IL CANDIDATO E' AL TELEFONO

La maggioranza politica che governa Cassano da dieci anni (prima si chiamava “Progetto Idea Domani” poi “Continuare”) ha deciso chi sarà il prossimo candidato sindaco (l’ex missino Teodoro Santorsola) pare sulla base di un sondaggio.

 

Sì, uno di quelli che si fanno per telefono, quelli che ti chiamano all’ora di pranzo, quando quel bel piatto di spaghetti e sugo ti guarda e ti dice “Mangiami…mangiami” e al telefono tuo figlio strilla: “Papà, al telefono…ti vogliono!"

 

 E mentre bestemmi e maledici Marconi e Tell, una vocina sensuale ed educata ti chiede

“Scusi, ma lei chi voterebbe fra Teodoro Santorsola e Vito Lionetti?"

 

 

L’educazione è un obbligo e dunque non vi riferiamo che cosa quel signore avrà risposto alla signorina a sentire i nomi dei due politici cassanesi: ci limitiamo a riflettere su un fatto: spazzati via i partiti, annullate le segreterie cittadine, i baroni delle tessere, i signori dei congressi, cosa ci è rimasto?

 

 

Voglio dire: possibile che si debba decidere attraverso un sondaggio telefonico chi sarà a governarci per i prossimi cinque anni? Possibile che uomini di partito, pur proveniendo da esperienze diverse e contrapposte, non abbiano saputo fare di meglio che chiamare per telefono un po’ di persone e chiedere cosa ne pensassero di uno o dell’altro candidato?