L'Amministrazione è incappata in un altro "conflitto di interesse"?

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L’Amministrazione Di Medio è incappata in un altro possibile “conflitto di interesse”?

La domanda emerge da una delle tre interpellanze che i cinque Consiglieri comunali di opposizione – Linda Catucci, Teodoro Santorsola, Amedeo Venezia, Davide Del Re e Rocco Lapadula – hanno presentato durante l’ultimo Consiglio Comunale, il 28 novembre scorso.

La questione tocca da vicino l’Assessora al Bilancio Annamaria Caprio e un suo diretto congiunto, il fratello Tony.

Proprietario di un fabbricato su via Acquaviva-via San Gaetano, il sig. Caprio decise di ristrutturare ed ampliare l’abitazione, nel 2008 e proprio a causa dei lavori essa è parzialmente inagibile.

Lavori conclusisi definitivamente, con la concessione dell’agibilità da parte del Comune di Cassano delle Murge, nel luglio 2014.

Secondo il Comune, però, relativamente all’anno 2013 era stato omesso l’integrale pagamento dell’IMU (Imposta Municipale Unica) sul quel fabbricato e dunque nel 2017 richiede il dovuto al sig. Caprio: 925 euro oltre a interessi, more e spese di notifica.

Ritenendo di avere ragione in quanto la legge permette ai proprietari delle abitazioni inagibili di scontare l’IMU al 50%, il fratello dell’Assessora ricorre alla Commissione Tributaria, che alla fine gli da ragione.

Secondo i giudici, infatti, il sig. Caprio ha ragione nell’aver pagato il 50% dell’IMU nel 2013 in quanto l’abitazione era parzialmente inagibile tant’è che il Comune riconosce l’agibilità dell’immbile un anno più tardi, nel 2014.

Ma perché – chiedono le opposizioni – il Comune di Cassano non si è costituito in giudizio dinanzi alla Commissione Tributaria, cercando di far valere le proprie ragioni?

Non solo: perché non ha proposto appello alla sentenza che vedeva il Comune soccombente, perdendo, definitivamente la possibilità di sperare di recuperare quella somma?

Esiste quindi un possibile conflitto di interesse, essendo il ricorrente fratello dell’Assessora?

“Era l’occasione – scrivono le minoranze – per dare prova di una Amministrazione che non favorisce propri congiunti e che invece si adopera per tutelare i cittadini contribuenti onesti e le casse comunali. Ma tale azione non si è registrata il cha ha causato la definitiva soccombenza del Comune”.

La Sindaca Maria Pia Di Medio si è riservata di rispondere per iscritto alla interpellanza.

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La seconda interpellanza riguarda la famigerata “Commissione d’Indagine Speciale sulla mancata riscossione dei tributi”: le minoranze chiedevano se a distanza di quasi sei mesi dalla chiusura dei lavori, il Comune ha provveduto – come deliberato dal Consiglio Comunale – a inviare alla Corte dei conti, alla Procura della Repubblica di Bari ed ad altri organismi i risultati della indagine, in che forma e se ci sono riscontri.

La Di Medio anche in questo caso ha promessi risposta scritta, anticipando, a voce, che tutte le carte sono state inviate.

Terza e ultima interpellanza in merito alle luci spente sulla rotatoria in via Acquaviva dove solo 1 lampione su 4 risulta funzionante con grave pericolo per gli automobilisti.

Le minoranze chiedono alla Di Medio di attivarsi per evitare incidenti e allertare fattivamente la Città Metropolitana di Bari proprietaria dell’impianto affinchè venga riparato al più presto.

 

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