Quando il randagismo puo’ diventare un affare

canile cassano

L’annoso problema del randagismo a Cassano è nell’alveo di una problematica di grandissimo respiro, che affligge la comunità nazionale e la Puglia in particolare.

Nella nostra Regione (è di dominio pubblico e sono in corso approfondite indagini della Magistratura!) la problematica è diventata un vero e proprio gigantesco business, che vede gli operatori di settore e le stesse associazioni di volontariato “collaborare” perché, come la tela di Penelope, il randagismo non abbia mai fine: basta adottare semplici ma sicure misure e meccanismi di “autoriproduzione” e/o “autorigenerazione” per rilanciare all’infinito le fonti di un guadagno senza limiti. (http://www.repubblica.it/ambiente/2015/01/12/news/intervista_lorenzin-104778790/?ref=search)

A Cassano non siamo a tanto (ne sono quasi certo!), però il problema esiste e si ha la sensazione che, per la concomitanza e la concorrenza di vari fattori e attori, allo stesso non si voglia porre fine.

Dopo aver dovuto prendere atto personalmente (e sulla mia pelle) della gravità della problematica, della teoria di lagnanze, lamentele, scatti rabbiosi (perché mai denunce?) di diversi cittadini, e dopo aver preso conoscenza dell’entità stratosferica della voce di spesa nel bilancio comunale allora ho cominciato a “dubitare”.

Ho denunciato in Piazza Moro a settembre scorso (durante la presentazione del bilancio di previsione del Comune) la esosità e la irrazionalità di tale capitolo di spesa: nessuna risposta!

Ho ingenuamente chiesto dati e informazioni nel corso del forum di un partito che si picca di favorire la partecipazione dei cittadini ai fatti della vita pubblica: niente, bisognava andare a ‘scappellarsi’ per ricevere qualche informazione confidenziale.

Basta, poiché il problema mi interessava, era ed è di alta rilevanza pubblica (visto anche i gravi eventi denunciati), sono andato a ritroso negli ultimi 2 anni a consultare i ‘determina’ dirigenziali  e ho tirato fuori (in sintesi) quanto segue (ovviamente S.E.&O.).

Il Comune di Cassano delle Murge negli anni addietro ha sottoscritto n. 3 convenzioni (tutt’ora in corso) con n. 2 diverse ditte: la Natura Center Gestione Soc. Coop. e la M.A.P.I.A. Srl.

La prima convenzione riguarda la gestione di un canile (sanitario e di rifugio) in contrada Malatesta a Cassano e la seconda un servizio di ricovero per randagi  in un rifugio con sede in Bari.

Ebbene, sinteticamente, con la Natura Center s.c. è in vigore una convenzione che prevede (in deroga alle prescrizioni quantitative di legge), in un rifugio in contrada Malatesta a Cassano, una doppia giacenza di randagi: una di 200 (tale cifra risulta eccezionalmente autorizzata rispetto ai  188 di portata massima) e l’altra di 17 (e quindi, complessivamente, in violazione della normativa!).

Per effetto di tale convenzione il Comune avrebbe, ininterrottamente, negli ultimi 16 mesi, pari a 487 giorni di calendario, continuativamente e senza variazione alcuna, pagato il ricovero di ben n. 217 cani, senza che in tale arco temporale gli ‘ospiti’ abbiano mai fatto registrare variazioni, in più e/o in meno, ma evidentemente stabilmente soddisfatti del soggiorno sono rimasti affezionatamente abbracciati al loro dog site per tutto questo lungo arco di tempo. Mai che sia arrivato un ospite nuovo, mai che uno stanziale si sia ammalato e morto (a parte qualche cimurro di stagione!), insomma niente: i Cassanesi hanno pagato per i graditi ospiti durante tutto il 2014 la splendida cifra di 223.121,98 euro (365 giorni per 217 cani al costo medio giornaliero di ben 2,82 euro (iva compresa) a cane pro die!!).

Il controllo di ogni singolo “determina” dirigenziale, spintosi a ritroso fino a settembre 2013, ha consentito, poi, di accertare che, per la verità, fermo restando il numero dei cinospiti, cementificatosi a 217 unità, in tale data il costo a cane pro die (sempre iva compresa) si aggirava tra i 2,35 e 2,50 euro. E’ accaduto da tale epoca in poi che, come un crescendo rossiniano, tra settembre 2013, maggio 2014 e fine 2014 il costo pro capite e pro die a cane si portava da 2,35 euro a 2,99 euro (ultimo dato dicembre 2014). Una crescita tanto miracolosa quanto inaspettata, da lievito madre, che meriterebbe, anche questa, una attenta riflessione atteso che, per un incremento di 60 centesimi al giorno per 217 cani per 365 giorni, la maggiore (ed ingiustificata) ulteriore spesa su base annuale sarebbe stata di ben oltre 41 mila euro!!!

Una domanda: ma almeno i 3 o 4 cani dati in affidamento dall’assessore, al netto dell’altisonante battage pubblicitario, almeno quelli non potevano essere scalati dal fatidico ed inamovibile numero fisso 217?? Niente, non  lo si è fatto per non stare a cambiare il tracciato dei ‘determina’ dirigenziali che, per tutte le fregnacce che contengono, seppure a stampino ricopiati da quelli precedenti, non sarebbe stato poi facile starsi a districare una volta modificato il numero dei randagi!

Ancora. Il Comune ha in corso una seconda convenzione, sempre con la Natura Center s.c. che, prevedendo gli stessi identici servizi presso la stessa struttura in Contrada Malatesta, differisce dalla precedente solo per il numero di una diversa e ulteriore nidiata di ospiti, pari a 17, e per la periodicità della rendicontazione: bimestrale quest’altra!

Domanda: ma se il numero dei randagi detenibili presso tale struttura era al massimo di n. 188, eccezionalmente elevata a 200, ma straordinariamente lievitata a 217, come diavolo si andava a stipulare una ulteriore convenzione per ancora altri 17 (facendo assurgere il totale a n. 234)? Una semplice curiosità??!!

Ebbene, per questo ulteriore stock di 17 unità il Comune ha speso nel 2014 altri 14.356,34: anche questi ulteriori fortunati cinospiti sono rimasti invariati negli ultimi 16 mesi e hanno comportato (hullallà!) un costo medio pro capite (a cane) e pro die di un più modesto (si fa per dire) 2,31 euro (iva compresa).

Quanto, infine, alla terza convenzione, quella stipulata con la M.A.P.I.A. Srl  di Bari la stessa ha consentito di trattenere in quel rifugio un gruppo di n. 34 cani (anche questi miracolosamente mai variati né in aumento né in diminuzione) che hanno comportato per il Comune una spessa riferita al 2014 pari a oltre 30.000,00 (il mese di dicembre è stimato, in quanto ancora non pagato) con un costo pro capite (per cane) e pro die die di 2,43 euro.

Riepilogando, il Comune di Cassano nel 2014 ha pagato per:

--cani accuditi (nei 2 rifugi) complessivamente                          n. 268

--costo totale (arrotondato)                                                         267.500,00 euro

--costo per cane al giorno (media)                                   2,73 euro (iva compresa)

--costo medio  I^ convenzione Natura Center                2,82 euro (iva compresa)

 

Ebbene a questo punto mi pongo un po’ di domande:

  1.       ufficialmente il Comune paga per il ricovero e la cura di ben n. 268 cani (numero fermo da ben 16 mesi ininterrottamente) mentre è notorio e di pubblico dominio che in circolazione, in paese, nella immediata periferia, nei borghi e nella foresta di Mercadante ce ne sono almeno altri 150/200: ma se Cassano ha una popolazione di 15 mila abitanti e “combatte” con quasi 500 cani, su Bari, con popolazione di 320 mila abitanti i randagi saranno oltre 10 mila, e la spesa di gestione (mutatis mutandis) sarà di oltre 5,5 milioni di euro all’anno???,
  2.       chi è incaricato di tenere la contabilità degli animali detenuti nei canili, chi ne controlla le giacenza, chi le vaccinazioni, chi le morti, chi i subentri, chi le microchippature, chi le sterilizzazioni, visto che il Comando dei vigili urbani è completamente esautorato in materia????;
  3.       per quanto tempo ancora si dovrà aspettare per il varo e la messa a regime del nuovo canile comunale (costato ai contribuenti 700 mila euro) ma che potrà ospitarne solo (sentite sentite!!) n. 100 cinospiti;
  4.       il nuovo canile andrà ad assottigliare il numero di quelli che aggrediscono i Cassanesi o registrerà il dirottamento di parte di quelli che vengono ospitati nei canili convenzionati??.

Basta: le problematiche sono tantissime, affrontate con leggerezza e senza criteri di sana e prudente gestione, costituiscono tutt’ora un grave problema di ordine pubblico eppure ha comportato una spesa enorme di svariate centinaia e centinaia di migliaia di euro, “strappati” dalle tasche dei Cassanesi che, dopo aver pagato, ora si vedono anche aggrediti e morsicati: proprio come dicono a Cassano, cornuti e mazziati!!

Le competenti autorità si facciano carico di porre fine a questo scempio e approfondiscano se e in che misura ci sono stati abusi o distrazioni!!!!