La Festa ben riuscita che riscopre l'orgoglio cassanese

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Promossa a pieni voti la 189° edizione della Festa Patronale dedicata alla Regina degli Angeli.

Quattro giorni di festeggiamenti che hanno lasciato soddisfatti tanti cassanesi e moltissimi forestieri che hanno voluto partecipare alla “festa grann”, la maratona agostana fra fede e tradizione.

Quest’anno – a nostro parere – si respirava un’aria nuova, diversa, orgogliosamente cassanese: è come se tutto il fango che quasi quotidianamente si butta su questa cittadina (confondendo quasi sempre governanti e governati, giusta critica sulle scelte politico-amministrative con ) avesse provocato in tanti uno scatto d’orgoglio.

Il motore dell’azione come sempre è il Comitato Festa Patronale che quest’anno ha presentato due grosse novità, rispetto al recente passato: don Francesco Gramegna, l’Arciprete in capo al quale spetta la Presidenza del Comitato, non ha delegato alcuno a rappresentarlo ma ha fatto da sé (e non succedeva dal 1866 quando il sacerdote don Domenico Gemmato e poi nel 2001 con padre Giuseppe Pagano che però era il Priore del Convento, non il Parroco).

Don Francesco ha poi voluto nel Comitato l’altro parroco, don Nicola Boccuzzi e padre Mario Sannino, in rappresentanza della Comunità Agostiniana dunque un coinvolgimento pieno delle diverse componenti religiose del paese; ha profondamente rinnovato il Comitato stesso, coinvolgendo le Comunità parrocchiali, rendendo protagonisti del cambiamento tanti cassanesi e molti giovani.

Il risultato è stato un felice connubio fra vecchio e nuovo, fra esperienza e innovazione: questa del 2019 è stata la festa più “social”, se così possiamo dire, di sempre anche grazie al fervore giovanile che si è innestato nel vecchio Comitato, creando consenso e attenzione.

Già dalla serata della vigila, il 31 luglio, c’era aria frizzante in piazza con il bel concerto della “Retrogusto Band” che ha dato un simpatico “la” a tutta la Festa (a proposito: per chi se lo fosse perso, Francesco Manfredi & Co. saranno giovedì 8 agosto presso l’Oleificio Sociale, in via Grumo per la manifestazione del 60° anniversario di fondazione della Cooperativa olearia).

Il dislocamento su via Convento della Fiera del 1° agosto non è sembrato dei migliori.

Ci si provò nel 2009 ma anche in quell’occasione non ebbe successo. La ristrettezza della strada, la mancanza di ombra (con 37°C) e lo scarso controllo sugli ambulanti (che esponevano la merce anche sugli spazi liberi del marciapiedi) nonché l’orrendo stato di degrado dell’asfalto e dei marciapiedi rendono la visita della Fiera un percorso ad ostacoli.

Buona l’idea, insomma, ma occorre prevedere forti azioni correttive.

Viceversa, nelle serate della festa via Convento è diventata davvero un bel “boulevard” con un passeggio senza soluzione di continuità fra centro storico e  luna-park; qui pare che qualche giostraio si sia lamentato della scarsa affluenza così come qualche residente (ma è fisiologico). Piuttosto ha lasciato a desiderare la sicurezza dell’area, con macchine e moto che attraversavano indisturbate le strade piene di gente e dove da lì a poco sarebbe passata la processione. Per automobilisti indisciplinati i segnali no bastano: occorre prevedere mezzi più idonei per evitare il passaggio.

Splendida la partecipazione del popolo nelle diverse serate, in accompagnamento alla Madonna degli Angeli, fino a quello di ieri sera, con l’epilogo del Quadro che da piazza Moro torna nella chiesetta di san Giuseppe.

Ottima idea, poi, il connubio che la Sindaca Maria Pia Di Medio ha voluto con  il Sacro Convento di Assisi e la festa del Perdono Francescano della Porziuncola che cade proprio il 2 agosto: un rapporto ancora tutto da scoprire e valorizzare e che potrebbe dare alla festa cassanese un respiro molto più ampio di quello attuale.

Fra le “cose belle”, a detta di molti, il fuoco d’artificio nella notte del 2 agosto, l’ormai consolidata “strada verde” e “giardino segreto” che hanno regalato angoli di bellezza nel centro storico e le processioni molto partecipate seppure, a nostro parere, con  qualche sbavatura da correggere come il netto contrasto fra l’eleganza dei portatori (i componenti delle mute), in completo scuro e gli inguardabili vestiti dei portatori che sostenevano luci e bouquet di fiori, il concerto finale, ieri sera, della Banda di Cassano delle Murge che ha tenuto incollati in piazza centinaia di appassionati e semplici ascoltatori.

Peccato, poi, per quel Palazzo “Miani-Perotti” chiuso lungo tutta la Festa. I Comuni, di solito, mettono in mostra i propri gioielli architettonici in queste occasioni, vetrina indispensabile per attirare visitatori e turisti; il nostro Palazzo più bello, invece, è rimasto chiuso e vuoto durante la Festa: un’altra occasione mancata.

Ora vedremo se il conto economico della quattro giorni dedicata alla Madonna degli Angeli sarà riflesso di una festa ben riuscita.

E come dicevano gli antichi “chiù maggior all’uann ce ven”!

 

Foto di Antonio Anzivino