"Cercasi un fine" sul Garden Village: uso politico della sentenza

Garden Village

Dal Presidente della associazione “Cercasi un fine”, Pasquale Bonasora, riceviamo e pubblichiamo una nota in merito alla vicenda “Garden Village”.

La sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo sulla questione “Garden Village” viene ancora una volta utilizzata per fini politici a discapito dei fatti.

La C.E.D.U. ha sancito che la confisca del bene è illegittima perché intervenuta quando il reato di lottizzazione abusiva era prescritto, imponendo allo Stato italiano - non al Comune di Cassano delle Murge, che non deve tirar fuori un euro - di pagare i danni morali e materiali all’imprenditore edile proprietario del bene.

Tale sentenza, come da più parti ricordato, richiama la situazione di Punta Perotti a Bari: come in quel caso, non è ovviamente il Comune a dover risarcire, ma lo Stato, responsabile di aver confiscato un bene per un reato prescritto; allo stesso modo, il bene rimane abusivo, in quanto edificato in virtù di una concessione edilizia illegittima che non doveva essere rilasciata.

La pronuncia della C.E.D.U. quindi non restituisce le ville abusive al proprietario, il quale tra l'altro - ben consapevole di questa assoluta evidenza - non ha mai chiesto ciò, né a Strasburgo né altrove, limitandosi a richiedere e ottenere il risarcimento dei danni a carico dello Stato italiano (non del Comune di Cassano delle Murge).

Il bene confiscato quindi era e rimarrà una costruzione abusiva!

Quindi il vero problema che un attento amministratore deve affrontare è scegliere cosa fare di una costruzione abusiva: può abbatterlo, e in questo caso il Comune deve prevedere (stavolta per davvero) una ingente somma in bilancio per l’abbattimento; la scelta operata nel 2009 fu quella di affidarlo in gestione per fini sociali, e in questo caso, in risposta ad un avviso pubblico dell’amministrazione comunale, una rete di associazioni e cooperative pugliesi guidata da “Cercasi un Fine” aveva presentato un progetto e aveva ottenuto, a conferma della legittimità della richiesta avanzata su un bene abusivo, il finanziamento ministeriale di un milione di euro, rispedito indietro dal Comune.

Questi i fatti che rendono sempre più evidente come l’azione di “Cercasi un Fine”, impegnata alla formazione di cittadini attivi e amministratori attenti, vuole essere solo un contributo affinché l’azione degli amministratori pubblici sia sempre meno approssimativa e superficiale e sempre più attenta all’interesse generale della propria comunità.