una Interrogazione al Sindaco del Comune di Cassano e agli Assessori competenti il gruppo consiliare “ViviCassano-PD” nel corso dell’ultimo Consiglio Comunale.

Il concetto di "abitazione principale" è cambiata con l'introduzione dell'IMU – spiega il capogruppo Rico Arganese (nella foto) - : prima, con l'ICI, bastava la residenza anagrafica per diventare “prima casa”, tant’è che diversi furbetti intestavano l’abitazione posseduta magari in un altro paese, ad una figlia/figlio, anche se la stessa viveva nel proprio nucleo familiare. E questo per avere vantaggi dagli sgravi.

Riprende Arganese: “Oggi è necessario che la prima casa sia anche "dimora abituale del nucleo familiare". Pertanto molte prime case false dovrebbero essere smascherate con delle procedure di controllo appositamente studiate e messe in pratica. Tale maggiore introito per noi potrebbe coprire la esenzione totale delle "prime case vere".

Già in sede di Commissione e poi in Consiglio Comunale, in occasione del Bilancio di Previsione 2012 – quando si dovevano decidere le aliquote dell’Imu, il Pd chiese che fossero diminuite quelle sulla abitazione principale al fine di non tassare le “prime case” acquistate dalle famiglie con i propri risparmi e per venire incontro al momento di crisi delle stesse.

Come sarebbe stata pagata la differenza alle casse del Comune?

La riduzione proposta – dice l’interrogazione del Pd - trovava copertura finanziaria con una rimodulazione delle aliquote e delle detrazioni proposte alla amministrazione e non accolta dalla maggioranza”.

Pochi controlli, dunque e un “abusivismo” delle prime case che impera e che finisce per far pagare tasse salate a chi ha magari solo una casa e viene considerato per questo, dal Comune e dallo Stato, “benestante”.

L’interrogazione – chiude sconsolato Arganese – è stata fatta per evidenziare e dimostrare le carenze di programmazione della amministrazione Di Medio”, che in aula ha risposto senza convinzione che i controlli ci sono e ci saranno.

Le aliquote, però, non si toccano.