Sabato 21 Settembre 2019
   
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Le "tragiche" avventure negli uffici ASL di Cassano

asl bari

Da una nostra lettrice, prof.sa Ana Maria Tomaziu, riceviamo e pubblichiamo.

 

Finalmente decido  di occuparmi della propria salute! E’arrivata l’ora, pensavo, mentre mille pensieri positivi legati dalle pratiche precise dell’Italia mi giravano per la testa. Già vedevo le persone sorridendomi, pronte ad accogliermi con le bracce aperte, chiedendomi se sto bene, se ho bisogno di qualcosa, oppure spiegarmi per bene come funzionano certi servizi del sistema sanitario. Dopo un anno di lavoro nelle scuole, correndo da una località ad altra per educare gli alunni nello spirito dell’integrazione, della tolleranza e dell’apertura verso l’altro, spettava anche me curare la propria salute. E’ vero che sono straniera, sono di nazionalità rumena, però lavoro sempre e pago le tasse per lo Stato italiano così come lo fanno  gli italiani stessi.

Dopo due settimane di andata-ritorno tra la mia casa e Azienda Sanitaria – Asl- Cassano delle Murge, per rinnovare le mie esenzioni,  mi rendo conto che svolgevo azioni inutili, perché il servizio Anagrafe, dove si fanno tale pratiche, era chiuso. Chiuso e basta!  Nessuna informazione  sulla  cartina che sta di solito attaccata sulla porta chiusa bene con la chiave. Niente spiegazione,  nella virtù dell’economia di parole… La crisì, uffa!

Alla fine, un signore che lavora là ci ha detto che “FORSE…FORSE” la signora che lavora qui potrebbe venire al lavoro e che non si sa se lei accetterà, datto il fatto che “si trova in malattia”. Poi ci aggiunge che “chi ha bisogno di risolvere i propri bisogni, si dovrebbe indirizzare al servizio di Acquaviva”.  Niente obiezioni. Certo che se la signora è malata, non possiamo pretendere di farla venire al lavoro.   

Lunedì, ore 10,30…Il sole brucia come mai questi in giorni e l’aria è  davvero irrespirabile. Mi indirizzo al ASL, per vedere se la signora  “forse” si è fatta bene ed è tornata al lavoro. Il suo compito, per quello che ho capito, è di lavorare col pubblico, stabilire con le persone un rapporto professionale giusto e corretto, non dico anche umano… Arrivo al punto di interesse per le 11 meno un quarto. Sorpresa: la signora stava dentro. Sulle sedie, sistemate come per vedere un film al cinema,  “riposavano” cinque o sei signore (non mi ricordo esattamente) che aspettavano il loro turno. Parlavano tra di loro, ogni tanto scuotevano la testa per sfogare un po’ la loro insodisfazione per quello che succedeva “Dentro”. “Un cinema con lo schermo nascosto”, pensai, mentre mi siedo tranquilla tra due signore. Allora una di loro mi informò subito che la signora non riceve più dopo di loro e che la stessa ha consegnato già i numere per i turni e non lo farà più. Aspetto comunque, mentre arrivavano pure tante alte persone tra le quale una donna incinta albanese ed un’altra che ha appena partorito . Sulla porta stava scritto grande: “UFFICIO ANAGRAFE ASSISTIBILI. ORARIO APERTURA AL PUBBLICO.” E più giù era aggiunto un pocchino più piccolo:” dal lunedì al venerdì: 9,00 – 11,30” e poi: “giovedì pomeriggio: 15,30 – 17,00.” Tutto bene, allora, mi dico, ma qualcuno che sembra di avermi letto il pensiero, mi fa vedere che quella cartina non è più valida e che accanto ad essa stava un’altra… Era una cartina piccolina, appena in vista, messa  affianco, un po’ alla sinistra, alla prima con la dicitura: “Dal 1 luglio 2015 L’UFFICIO ANAGRAFE SARA’ APERTO SOLO: IL LUNEDI’ – MERCOLEDI’ – VENERDI’”. E poi basta. Niente orario, niente chiarimenti. Quello che “sa leggere”, come poi ha insinuato la signora da dentro, riesce a fare una connessione logica tra le due cartoline. Quindi: Prima si legge la prima cartina, poi questa ti condurrà alla cartina dal fianco. Se sei fortunato a individuarla, non basta. Devi fare un collegamento a rovescio, cioè tornare indietro alla prima cartina per vedere l’orario. Poi devi risolvere l’ultima prova e sei vincente: devi capire che il giovedì pomeriggio (l’orario sulla cartina grande) non  è incluso sulla cartina piccola. Se hai risolto questo problema, devi venire la mattina. “FORSE” la signora deciderà di venire.

Dopo tutto questo, la signora non vuole più prendere altre persone, anche se sono appena le 11,00 e sulla porta  richiama la tua logica la parola “APERTO”.” Si, è aperto”, dice la signora, ma io non   voglio più prendere le persone che devo fare le pratiche”. Un signore più coraggioso  minaccia con la  “Striscia la notizia” e, sorpresa! viene chiamato dentro… La signora albanese, incinta in sette mese, aspetta in piedi  per un tempo (doveva fare soltanto una domanada!) e poi se ne va dellusa, dicendo che paghera ancora per due altri mesi  del periodo rimasto fino al parto. Un’altra signora giorgiana, che stava in disparto, dalle 10, 30, senza biglietto, se ne va pure lei. E’ badante e deve stare vicino al malato che cura. Sospira, è molto triste, esce tenendo una mano sulle spalle che, evidentemente, era la parte che le dava più problemi. Rimaniamo tre persone, inclusa me che avevo l’intenzione precisa di parlare con la signora chiusa, questa volta con “dieci lucchetti”, “lavorando alle pratiche”. Esce preparata a dare una correzione a quelli  che “non capiscono stare buoni”. Provo a parlarla, ma lei inizia gridare e, nonostante io le do del “lei”,  la stessa mi contrabbate con un “TU” volgare, dicendomi che quello che sta scritto sulla porta, lei lo ha scritto in “tante lingue”… (Magari!…Non sarebbe mica male !)…Poi mi chiede se so leggere…Sono una ricercatrice alla Scuola Dottorale in Filologia (rumeno-italiano), penso che qualche cosa riesco a leggere…

Le persone che avevano ricevuto il biglietto, mi hanno detto che la signora sarebbe  arrivata, in quella mattina, per le 10,30. Chiedendole se il orario è valido, visto anche il suo arrivo a quell’ora (secondo a quello che ho sentito),lei si arrabbia ancora di più, sbattendomi la porta in faccia.

”Pentita”, pensai, per il suo gesto, esce e mi fa vedere la cartina piccola. Le dico che non sta l’orario e lei mi guida sulla cartina grande, facendomi vedere “l’orario giusto”.  Ma giovedì?!!!Mi dice che ha da fare e io le sto facendo perdere il tempo. Quindi: lei deve lavorare. Le volevo ricordare che il suo lavoro include anche noi, ma un’altra porta sbattuta in faccia, mi chiude ogni prospettiva…

 Ana Maria Tomaziu

 

 

 

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Commenti  

 
#34 FALSA POLITICA 2015-07-14 10:06
michel, l'organizzazione del lavoro, la scelta di luoghi aperti al pubblico con evidenti carenze ingienico/ambientali, l'informatizzazione e molto altro ancora, non sono competenze dei dipedenti, ma di chi siede ai vertici percependo grassi emolumenti ai quali, spesso, fa comodo che i servizi nel pubblico siano inefficienti.
 
 
#33 michel 2015-07-12 01:18
X falsa politica, e' troppo facile criticar senza proporre.se i dipendenti hanno delle idee...li esponghino in pubblico. Iniziamo con ridar i numeri x attesa
 
 
#32 michel 2015-07-10 21:18
X Falsa politica, se come dice lei, la colpa non e' nell'ultimo anello della catena,perche' i dipendenti non fanno proposte x migliorar l'efficienza? E' normale che sia tutto amcora vecchio stile cartaceo? E' normale che uno deve far la fila per un modulo? Esser trattato male x non aver seguito una procedura non scritta?cosa hanno fatto i dipendemti per migliorar le cose?
 
 
#31 Cassanese 1 2015-07-10 16:54
Che bella persona che sei ANA Maria, sono molto orgogliosa di avere una concittadina come te, specie perché ti conosco personalmente e so che sei VERA in quello che fai.
Hai denunciato quella che ti è sembrata un'ingiustizia, cosa che non si sognerebbe di fare nessuno, ma poi non hai esitato un attimo a riconoscere nel prossimo, le difficoltà che lo hanno costretto ad essere ingiusto con te.
C'ero anch'io l'altra mattina e ho visto, come hai visto tu, una persona stanca, stressata e oberata da mille incombenze e sfido ognuno di noi al suo posto a mantenere la calma.
Perciò invocare, come molti hanno fatto, il licenziamento, la denuncia é ovviamente fuori luogo, bisogna però denunciare la situazione che è decisamente inaccettabile per un paese civile.
Resta però il fatto che la gentilezza e la disponibilità sono dei punti fermi per chiunque, e l'utente che è dall'altra parte della porta merita tutto il rispetto perché sicuramente non è lì per divertirsi.
Un saluto.
 
 
#30 osservatore... 2015-07-10 15:35
io avrei una proposta interessante:
perché questi uffici devono essere aperti al pubblico SOLO 2 ore la mattina e 1 e 1/2 il pomeriggio due volte a settimana? nelle altre ore che fanno?? sbrigano le pratiche !!???? non mi sembra visto che alle ore 13 sono già pronti x andare via......
se due impiegati lavorassero a tempo pieno (di cui uno allo sportello e l'altro a sbrigare le pratiche) con orario tipo 08.00/13.00 al pubblico, immaginate quanto pubblico smaltirebbero? ma forse ad un pubblico impiegato si chiederebbe troppo...
 
 
#29 FALSA POLITICA 2015-07-10 14:08
Non voglio difendere l'addetta incriminata, voglio solo puntare l'attenzione sul fatto che spesso accusiamo di negligenza e maleducazione l'ultimo anello di una catena, quando le responsabilita' dei disservizi sono a monte: carenza di personale, personale sottopagato, ambienti di lavoro e sale di attesa non idonei( sporchi e fatiscenti), disorganizzazione del lavoro, sono causa di disagio ed irritazione sia per gli utenti sia per gli operatori, mentre i veri responsabili, super pagati e menefreghisti, latitano.
 
 
#28 michel 2015-07-09 21:58
Ha ragione pugliese...aspettiamo con fiducia il pronto intervento del nostro x consigliere regionale.Ignazio...facci sognar
 
 
#27 ANA Maria Tomaziu 2015-07-09 17:36
Vorrei scrivere ancora un secondo episodio: da ogni commento emerge un frammento di vita, un tipo di esperienza... Sono tornata ieri ( come l' assassino al posto del delitto) ad Asl. Ero molto nervosa e ho pasticciato il modulo di autocertificazione. La signora non ha voluto prenderlo e mi ha " punito" , mettendomi a riscrivere. Ho scoppiato in un pianto nervoso, non potevo più reagire. La signora sembrava fredda, ma ad un certo punto mi chiede di sedermi. Si gira e mi da la propria acqua. Mi da anche bicchiere. Poi mi invita a bella tutta. Cerca nella borsa e mi regala unica caramella che teneva. Mentre me lo sto gustando, lei continua a rimproverar mi, ma senza cattiveria, così come si punisce il proprio figlio. Mi sento bene e le parole quasi mi accarezzano. E' triste ( non me lo dice, ma lo sento) perché lavora e non vuole essere concepita in modo sbagliato. Chi non sarebbe in questa situazione? La guardo da vicino. Mi sorride ed il suo sorriso è accattivante, così che sorrido anch'io. Mi rendi conto che neanche lei stava proprio bene. La montagna di carte che la copriva la rendeva nervosa. In questo tempo altre persone nervose aspettavano dall' altra parte... La realtà non è sempre quella che sembra. Ho scoperto un essere umano anche bello e comprensivo. Dovremmo avvicinarci di più alla persona, anche se avvolte sembra che morde. Io così ho fatto e ho trovato un' amica. Sono stata fino alla fine del suo programma di lavoro. Eravamo due esseri umani che avevano un po' di tempo per guardarci negli occhi. I suoi brillavano.
 
 
#26 ORCHIDEA SELVAGGIA 2015-07-08 14:44
Come volevasi dimostrare...+++MODERATO++++

Ma in Italia è stata abolita la libertà di parola?

LA REDAZIONE
No, quella no. Ma vige ancora anche quella di non scrivere calunnie e falsità, pena una querela.
 
 
#25 Leonardo Losito 2015-07-08 14:11
Complimenti per il coraggio di aver riportato ai lettori l'episodio. E' cosi che si risolvono i problemi: denunciando a voce alta le ingiustizie che viviamo e che molti osservano quasi impotenti nascondendosi dietro l'omerta'! Mi augurio che la tua segmalazione dia giusti frutti.
 
 
#24 pugliese 2015-07-08 11:39
ED il nostro rappresentante regionale,non che' paesano e dipendente ASL legge i commenti?Si schiera dalla parte della ragione?Interviene e combatte con i VERTICI per eliminare questi GRAVI PROBLEMI?Chi vivra' FORSE vedra'.
 
 
#23 Ana Maria Tomaziu 2015-07-08 01:12
Carissimi lettori,

La vostra soliedarità mi ha reso molto felice, sicura e, soprattutto, non sola, ma con tanti esseri umani vicini che sanno dimostrare, in modo leale e deciso, la loro posizione onesta. Non sapendo cosa fare, di fronte a tale "avventura", ho fatto una bella camminata sotto il sole di luglio, fino a casa, per cercare una penna "consapevole"; poi con le lacrime ribelle sulle guance, ho scritto ciò che voi avete, con tanta umanità e amore, accolto.
Vi ringrazio con tutto il cuore!
Ana Maria
 
 
#22 nazionalsocialista 2015-07-07 17:06
In ITALIA gli uffici del pubblico impiego ,e la politica sono lo specchio della nazione,"fallimento totale".
 
 
#21 101 2015-07-07 14:52
Ufficio di Cassano serve e fa comodo solo a quei dipendenti che risiedono a Cassano e che hanno un posto di lavoro sotto casa. Provasse l'amministrazione a trasferirli altrove e vedrete come tale gente impara subito l'educazione e ilmodo di comportarsi bene con l'assistito che da loro perché costretta e non per altro
 
 
#20 Yuppy 2015-07-07 11:58
Che vergogna cmq li dentro un po' tutti fanno i loro comodi!!!
 
 
#19 xy1 2015-07-07 11:06
La situazione asl è sempre stata così, sui dipendenti che hanno lavorato negli anni, stendo un pietoso velo. Purtroppo, però, negli ultimi tempi, sarà pure paradossale, ma un minimo di ragione ce l'hanno. Non c'è più personale perché le leggi assurde della crisi che fanno i disonesti che governano vogliono così. Quindi, quelli che lavorano sono così, in più sono pochi (quando ci sarebbero fior di disoccupati volenterosi da assumere) e non possiamo che avere un pessimo servizio. Ma andatelo a dire a qualsiasi forza politica che bisogna assumere di più negli enti pubblici che vi dicono che siete bamboccioni. Anzi, la moda elettorale prevede di chiudere qualsiasi cosa possibile e poi sono questi i risultati. Bisognerebbe, nel pubblico,licenziare i fannulloni, pagarli meno - tutti quelli che pigliano troppo- e assumere persone valide, che a trovarne una che abbia voglia di lavorare negli uffici pubblici è una impresa e se c'è al massimo è precaria. La maleducazione sta in tutti gli uffici pubblici di Cassano, sanno che sono intoccabili e ne approfittano per fare poco o niente.
 
 
#18 Che schifo 2015-07-07 10:21
Gent.ma Signora sono solidale con Lei.
Alla richiesta di conferire con un responsabile o dirigente della struttura mi è detto che loro non hanno responsabili e che loro decidono e che se non soddisfatto potevo andare altrove.
Io assistito e che pago il servizio sanitario e che contribuisco a pagarli sono stato cacciato. La ASL ignora e dorme. ED IO PAGO.
 
 
#17 Cittadino00 2015-07-07 09:29
Mi è capitato dI chiedere info sul xchè dell,assenza di personale in quell'ufficio. rIsposta: io non lavoro in quel reparto e non so niente. A quanto pare ogni ognuno lavori x sé senza sapere quel che succede intorno. In tutto questo, la dirigente che ruolo ha?
 
 
#16 E. Mantegazziani 2015-07-07 07:34
La situazione in quell'ufficio è grottesca, non mi viene in mente un termine più calzante. Umanità varia in caotico disordine in attesa. Professionalità zero con tracce di solidarietà a seconda degli umori, delle giornate, del tempo.
Trascorrervi una mattinata è un'esperienza unica!
Ma d'altronde non è che alla Posta, in banca, al comune e in ogni altro posto le cose vadano diversamente...
Siamo in Italia!
 
 
#15 Franco84 2015-07-07 07:10
La dirigente della ASL dovrebbe rimuovere la dipendente intollerante dall'incarico affidatogli e trasferirla ad altra sede visto che non e' possibile licenziarla. La signora in questione non e' nuova a questi comportamenti ed e' la persona meno adatta per il servizio pubblico. I carabinieri e i vigili urbani sono stati gia' informati dei fatti ma come al solito preferiscono non redigere nessun verbale di denuncia. Prendetevela con chi ha inserito questa persona nell'organico della asl. +++MODERATO+++
 

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