Giustino resta al suo posto: no alla mozione di sfiducia

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Resta nel suo ruolo di vice-Sindaco e Assessore alla Legalità e Lavori Pubblici Angelo Giustino: la “mozione di sfiducia” con la quale i tre gruppi di minoranza chiedevano alla Sindaca di Medio di rimuoverlo, non è stata ritenuta ammissibile dalla maggioranza del Consiglio Comunale.

Niente discussione di merito, dunque. Alle minoranze è stata tappata, di fatto, la bocca, ha pensato il pubblico presente in Sala Consiliare.

Una trappola ben congegnata dalle opposizioni nella quale, ancora una volta, la maggioranza è cascata mani e piedi. Per dirla con le stesse parole  del capogruppo di “X TE”, Pasquale Campanale “Arriverò alla fine del mandato e questa politica non la capirò mai!”.

Ma andiamo con ordine, partendo dai preliminari dei lavori consiliari di questo pomeriggio.

 

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In apertura la Sindaca, commossa, ha ricordato la figura e l’esempio di Annamaria Centrulli, scomparsa prematuramente, un angelo della solidarietà “della quale siamo onorati di essere stati concittadini”; un ricordo del quale la Consigliera Linda Catucci (cognata della cofondatrice de "La Ginestra") ha reso grazie alla Di Medio.

Sempre nei preliminari del Consiglio il capogruppo di “Prima Vera Cassano” Teodoro Santorsola ha spronato la maggioranza a rendere con atti concreti l’impegno contro il “5G”, così come il Comitato cittadino sollecita: l’Assessore all’Ambiente Carmelo Briano ha assicurato la massima attenzione e, a breve, alcune novità in merito a proprietà pubbliche sul nostro territorio sulle quali sarà possibile installare le antenne, se vi dovessero essere richieste da parte dei gestori.

Le minoranze hanno poi presentato tre interpellanze: sulla gestione dei rifiuti, sull’impianto di pubblica illuminazione e sulla mancata apertura del MUTEC (il Museo su via Sanges) che a tre anni dal completamento dei lavori ha le porte ancora chiuse. Tutte questioni – comprese le risposte da parte degli amministratori – sulle quali torneremo con altro articolo.

Si è passati, quindi, a discutere dei punti all’ordine del giorno: debiti fuori Bilancio, relativi a incidenti stradali dovuti alle cattive condizioni del manto e della segnaletica nelle strade urbane, che vede il Comune di Cassano soccombere nei diversi giudizi intentati dalle vittime. Tutti passati con il voto favorevole della maggioranze e quello contrario dei cinque Consiglieri di minoranza.

Ritirati, invece, i punti 4 e 5 ovvero un ulteriore riconoscimento per debiti fuori Bilancio (“per un mero errore di calcolo”, ha spiegato Giustino) e la Convenzione con il Comune di Grumo Appula per avere “a scavalco” da quel Comune il Segretario Comunale per sei mesi. Una trattativa che la Di Medio aveva condotto direttamente con il Sindaco grumese Michele D’Atri, prima del Commissariamento del Comune e lo scioglimento del Consiglio.

Ora si dovrà attendere che il Commissario studi la questione e valuti la disponibilità ma occorreranno diversi giorni; una scelta contestata da Santorsola che invece ha invitato la Di Medio a far sì che arrivi in Comune un Segretario “al 100%” e non dimezzato, viste le condizioni di “debacle” nel quale è caduto il Municipio cassanese.

 

 

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Si è quindi passati alla discussione dell’argomento più importante ovvero la Mozione di sfiducia verso Giustino (leggi l’articolo): ad illustrarla Teodoro Santorsola al quale ha replicato lo stesso Giustino con un lungo discorso di discolpa: “la delibera incriminata – ha spiegato il vicesindaco – era solo propedeutica e preparatoria rispetto alle transazioni che si sarebbero fatte in seguito, con un notevole risparmio per l’Ente e non c’era nulla da nascondere tant’è che siamo stati noi, pur non obbligati, a chiedere un parere al Revisore dei conti e se l’abbiamo ritirata è stato per non creare conflitti fra gli Uffici Comunali, anche se l’atto aveva tutti i pareri favorevoli”.

Al momento di aprire il dibattito, però, lo stesso Giustino ha sottoposto alla Presidente Antonella Gatti  una “pregiudiziale sulla ammissibilità della Mozione”, sottoscritta da quattro Consiglieri di maggioranza: della sfiducia, cioè, non se ne poteva parlare in Consiglio perché presentata in modo non conforme allo Statuto ed al Regolamento del Consiglio Comunale.

E da lì il finimondo!

Consiglieri che sbraitavano e si accusavano a vicenda, il pubblico che rumoreggiava, Pasquale Campanale che inveiva contro Santorsola, accusandolo “di voler fare solo lo show”; l’Assessore Caprio che rimproverava le minoranze: “siete incapaci e bugiardi….poi dite che gli incompetenti siamo noi!”, la Sindaca che parlava da sola e ripeteva a se stessa “noi non nascondiamo nulla” ma senza che qualcuno l’ascoltasse, la Presidente Gatti che cercava di riportare (inutilmente) la calma.

Alla fine, dopo un intervento del Capogruppo Campanale che ha accusato la minoranza di raccontare “frottole e fandonie perché il vostro solo scopo è gettare fango sull’Amministrazione” e ammonendo che “questo modo di fare deve finire!”, ha appoggiato in pieno la versione di Giustino, ribadendo che il vicesindaco ha la fiducia piena della maggioranza.

 

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Vano il blando tentativo di Davide Del Re nel far recedere la maggioranza dal suo intento: la trappola ormai era scattata, il risultato era stato ottenuto. Le minoranze, cioè, hanno ottenuto il loro scopo: passano da vittime del presunto dispotismo di Gatti, Di Medio & Co.

Nonostante i voti soverchianti della maggioranza che avrebbero comunque assicurato la fiducia a Giustino, ma dopo una discussione che fosse entrata nel merito della questione, la compagine della Di Medio ha deciso di ritirarsi senza combattere.

Le praterie che si aprono dinanzi alle minoranze sono sempre più vaste.