Arriva la Xylella sulla Murgia. Cassano che fa?

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Come preannunciato dagli esperti, il batterio della Xylella che ha fatto strage di ulivi nel Salento è arrivato anche da noi, ai piedi della Murgia. Le prime avvisaglie sono già visibili in alcuni terreni di Casamassima e del territorio di Bitetto e dintorni e non trascorrerà molto tempo che il batterio attaccherà le colture collinari.

Le Amministrazione comunali più attente non si stanno facendo trovare impreparate: ieri mattina ad Acquaviva è partita la campagna di sensibilizzazione e formazione per il contenimento della Xylella.  I Comuni di Acquaviva delle Fonti, Bitonto e Casamassima hanno tenuto una conferenza stampa nell'Oleificio sociale di Acquaviva e poi una dimostrazione pratica in un terreno confiscato e assegnato a una cooperativa sociale. 

All'evento hanno partecipato anche il professor Francesco Porcelli, dell'Università di Bari, e il dottor Oronzo Milillo, consigliere dell'Ordine degli agronomi, oltre ai rappresentanti di Coldiretti, Cia e delle cooperative Produttori agricoli associati e Natura Viva. 
 
"È importante fare squadra per combattere questo mostro che è alle nostre porte", ha esordito il Sindaco di Casamassima Giuseppe Nitti, che ha annunciato la firma di un protocollo d'intesa con l'Ordine degli agronomi e con gli altri due Comuni per la formazione ai coltivatori sul tema Xylella. 
 
Davide Carlucci, Sindaco di Acquaviva ha illustrato il decalogo già adottato a gennaio dal Comune che prevede l'utilizzo di una serie di buone pratiche agricole per il contenimento del vettore della xylella, la sputacchina. "Non pretendiamo di poter fermare il batterio - ha spiegato Carlucci - ma vogliamo porre in essere concretamente tutte le misure possibili e necessarie a rallentare e circoscrivere l'avanzata del fenomeno". 
 
Per Michele Abbaticchio, Sindaco di Bitonto, "siamo di fronte a un'emergenza senza precedenti ma c'è scarsa informazione su ciò che occorre per la prevenzione. Una comunità agricola importante come la nostra non può che farsi carico di essere portatore "intelligente" di quello che è necessario fare da parte di tutti i proprietari di terreni agricoli".
 
Dagli amministratori, dagli agronomi e dai produttori arriva anche una richiesta alla Regione: "Servono risorse e mezzi per agire in maniera capillare su territori vasti con molte aree incolte e abbandonate".
 
Proprio a Regione Puglia, in queste ore, è ancora una volta sul banco degli imputati.  A tirarla in ballo, nella persona del suo Governatore Michele Emiliano, è stato l'europarlamentare di "Direzione Italia" Raffaele Fitto  che risponde alla lettera aperta del presidente Michele Emiliano sull’emergenza in Agricoltura.

"Senza vergogna! Proprio così: il presidente Emiliano è senza vergogna, perché se la provasse dovrebbe solo tacere sul disastro Xylella, che porta il suo nome in cima alla lista dei responsabili, non scrivere una lettera aperta dove chiede l’aiuto agli eletti pugliesi nelle Istituzioni e la mobilitazione civile. Una mobilitazione non solo del mondo agricolo che dovrebbe, invece, rivoltarsi contro di lui!" scrive Fitto.

Quando ho letto l’incipit della lettera, infatti -  “Negli ultimi anni l’agricoltura pugliese è stata colpita da una calamità che, per i suoi effetti, ha dimensioni che supera qualsiasi cosa sinora sperimentato nel nostro Paese” – ho dovuto leggerlo più volte, perché non capivo se si trattasse di uno scherzo di Carnevale (ieri era martedì grasso) o se davvero Emiliano è ancora convinto di poter prendere in giro non solo gli agricoltori, ma tutta la Puglia!

“Negli ultimi anni????” E lui dove era mentre l’epidemia avanzava? Chi governava la Puglia? Chi decideva le Politiche Agricole? E dove è finita la ricetta miracolosa promessa in campagna elettorale, parliamo dell’aprile 2015: 100 giorni e risolvo tutto. Quattro ne sono passati, ma di anni!

Quattro anni di inerzia, di pressapochismo, di ricorsa di soluzioni che strizzavano ora gli occhi agli ambientalisti, ora ai grillini, ora alla magistratura. E la famigerata Task force, quella con gli scienziati che avrebbero dovuto trovare la miracolosa soluzione, che fine ha fatto? Neppure un cenno nella lettera di quella sciagurata iniziativa di inizio legislatura, tesa solo a perdere tempo, fino alla farsa finale quando anche il “guru” a capo della suddetta ha abbandonato la nave decretando il fallimento, semmai ce ne fosse bisogno, di tutte le Politiche Agricole. Proprio le stesse alle quali faceva riferimento, non molto tempo fa, il dimissionario assessore Di Gioia. Ve lo ricordate in conferenza stampa quando accusava Emiliano di essere colpevole dell’avanzamento della Xylella sia sul piano legislativo (criticando la legge stessa approvato in Consiglio regionale) sia su quello comportamentale (quando il presidente inseguiva coloro che si opponeva alle eradicazioni)?

Ma l’elenco delle responsabilità sarebbe lunghissimo, a cominciare dall’Emiliano che nei primi anni di presidente era contro le eradicazioni, accanto ai santoni. Lui ha dimenticato tutto, noi no! Quando la magistratura bloccò il Piano Siletti e mise sotto accusa il generale (impedendo di fatto le eradicazioni) Emiliano disse che per la Puglia era “una bella giornata di liberazione!”, applaudendo al sequestro degli ulivi.

Ma per Emiliano la colpa è sempre degli altri, mai sua: dell’Unione Europea o del Governo nazionale. Non parlerò del Governo, anche perché Emiliano farebbe meglio a spiegare, a questo punto, il perché di quelle foto, quei sorrisi di complicità, quelle pacche sulle spalle con il ministro all’Agricoltura, Centinaio, sul palco romano dei Gilet Arancioni.  Parlerò, invece a ragion veduta, di ciò che a livello europeo abbiamo fatto insieme al collega  De Castro. Circa un anno fa abbiamo incontrato sia il Commissario europeo per la Salute e la Sicurezza alimentare, Andriukaitis, sia quello per l’Agricoltura e lo Sviluppo Rurale, Hogan. In entrambe le occasioni abbiamo riscontrato una disponibilità a collaborare non solo al contrasto, ma anche alla ricostruzione del territorio  devastato dalla Xylella. Una volontà concreta ad attivare azioni supportate dalla Commissione  europea, che prevedevano la creazione di un programma nazionale di sviluppo rurale, co-finanziato dall’Unione utilizzando fondi attribuiti non solo alla Regione Puglia, ma anche nazionali e, in modo solidale, di tutte le regioni interessate al contenimento della batteriosi.  A luglio scorso consegnammo la proposta proprio nelle mani di Emiliano, non di nascosto, ma con una conferenza stampa! Spiegammo al governatore che non volevamo meriti, volevamo contribuire alla soluzione di un disastro che ci sta sfuggendo di mano. E ora leggere che “In uno scenario di tali dimensioni, il territorio pugliese non può che reclamare il supporto e la solidarietà del Governo nazionale e della Commissione Europea” sa di presa in  giro non solo nei nostri confronti, ma ribadisco di tutti i pugliesi, perché lui con i commissari europei non a mai andato a parlare".

Concude l'ex presidente della Regione Puglia: "Emiliano dismetta i panni del “Masaniello”, faccia a meno di richiamare tutti alla disobbedienza civile e cerchi una volta tanto di agire ricordando il suo ruolo e recuperando un minimo di rispetto nei confronti degli agricoltori pugliesi.

E a Cassano che succede?

Nulla, come al solito. Nessuna iniziativa, nessuna informazione per il mondo agricolo, nessuna proposta, neppure al rimorchio di altri Comuni come Acquaviva delle Fonti con il quale, pure, in passato le nostre Amministrazioni hanno collaborato su altri fronti. 

C'è da chiedersi perchè ma forse la domanda ha già una risposta. Che verrà fuori nei prossimi mesi.

 

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