Piazza Garibaldi, manomessa la "vasca dei pesci"

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Prima una qualche sostanza versata su alcune delle piantine da poco sistemate in piazzale Tampoia che le ha portate alla morte, dopo i lavori di riqualificazione; poi la manomissione dell’impianto della vasca dei pesci in piazza Garibaldi, proprio nei giorni della Festa Patronale. Nel mezzo il furto o la sparizione degli ugelli dell’impianto di  irrigazione di alcuni giardini pubblici.

Non una mano criminale in questi atti ma tanti, troppi episodi di “deriva sociale” come la definisce il vice-sindaco Angelo Giustino, commentando quanto sta accadendo nel nostro comune.

“Benvenuto nel club, anche se tardivamente!”, verrebbe da dire.

Sono anni, infatti, che da queste pagine denunciamo episodi del genere o anche molto più gravi che sono ormai non più il sintomo ma una vera e propria malattia che ammorba Cassano e di cui – purtroppo – l’Amministrazione Comunale (questa ma anche le precedenti) anziché essere la cura spesso è il fattore accelerante.

Zero controlli se non proprio quelli di routine; zero sanzioni (tranne quelle inevitabili); nessuna presa di posizione pubblica che sia forte, determinata e soprattutto costante; strumenti che non riescono ad essere incisivi (vedi il sistema di videosorveglianza).

Un territorio dove si fa quel che si vuole, dove spesso vige la legge del più forte, della indifferenza pressochè totale alla presenza dell’altro, al rispetto delle leggi e del buon senso.

Il risultato non poteva che essere questo, se non peggio.

Gli ultimi episodi che abbiamo portato in evidenza qui e qui sono rimasti lettera morta: indignazione tanta, azione nessuna.

E allora di che cosa ci meravigliamo?

 

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