ZULLO: PER L’OSPEDALE DI ALTAMURA SERVE UNA TERAPIA D’URTO

 

Il consigliere regionale Ignazio Zullo (“La Puglia prima di tutto”) ha  effettuato lunedì una visita, proprio in qualità di consigliere di minoranza, presso l’Ospedale di Altamura. Al termine, ha tracciato un resoconto della situazione riscontrata, inviandola ai vertici dell’Asl Bari e alle testate giornalistiche.

 

Caro Direttore Generale, come preannunciatoLe, accompagnato dal Direttore Medico di Presidio che ringrazio per la squisita collaborazione, ho avuto modo di visitare nella giornata di ieri l’Ospedale di Altamura ove mi sono intrattenuto con operatori e con pazienti per raccogliere il loro punto di vista.
Ho potuto constatare  un buon livello di igienicità e di organizzazione strutturale dei reparti e dei servizi ma, purtroppo, le croniche carenze di personale mettono a rischio l’organizzazione del lavoro e la funzionalità della struttura che va perdendo giorno dopo giorno in termini di efficienza, efficacia ed economicità nonostante l’acclarata professionalità degli operatori e il loro spirito di sacrificio, di dedizione e di abnegazione.
Le situazioni sono davvero critiche per i reparti di ginecologia, ortopedia, pediatria i quali necessitano di più medici ed in parte per la cardiologia-UTIC che necessiterebbe di un maggior numero di infermieri comunque a tempo indeterminato e formato per le attività critiche.
Anche i turni di sala operatoria risultano essere insufficienti rispetto alle necessità dei reparti chirurgici e, almeno in via transitoria ed urgente, si dovrebbe autorizzare il personale medico anestesista con i loro collaboratori, ad effettuare sedute operatorie aggiuntive in regime di attività libero-professionale pro Azienda.
Gravi disfunzioni vengono paventate anche per il servizio di Anatomia Patologica- dotato di una sala per accertamenti autoptici pronta all’uso e forse unica nell’ASL ma mai utilizzata- che potrebbe venir meno per un temuto trasferimento del tecnico non accompagnato da una contemporanea sostituzione come avvenuto per altri reparti ( vedasi la Pediatria) in una sorta di spoliazione di personale che migra su ordini politici (?) verso altri lidi.
Non si comprendono i ritardi che si accumulano nel ricambio del personale infermieristico e medico e nella sostituzione stabile del personale venuto meno per quiescienza, per trasferimento e, purtroppo, per morte.
Tutto ciò si riflette sulla formazione e l’aggiornamento permanente del personale, quasi sempre sacrificato all’emergenza assistenziale, sull’organizzazione del lavoro, troppo stressante per alcuni, troppo demotivante per altri, troppo conflittuale un po’ per tutti con gravissime ripercussioni sulla qualità delle prestazioni.
Ovviamente, si riflette anche e soprattutto negativamente sull’utenza che vede allungarsi sempre più le liste di attesa e i tempi di fruizione della prestazione nelle sale di aspetto degli ambulatori o nei posti letto chirurgici per insufficiente attività delle sale operatorie dovuta alla carenza di personale.
In alcuni casi, come l’Ostericia e la Ginecologia, si riflette anche sul pieno utilizzo dei dirigenti medici di 1° livello in tutte le attività assistenziali di reparto e di sala operatoria in una logica perdente dell’esclusione, dell’appiattimento e della non partecipazione e condivisione.
S’immagini il grave spreco per l’allungamento dei tempi di attesa pre-operatoria nei letti chirurgici o i tempi di attesa pre-ricovero per pazienti che poi scelgono di indirizzarsi verso la vicina Matera con conseguente aggravio della mobilità sanitaria passiva extraregionale.
Ritengo che questo sia diretta conseguenza della periferizzazione del P.O. di Altamura rispetto a “Centri Decisionali” che, nel processo di accorpamento delle ASL, non hanno saputo delegare al Direttore Medico di Presidio indispensabili e più ampi ambiti di autonomia decisionale con diretta attribuzione di responsabilità gestionale anche in ordine all’approvvigionamento del personale in sintonia con l’Area Gestione delle Risorse Umane.
Per dirla con un esempio, non si può passare dalla Direzione Generale, anche per l’autorizzazione di turni aggiuntivi di sala operatoria e restare in attesa per lungo tempo per una ratifica di una scelta gestionale del Direttore Medico di Presidio.
E’ solo un esempio che certamente non è esaustivo di tutti i casi di decisioni che possono essere validamente prese in periferia ma che, purtroppo ed invece, attendono una ratifica della Direzione perché non si agisce in modo compiuto nel processo di budgeting.
Caro Direttore, per concludere, non può permettersi di disperdere un patrimonio di valori accresciutosi nel tempo e che è rappresentato dall’Ospedale di Altamura in un ambito territoriale di oltre 110.000 abitanti.
Serve una terapia d’urto nell’immediato nella copertura delle carenze di personale ma serve anche una seria riqualificazione dell’assistenza ospedaliera nel territorio dell’ex AUSL BA/3 che interessi non solo il Presidio di Altamura ma anche quello di Santeramo, Gravina e Grumo per ridare vitalità, efficienza ed efficacia non solo all’assistenza ospedaliera ma anche a quella territoriale e distrettuale che nel tempo vede sempre più penalizzata l’ADI, l’assistenza riabilitativa per disabili, l’assistenza specialistica ambulatoriale e l’attività dei Dipartimenti Territoriali di Salute Mentale, delle Dipendenze Patologiche e di Prevenzione con ripercussioni negative anche sulle attività di integrazione socio-sanitaria a tutela delle persone deboli proprie dei Piani di Zona.
Credo che il lavoro dell’uomo debba portare in avanti ma mi accorgo che per l’ASUL BA/3 si sia spinto stancamente in retromarcia ed è questa retromarcia che dobbiamo invertire per re-incanalarci in senso prospettico.
Nel salutarLa cordialmente, mi auguro e spero che con l’integrità, la sensibilità e la professionalità che Le riconosco, saprà accordare il Suo impegno per un territorio e una popolazione assistita che L’ha accolta e adottata con entusiasmo e gioia ma anche con aspettative di crescita e di risposta adeguata ai propri bisogni di salute che non può tradire.