Bilancio di Previsione, dubbi e perplessità: un lettore ci scrive

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Da un nostro lettore, il sig. Lorenzo Fiore, riceviamo e pubblichiamo una riflessione sul Bilancio di Previsione 2013 di recente approvato a maggioranza dall’Amministrazione Comunale di Cassano.

Per i pochi che non sapessero, spieghiamo che il sig. Fiore ha svolto per moltissimi anni il ruolo di Direttore Generale della Banca di Credito Cooperativo di Cassano (ex Cassa Rurale ed Artigiana) dunque una persona che coi i numeri – seppure per altro settore – ha dimestichezza.

Ci corre l’obbligo di precisare, semmai ve ne fosse bisogno, che il sig. Fiore si assume tutta la responsabilità delle analisi e delle deduzioni di cui scrive, consapevoli come siamo che in alcuni passaggi vi sono più giudizi personali che dati di fatto nonché informazioni che non sono corrette né complete: sarebbe bastato, tra l’altro, leggersi qualche numero scorso del settimanale “La voce del paese” o utilizzare il "Cerca” di questo sito per ottenere risposte a molti interrogativi.

Lontani, infatti – e per fortuna – gli anni della querela facile verso chi avesse solo osato discutere e dibattere di temi pubblici al di fuori della “voce del padrone”, siamo e restiamo fedeli alla nostra linea editoriale: essere - al contrario - “voce del paese”, dove tutti, nessuno escluso, hanno diritto di parola, soprattutto quando si espongono in prima persona.

Pubblichiamo, quindi, integralmente la lettera, con l’auspicio che possa contribuire a migliorare le informazioni e le spiegazioni che ogni cittadino ha diritto di ricevere dagli amministratori pubblici.

 

Giovanni Brunelli

 

PULCINELLA: PER I SOLDI SI PERDONO LE MIGLIORI MANGIATE!

Sulla disamina del bilancio di previsione del Comune di Cassano io seguo una strada diversa da quella che ho visto percorrere in altri articoli e/o resoconti: cerco di spiegarmi.

Mi chiedo: perché l’Amministrazione ha in programma tagli significativi per tutte quelle iniziative, di investimento e di spese correnti (-8% per l’istruzione, -10% alla cultura), e contestuale incremento dell’imposizione fiscale (IMU, addizionale Irpef, Tarsu), che farebbero pensare all’autolesionismo visto l’approssimarsi della scadenza del mandato elettorale?

Mi chiedo: perché prestare il fianco alla scontata e facile critica delle opposizioni che, senza demagogia e populismo, hanno avuto campo facile e terreno fertile nel denunciare lo stato di degrado e di abbandono degli edifici scolastici, addirittura, quelli che interessano la stragrande maggioranza delle famiglie cassanesi?

Mi chiedo: perché il Sindaco e gli Assessori hanno dovuto rinunciare anche a quel modesto rimborso spese (tal’è l’emolumento che percepiscono, se lavorano, e per me lavorano, male ma lavorano!) per non abbattere anche le spese nel ‘sociale’? Si tratta pur sempre di piccole (prese singolarmente) uscite ma ineludibili: in minima parte riguardano anche casi umani, ma soprattutto rappresentano piccole prebende anche per sconfessate manifestazioni ludico-culinarie ad associazioni che rappresentano pur sempre un grosso bacino di voti, e con l’approssimarsi della scadenza elettorale, non so se mi spiego!!

Mi chiedo: su 2 voci in particolare.

Come è sopportabile una previsione di spesa per l’annoso e irrisolto problema del ‘randagismo’ (con corposi branchi di cani aggressivi che girano ancora padroni per le vie cittadine) che si porterebbe ad oltre 210 mila euro (con un incremento del 200% negli ultimi 2 anni) proprio mentre lesiniamo o siamo inefficaci e insufficienti sul versante del ‘sociale’, con indigenti che, in quanto persone, meriterebbero un po’ di rispettosa preminenza. O no? Ma sappiamo che il ‘randagismo’ ha ormai assunto un costo pari alla mensa scolastica (questa, se non sbaglio, costa 290 mila euro che, al netto del contributo delle famiglie, dovrebbe saldarsi giusto giusto con poco più di 200 mila euro)?

Come è sopportabile, poi, l’ennesima bugia sulla ‘tassa sui rifiuti’ che cresce ancora del 5,5%: non si era detto che con la raccolta differenziata, oltre a diventare una comunità più civile e rispettosa dell’ambiente, i Cassanesi avrebbero risparmiato. Tutto l’impegno (lavoro e fastidio) che ci mettono i cittadini, e di cui giustamente l’Amministrazione va orgogliosa, non vale niente? Vabbè il senso civico, ma la spesa non vale l’impresa??? Perche i cittadini devono ancora essere sistematicamente turlupinati su questa annosa seppur diffusa problematica?? Sul punto sempre tutto da rifare, alla Bartali?

Ma veniamo al ‘core’, al nocciolo duro: Il documento di previsione (spesso anche consuntivo, vista la sua approvazione praticamente a fine esercizio e manifestazioni economico-finanziarie già acquisite) evidenzia un ‘avanzo’ di quasi 600 mila euro, la qual cosa, di per sé, ben lungi dal prestarsi a critiche per eccesso di imposizione fiscale e tanto meno da scarsa iniziativa di spesa, rappresenta esclusivamente una inevitabile e condannata esigenza di fronteggiare impegni finanziari di rilevantissima portata. Ora, se questi impegni di spesa fossero sopravvenuti ad horas per esigenze, tanto chiare ed oggettive quanto impreviste ed imprevedibili, allora bastava evidenziarle e ..transeat. Ebbene no: tale avanzo risulta praticamente costituito a presidio di 2 macro problematiche che l’Amministrazione si porta avanti da anni e sulle quali, a parte la asettica e scarna enunciazione, non viene fornita la benché minima chiarificazione, motivazione, tipo di sistemazione, costi per la soluzione, ragioni che ne hanno creato ed aggravato la loro attuale dimensione. Risultano infatti costituiti sostanzialmente 2 fondi:

-il primo di 300 mila euro per l’eventuale uscita dai contratti derivati (i famosi swaps);

-il secondo di 263 mila euro ca. per fronteggiare la ‘potenziale’ inesigibilità di residui attivi (crediti) (percentuale del 25% a forfait stabilita per legge) che evidentemente ed effettivamente sono inesigibili.

Tutto qui (diceva un vecchio amico!)? Insussistenze di attivo e sopravvenienze di passivo per oltre 563 mila euro possono essere liquidate sic et simpliciter, basta la parola (!), famo’ a fidasse’ (direbbero a Roma!).

Riprendo a chiedermi:

-perché 300 mila euro per ‘smontare’ il swap?; a chi è affidata la causa per il risarcimento danni nei confronti della BNL, visto che si sostiene (non a torto!) che potrebbe aver turlupinato il Comune?; qual è la posizione attuale del derivato di copertura per effetto del crollo dell’euribor (parametro di riferimento attualmente pari allo 0,25% rispetto al 5% di quattro anni fa)?; perché il Comune lo vuole chiudere proprio adesso, e se si volesse approfittare di contingenti condizioni favorevoli perché lo ’smontaggio’ costa così tanto?

-perché una previsione di inesigibilità dei ‘crediti’, dichiarati praticamente persi per oltre 262 mila euro?; la valutazione fino a che punto è prudenziale e da quale punto è realistica e, quindi, concretamente conseguita e realizzata?; a quali specifici e particolari residui è riconducibile?

Ma insomma, ma veramente un pubblico amministratore, chiamato ad amministrare la res publica con potenziate prudenza e trasparenza del c.d. ‘buon padre di famiglia’, può pensare di scansarsi da tutte queste necessarie ed indispensabili spiegazioni nei confronti di suoi figli/cittadini? Ma siamo figli/cittadini o sudditi, come gridava una mia amica?   

Una chicca molto simpatica: L’assessore Antelmi dice “..abbiamo diminuito l’indebitamento pro-capite: nel 2009 ogni cassanese era “indebitato” per 365 euro, oggi quella somma è scesa a 241 euro”. L’opposizione (sia Santorsola che Arganese), al contrario, sostiene che, quanto a pressione tributaria, i cassanesi sono passati da una pressione procapite di 342 euro del 2010 ai 558 euro  del 2013. Quando si dice che la matematica non è un’opinione!

Concludendo, Antelmi si agitava in Consiglio Comunale gridando che l’Amministrazione era riuscita nell’impossibile, quasi avesse realizzato un 13 secco al totocalcio. Santorsola esordiva denunciando che, con il quarto aumento annuale delle tasse, l’Amministrazione Di Medio aveva fatto ‘poker’.

Per me, invece, sono i Cassanesi che hanno fatto ‘scopa’ nel senso che anche nel 2013 sono stati “ramazzati” a dovere e senza risparmio.

 

 

Lorenzo Fiore