Martedì 18 Giugno 2019
   
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Cannabis: Coldiretti Puglia, non solo fumo

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Non solo fumo, il boom della coltivazione della cannabis in Puglia è stato contraddistinto dal moltiplicarsi di terreni e produzione, oltre ad idee innovative nella trasformazione della canapa, ‘pianta’ dai mille usi, dalla birra alla ricotta e agli eco-mattoni isolanti, dall’olio antinfiammatorio alle bioplastiche, fino a semi, fiori per tisane, pasta, taralli, biscotti e cosmetici e ancora vernici, saponi, cere, detersivi, carta o imballaggi, oltre al pellet di canapa per il riscaldamento che assicura una combustione pulita.

E’ quanto afferma Coldiretti Puglia nel commentare la decisione restrittiva presa dalle sezioni unite penali della Cassazione che rischia di frenare un settore in grande sviluppo in tutto il mondo e che In Italia nel giro di cinque anni ha registrato l’aumento di dieci volte dei terreni coltivati a cannabis sativa, dai 400 ettari del 2013 ai quasi 4000 stimati per il 2018 nelle campagne dove sono centinaia le aziende agricole che hanno investito nella coltivazione.

La diffusione e l’accresciuta consapevolezza internazionale delle opportunità che possono venire da queste coltura impongono su un tema così delicato l’intervento del Parlamento. Bene i controlli che stanno interessando il settore della canapa che in Puglia negli ultimi anni ha avuto uno sviluppo importante che va salvaguardato da frodi e speculazioni. Sono numerose le imprese agricole che stanno segnalando e denunciando dal 2017 fenomeni distorsivi e speculativi. La Legge italiana c’è, va rispettata e fatta rispettata, magari completandola, in modo da renderla ancora più efficace e rispondente alle esigenze produttive e di mercato reali degli imprenditori agricoli”, è il commento del presidente di Coldiretti Puglia, Savino Muraglia.

“L’affermarsi di stili di vita più ecologici ha favorito – precisa il presidente Muraglia - la diffusione della canapa che è particolarmente versatile negli impieghi, ma anche in grado dal punto di vista colturale a basso impatto ambientale di ridurre il consumo del suolo, la percentuale di desertificazione e la perdita di biodiversità. Considerata l’importanza economica del settore, occorre formare le aziende agricole per favorire la qualità della produzione nazionale e supportarle nella trasformazione del prodotto, scongiurando l’alterazione della legge italiana di riferimento anche attraverso un sistema di controllo nei confronti degli operatori delle filiere per favorire la legalità e prevenire truffe e comportamenti illeciti. Valorizzare la canapa italiana, di nostra tradizione, considerato che negli anni Quaranta eravamo il secondo Paese mondiale a produrla, dopo la Russia e promuoverla all’estero per sostenere le aziende italiane anche nelle esportazioni”.

Si tratta in realtà – rileva Coldiretti Puglia – del ritorno ad una coltivazione che fino agli anni ‘40 era più che familiare in Italia, tanto che il Belpaese con quasi 100mila ettari era il secondo maggior produttore di canapa al mondo (dietro soltanto all’Unione Sovietica). Il declino è arrivato per la progressiva industrializzazione e l’avvento del “boom economico” che ha imposto sul mercato le fibre sintetiche, ma anche dalla campagna internazionale contro gli stupefacenti che ha gettato un ombra su questa pianta.

ll Governo italiano nel 1961 sottoscriveva una convenzione internazionale chiamata “Convenzione Unica sulle Sostanze Stupefacenti” (seguita da quelle del 1971 e del 1988), in cui la canapa sarebbe dovuta sparire dal mondo entro 25 anni dalla sua entrata in vigore mentre nel 1975 esce la “legge Cossiga” contro gli stupefacenti, e negli anni successivi gli ultimi ettari coltivati a canapa scompaiono. Il boom della coltivazione della canapa è un’ottima dimostrazione – conclude Coldiretti Puglia - della capacità delle imprese agricole di scoprire e sperimentare nuove frontiere e soddisfare i crescenti bisogni dei nuovi consumatori che proprio da queste esperienze di green economy si aprono opportunità di lavoro nelle campagne che possono contribuire alla crescita sostenibile e alla ripresa economica ed occupazionale del Paese.

 

 

Commenti  

 
#3 Ttvs 2019-06-04 22:46
Cani , ci vogliono i cani antidroga tutti i santi giorni per dare una sana e buona botta di sobrietà , e buoni pensieri che teste cupe vuote è sempre grige .
 
 
#2 Thc 2019-06-04 13:43
C'è una grandissima differenza tra canapa e marijuana. Bisognerebbe fare chiarezza sul caos mediatico che sta colpendo il settore della canapicultura negli ultimi giorni.
Come spesso accade nel nostro paese, le discussioni si affrontando folkloristicamente senza il benché minimo dibattito o approccio scientifico, ma sempre e solo schierandosi per il si o per il no, in vero stile calcistico.
 
 
#1 Considerazione 2019-06-04 10:34
Per questo non mi spiego,come mai la lega prenda tanti voti,specialmente dopo la lettura di questo articolo.
Credete realmente,che il problema dell'Italia sia la cannabis?
Il problema dell'Italia, son ben altri il capitano concentra false problematiche ma di impatto per non occuparsi dei veri problemi di questo paese.
SVEGLIA ITALIANI
 

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