Ecopunto, una imboscata da parte del Comune

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Alla disdetta del contratto da parte del Comune (leggi l'articolo), il titolare dell’Ecopunto, Filippo Ferrulli risponde con questa lettera, inviata al Sindaco e agli organi di informazione perché destinata anche ai cittadini cassanesi.

Ci punge vaghezza che l’amministrazione comunale di Cassano, nei confronti del progetto Ecopunto Murgia Green di Filippo Ferrulli abbia intrapreso una ritorsione che poco ha a che fare con le problematiche previste nella delibera nr. 03 del 13/01/2015.

Premesso che il protocollo d’intesa sottoscritto con l’amministrazione comunale aveva avuto una fase di gestazione molto lunga e approfondita, l’amministrazione dell’epoca l’aveva condiviso poiché il metodo Ecopunto era un ottimo strumento di educazione, di formazione e soprattutto di prevenzione per ridurre la produzione di rifiuti, ridurre le spese di raccolta e soprattutto valorizzare i materiali prima che diventino rifiuto. Come recita il decreto legislativo 152/06 rifiuto è quel prodotto di cui il cittadino ha l’obbligo di disfarsene o se ne vuole disfare ponendolo nel cassonetto o sul suolo pubblico.

Mentre i materiali che hanno un valore economico (carta, cartone, alluminio e plastica) possono essere ceduti dietro un riconoscimento economico.

Il progetto Ecopunto ha visto subito dopo l’inaugurazione la indisponibilità dell’amministrazione comunale e per essa della ditta appaltatrice a rispettare quanto previsto dal protocollo, ovvero il ritiro periodico dei materiali.

L’ ostracismo posto in essere nel non ritirare i materiali o in via subordinata il ritirare il cartone dopo estenuanti sollecitazioni e con enormi disagi nello stesso ritiro hanno minato il progetto creando quei disservizi (vedi riduzione volumetrica) che hanno reso inadempiente quanto previsto dal protocollo. Pertanto se inadempienza c’è è da attribuire al comune e per essa alla ditta appaltatrice.

Tale situazione ha provocato anche la non periodica educazione progettuale di educazione all’ambiente, anche se l’azione di sensibilizzazione si è concretizzata con la presenza all’interno dell’Ecopunto di circa 600 nuclei familiari che hanno ceduto i loro materiali.

Anche il non invio dell’elenco dei soggetti che si rivolgevano all’Ecopunto è dipeso dalla non operatività del servizio che il comune aveva garantito, poiché ogni giorno era una lotta continua per far ritirare i materiali.

Anche il ritiro, sporadico, per quanto riguarda il cartone era il frutto di un continuo braccio di ferro con l’azienda e questo non ha consentito di ottimizzare anche la consegna degli scontrini di pesa, poiché il mezzo preposto a ritiro già conteneva cartone ritirato da altra procedura e anche fretta nello svolgere il servizio.

Vogliamo ribadire ancora una volta che l’Ecopunto era un mero negozio finalizzato all’acquisto di materiali e non di rifiuti, che erano valorizzati attraverso il circuito comunale nell’incentivare l’aumento della raccolta differenziata mirata, di qualità e valorizzante per la comunità.

Tutta questa iniziativa non aveva alcun onere per le casse comunali, bensì poteva essere strumento al servizio  dell’amministrazione e dell’azienda appaltatrice per effettuare una vera educazione al rispetto dell’ambiente.

La cosa che fa specie è che in data 15/01/2015 si effettua un atto di transazione tra l’amministrazione comunale e l’Ecopunto per sanare le incongruenze che si erano verificate senza ricercare colpevoli  e nel contempo in data 13/01/2015 la giunta comunale aveva già deliberato di disdire il protocollo d’intesa che veniva poi notificato in data 15/01/2015, a transazione avvenuta.

Dal riscontro delle date e degli atti, si evince che è stata attuata una imboscata di dubbia natura nei confronti dell’Ecopunto.

Ancora una volta si è attuata la solita strategia, essere forti con i deboli e deboli con i forti.

Infatti fa specie che nei confronti dell’Ecopunto si attua lo scioglimento del rapporto con estrema celerità, mentre nei confronti di ditta appaltatrice che incamera danaro della comunità e non effettua servizio inappuntabile si desiste da ogni qualsiasi iniziativa.

Non vorremmo che si sia perpetrata una mera esecuzione politica che nulla ha a che fare con l’iniziativa.

L’Ecopunto continuerà a svolgere la sua azione e ardua sentenza sarà affidata al giudizio dei cittadini e della cronaca amministrativa.