Lunedì 17 Dicembre 2018
   
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"Cercasi un fine" sul Garden Village: uso politico della sentenza

Garden Village

Dal Presidente della associazione “Cercasi un fine”, Pasquale Bonasora, riceviamo e pubblichiamo una nota in merito alla vicenda “Garden Village”.

La sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo sulla questione “Garden Village” viene ancora una volta utilizzata per fini politici a discapito dei fatti.

La C.E.D.U. ha sancito che la confisca del bene è illegittima perché intervenuta quando il reato di lottizzazione abusiva era prescritto, imponendo allo Stato italiano - non al Comune di Cassano delle Murge, che non deve tirar fuori un euro - di pagare i danni morali e materiali all’imprenditore edile proprietario del bene.

Tale sentenza, come da più parti ricordato, richiama la situazione di Punta Perotti a Bari: come in quel caso, non è ovviamente il Comune a dover risarcire, ma lo Stato, responsabile di aver confiscato un bene per un reato prescritto; allo stesso modo, il bene rimane abusivo, in quanto edificato in virtù di una concessione edilizia illegittima che non doveva essere rilasciata.

La pronuncia della C.E.D.U. quindi non restituisce le ville abusive al proprietario, il quale tra l'altro - ben consapevole di questa assoluta evidenza - non ha mai chiesto ciò, né a Strasburgo né altrove, limitandosi a richiedere e ottenere il risarcimento dei danni a carico dello Stato italiano (non del Comune di Cassano delle Murge).

Il bene confiscato quindi era e rimarrà una costruzione abusiva!

Quindi il vero problema che un attento amministratore deve affrontare è scegliere cosa fare di una costruzione abusiva: può abbatterlo, e in questo caso il Comune deve prevedere (stavolta per davvero) una ingente somma in bilancio per l’abbattimento; la scelta operata nel 2009 fu quella di affidarlo in gestione per fini sociali, e in questo caso, in risposta ad un avviso pubblico dell’amministrazione comunale, una rete di associazioni e cooperative pugliesi guidata da “Cercasi un Fine” aveva presentato un progetto e aveva ottenuto, a conferma della legittimità della richiesta avanzata su un bene abusivo, il finanziamento ministeriale di un milione di euro, rispedito indietro dal Comune.

Questi i fatti che rendono sempre più evidente come l’azione di “Cercasi un Fine”, impegnata alla formazione di cittadini attivi e amministratori attenti, vuole essere solo un contributo affinché l’azione degli amministratori pubblici sia sempre meno approssimativa e superficiale e sempre più attenta all’interesse generale della propria comunità.

 

Commenti  

 
#6 volavola 2014-05-22 17:38
Per Redazione.L'associazione è tanto impegnata a cercare che non si degna di rispondere.Grazie.Un saluto.
 
 
#5 volavola 2014-05-20 17:38
Grazie alla Redazione per le delucidazioni.Quindi i posteri sapranno effettivamente la fine di questa disputa(tenendo conto dell'iter burocratico della macchina statale). Se mancavano le autorizzazioni, mi chiedo,chi doveva vigilare dove era. Un comune mortale se mette un mattone fuori posto viene subito pizzicato,mentre si costruiscono interi residence e non accade nulla.Come mai succede ciò. Come la Redazione consiglia rivolgo la domanda all'associazione "Cercasi un fine":Perchè insistete tanto? Non avete altri fini da cercare.Un saluto.
 
 
#4 giu 2014-05-20 16:10
Se la struttura è abusiva va abbattuta, non interessa a cercasi un fine questa struttura
 
 
#3 Gb x volavola 2014-05-20 14:54
Molto brevemente:

1) La costruzione fu effettuata IN DIFFORMITA' rispetto alle concessioni edilizie (peraltro manchevoli di nulla osta paesistico, ecc.): anche per questo motivo il complesso fu dichiarato abusuvo in tutti e tre i gradi di giudizio dunque con sentenza passata in giudicato.

2) Allo stato attuale il proprietario del complesso è il Comune di Cassano. Lo Stato Italiano, infatti, deve ancora recepire la sentenza della Corte e prendere le dovute decisioni.

3) Il vecchio proprietario potrà chiedere il risarcimento danni allo Stato Italiano oppure (a differenza di Punta Perotti che non c'è più) richiedere la restituzione del bene. A decidere non sarà il Comune ma lo Stato, attraverso i suoi organi giurisdizionali.

4) Il perchè l'associazione "insiste tanto" come dice lei, bisognerebbe chiederlo alla stessa; su un fatto l'associazione erra (al di là della vicenda dell'Avviso Pubblico e del conseguente affido di parte della struttura): del finanziamento ministeriale di 1 milione di euro era garante il Comune di Cassano (reale intestatario dei fondi) che in caso di qualunque tipo di problema (insolvenza, blocco progettuale, ecc.) avrebbe dovuto RISARCIRE dal proprio Bilancio il Ministero dell'Interno. Da qui la decisione - giudichino i lettori se saggia, avventata, prudente o sciocca - dell'Amministrazione Di Medio di rinunciare a quel milione di euro.
 
 
#2 ciccio p. 2014-05-20 12:39
Quindi ricapitoliamo.
1) E' stata rilasciata una concessione edilizia illegittima
2) Le costruzioni, abusive erano ed abusive restano
3) Il costruttore casomai deve essere risarcito dallo Stato Italiano e non dal Comune di Cassano
Pertanto:
1) Chi ha rilasciato la concessione edilizia? Chi erano il sindaco e l'assessore del tempo?
2) La legge prevede che le costruzioni abusive o si usano a fini sociali o si abbattono; allo stato mi sembra che l'unica alternativa rimasta sia l'abbattimento. Chi lo paga?
3) Perchè la DI MEDIO si vanta di aver eviatato di pagare soldi che nessuno, pare, gli abbia mai chiesto e, pare, potrebbe mai chiedergli?
Mah!
 
 
#1 volavola 2014-05-20 12:16
Scusatemi se torno a ripetermi,io son tardo,se le costruzioni sono abusive perchè rilasciata una concessione edilizia illegitima, che non doveva essere rilasciata,chi ha sbagliato non è tenuto a rimediare.Allo stato dei fatti attualmente chi è il proprietario? Perchè "Cercasi un fine" insiste tanto?Cosa c'è sotto,la lingua batte dove il dente duole.Aiutatemi a capire,ve ne prego.Un saluto.
 

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