Cambiare per rinnovare, rinnovare per cambiare

“Cambiamento”: la parola d’ordine per il popolo della libertà nelle elezioni politiche del dopo Prodi.

“Cambiamento”: la parola d'ordine di Veltroni in un momento di grandi difficoltà esistenziali per un PD tramortito come un pugile suonato sotto i pugni delle divisioni interne, della sconfitta elettorale in Abruzzo, del calo del consenso e, da ultimo, dalle inchieste giudiziarie e della voglia del partito del nord.

Anche Obama, negli States, si è affidato alla parola d'ordine: “Cambiamento” con il suo motto:"change we need" e ha avvalorato la sua necessità di cambiamento con un felice "yes, we can".

“Cambiare per rinnovare, rinnovare per cambiare”: questo è il pensiero che deve albergare nella mente di ciascun cassanese per poter rialzare Cassano.

Guai se si continua o, peggio ancora, si persevera in questo connubio innaturale che ha fatto del nostro Comune lo strumento per la realizzazione di interessi lobbistici a tutto discapito degli interessi collettivi.

Per dieci lunghi anni son saliti per le scale del Comune per tarpare le ali dello sviluppo della collettività e realizzare i propositi di ciascuno di loro che ha coltivato solo e unicamente il proprio orticello.

E la città? Caduta in un baratro, degenerata nei rapporti, lacerata da divisioni, oscurata e dimenticata, predata da apparati e comitati d’affari.

Il segno più tangibile della decadenza e dell’oscurantismo è in quei quattro alberelli eretti all’ultimo minuto per un Natale anonimo, senza luce e senza luci, senza passione e senza calore, senza anima e senza entusiasmo, depresso e deprimente. Vergogna, tanti soldi elargiti a parenti e amici per clientela pre-elettorale e profonda depressione per il Natale!

Cambiare, si può e si deve per i nostri figli!

Cambiare per non morire dentro e riprendere fiducia nel domani!

Cambiare per contare senza lasciarli “continuare” a gestire la cosa pubblica come cosa propria!

Cambiare per sognare che nel e per il Comune di Cassano possa lavorare anche un solo avvocato o tecnico o impiegato, figlio di Cassano.

Cambiare per mandarli finalmente a casa e rendere il popolo di Cassano libero di esprimersi senza imbattersi in scenate da camicia di forza.     

“Yes, we can” diceva Obama. Sì è possibile cambiare purchè si abbia la capacità di non lasciarsi prendere dai "però".

Non cadiamo nell'errore di dire " rinnovamento sì, però tizio ha i voti" oppure "rinnovamento? Va bene però teniamo conto di questo o quel potere forte" o altre frasi di questo tipo che nascondono il timore che i primi a non credere nel rinnovamento son proprio quelli che si affidano al "sì, è possibile"!

Se ci lasciamo prendere dalla sindrome del "sì, però ..." non saremo mai capaci di scrollarci di dosso il vecchio. Quel vecchio che tende a rimanere in piedi aggrappandosi, intimorendo con la sua ostentazione di forza matematica ma non valoriale nè ideale, con i suoi condizionamenti sulle scelte importanti per la collettività. Quel vecchio che rappresenta l’alibi per continuare e perseverare.

Andiamo “oltre i però” con la consapevolezza che i cassanesi sapranno "cambiare la politica per cambiare Cassano" e questa consapevolezza può diventare certezza solo se sapremo presentare al corpo elettorale una squadra rinnovata, fatta di giovani, donne e di persone che faranno della tensione ideale il punto cardine dell'azione politico-amministrativa.

Tutte le questioni aperte in questo momento a Cassano, problemi economici e sociali, questione morale, etica pubblica, classi dirigenti, democrazia, esigono CORAGGIO. Il coraggio di cambiare.

Dobbiamo essere abbastanza coraggiosi e innovatori e, per esserlo, dobbiamo avere abbastanza energie interiori. Dobbiamo uscire dal silenzio, un silenzio complice per dieci lunghi anni che potremo riscattare se sapremo apprestarci ad un compito grande: rialzare Cassano.

E non conosceremo mai la nostra altezza finchè non avremo il coraggio di alzarci così come non conosceremo mai le nostre capacità se non avremo il coraggio di metterci in gioco, coinvolgendoci nella costruzione del cambiamento in una tornata elettorale che potremo perdere solo se si lascia campo libero al vecchiume ipocrita, demagogico, tirannico, sanguisuga e parassita del continuare e perseverare.

Non basta sembrare nuovi ma dobbiamo essere nuovi! E saremo nuovi se saremo forti con i forti e deboli con i deboli, onesti perchè onesti e non perchè coperti e tutelati dai tanti consulenti aventi rapporti con le Procure, gentili di fatto e non di nome e di faccaiata.

Saremo nuovi perche faremo quello che loro non fanno e non faremo quello che loro fanno ricostruendo a Cassano una comunità aperta, inclusiva e capace di riprodurre I diritti di cittadinanza per tutta la collettività. 

Ci giudicherà il popolo sovrano. Dopo tante paure ideologiche e altrettante gabbie che denunceremo alla Digos affinchè vigili per un voto libero e di stima, scevro dai condizionamenti e dalle buste doc della spesa di nani, mammare e faccendieri, il cambiamento sarà la leva del voto, l'innovazione la sua misura.

Chi pensa di perseverare nella tirannìa, non ha capito il disincanto del paese, la propensione al cambiamento, l'effetto della nuova solitudine in cui versano I cittadini stanchi ormai di questa profonda disconnessione dalla vita pubblica del Palazzo.

Non ha capito che è scoccata l’ora della libertà.