Domenica 16 Dicembre 2018
   
Text Size

Crollo nella produzione di olio d'oliva in Puglia: -58%.

36d05117-4b9b-4712-ae2d-4daa8b561b29

Crollo del 58% nel 2018 della produzione di olio made in Puglia che scenderà, secondo le previsioni già ampiamente anticipate nei mesi scorsi, al minimo storico di 87 tonnellate. E’ quanto reso noto da Coldiretti Puglia, in occasione della Giornata Nazionale dell’extravergine italiano al Villaggio contadino al Circo Massimo a Roma, che ha dato inizio alla spremitura delle olive in Italia con migliaia di agricoltori che hanno lasciato le campagne per difendere nella Capitale il prodotto più rappresentativo della dieta mediterranea.

La Puglia si conferma la principale regione di produzione, nonostante il calo del 58%, secondo le previsioni di ISMEA, nonostante l’ondata di maltempo dell’inverno e dell’estate e degli effetti – denuncia Coldiretti Puglia - delle gelate di febbraio e marzo che hanno arrecato danni ingenti nella fase della fioritura

“Le province di Bari, BAT e Foggia per colpa delle gelate contano i danni di un inverno disastroso, mentre la provincia di Lecce paga gli effetti della Xylella, con un danno stimato pari a oltre 1 miliardo di euro”, dice ilPresidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele.

“Siamo fortemente preoccupati che la brusca diminuzione di olio extravergine pugliese – lancia l’allarme Cantele – faccia crescere ancora le importazioni di olio dall’estero, perché al danno si aggiungerebbe la beffa di sofisticazioni e contraffazioni. Se si vuole acquistare un ‘vero’ extravergine ‘made in Italy’ bisogna fare attenzione ai prodotti venduti a meno di 6-7 euro al litro che non coprono neanche i costi di produzione. I 3 elementi da tenere sempre d’occhio sono prezzo, anno di produzione e scadenza».

Al Villaggio Coldiretti a Roma splendida la vetrina degli oli di Puglia, rappresentati da oli DOP Terre d’Otranto, Terra di Bari, evo “monocultivar” per ciascuna varietà locale, coratina, ogliarola, peranzana, ogliarola salentina, cima di mola, evo biologico, bottiglie evo che si distinguono per un packaging originale e innovativo, olive da tavola bella di cerignola, termite di Bitetto, peranzana,  olive fresche (appena raccolte) per ogni cultivar locale e rappresentativa del territorio coratina, ogliarola, peranzana, Bella di Cerignola, cellina, leccino.

si tratta di tutelare un patrimonio inestimabile anche attraverso un Piano Olivicolo Nazionale – aggiunge Coldiretti Puglia - e potenziare una filiera olearia che in Puglia vale 576milioni di euro per quella olearia e che ancora nei primi 6 mesi del 2018 ha visto crescere le esportazioni del 2,1% per un valore di 66 milioni di euro.

“Nel primo trimestre 2018 la Puglia ha importato 43,3 milioni di euro di olio extravergine da Grecia e Tunisia – denuncia il Direttore di Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti – e per questo serve una stretta sui controlli perché sia accertato il pieno rispetto della Legge Mongiello, ribattezzata Legge “Salva olio italiano”, la n. 9 del 2013 che impone la tracciabilità in etichetta dell’olio extravergine di oliva e di accelerare il percorso del disegno di legge sui reati agroalimentari, elaborato dalla commissione presieduta da Gian Carlo Caselli, magistrato e presidente del comitato scientifico dell’osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare”.

“Di fronte al moltiplicarsi di frodi e speculazioni, con olio di bassa qualità venduto come extravergine o olio straniero spacciato per italiano  – conclude il Direttore Corsetti – bisogna stringere le maglie della legislazione per difendere un prodotto simbolo del Made in Italy e della dieta mediterranea e togliere il segreto sulle importazioni di materie prime alimentari dall’estero perché sapere chi sono gli importatori e quali alimenti importano rappresenta un elemento di trasparenza e indubbio vantaggio per i consumatori e per la tutela del ‘made in Italy’ agroalimentare. Il flusso ininterrotto di prodotti agricoli che ogni giorno dall’estero attraversano le frontiere serve a riempiere barattoli, scatole e bottiglie da vendere sul mercato come Made in Italy”.

A preoccupare sono, tra l’altro, i sistemi di etichettatura nutrizionale a semaforo come quella adottata in Gran Bretagna che promuove con il semaforo verde cibi spazzatura con edulcoranti al posto dello zucchero e boccia con il rosso elisir di lunga vita come l’olio extravergine di oliva”.

 

 

Produzione Italiana di olio di pressione (tonnellate)

 

2013

2014

2015

2.016

2017

2018°

Var. %°

Piemonte

14

4

5

7

8

8

0%

Lombardia

911

221

627

745

572

572

0%

Trentino Alto Adige

347

200

282

327

330

363

10%

Veneto

888

957

1.761

2.182

1.110

1.554

40%

Friuli Venezia Giulia

42

50

134

118

105

105

0%

Liguria

6.910

1.992

5.568

1.644

4.165

6.248

50%

Emilia Romagna

661

642

1.208

973

1.242

1.118

-10%

Toscana

16.615

6.197

19.202

15.093

15.496

17.820

15%

Umbria

6.710

1.074

5.781

4.398

4.458

5.350

20%

Marche

3.780

1.763

5.135

1.607

5.453

3.272

-40%

Lazio

24.960

5.655

20.877

11.025

18.574

14.859

-20%

Abruzzo

19.211

4.143

14.715

3.488

14.464

11.571

-20%

Molise

6.578

1.463

4.006

1.665

3.601

3.601

0%

Campania

44.220

5.101

19.332

4.321

16.414

11.490

-30%

Puglia

179.393

134.757

242.169

103.791

205.983

86.513

-58%

Basilicata

6.918

2.485

8.162

1.212

7.037

7.037

0%

Calabria

98.102

25.241

66.365

12.345

71.157

46.964

-34%

Sicilia

44.186

22.620

52.409

13.941

52.381

39.286

-25%

Sardegna

5.500

7.442

6.882

3.443

6.370

6.370

0%

ITALIA

465.946

222.007

474.620

182.325

428.920

264.101

-38%

Fonte: Elaborazioni Coldiretti su previsioni Ismea

 

Commenti  

 
#5 Pugliese 2018-10-09 11:23
Sono Pugliese di nome e di fatto.
Io comprendo tutto, forse lei non comprende lo stato attuale dell'imprenditoria agricola e scrive essendo poco informato.
Gli albanesi ci hanno portato via il lavoro della raccolta alle olive.
Gli stessi e io c'ho parlato, mi hanno detto che a luglio tutto il guadagno lo portano in Albania nei borsoni si nei borsoni, perché li vivranno un giorno, pertanto stanno costruendo le loro abitazioni lì, non qui.
Noi invece stiamo qui a guardare, grazie a quelli come lei che presuppongono siano coloro che "chiamano" (assumere è una parola che non conoscete) per svolgere la raccolta. Potrei scrivere altro, come per esempio i metodi di pagamento, la divisione del prodotto raccolto e tanto altro, ma mi fermo qui, è meglio per tutti.
Chiudo con lo scrivere che l'olio pane non ne da, tranne ai grandi proprietari che raccolgono a nero, vendono a nero e dichiarano barzellette per ricevere un'ottima integrazione. Insomma, tutto guadagno. Gli albanesi hanno capito e scorrettamente si sono attaccati alla "mammella" per succhiare quanto più è possibile. Questa è la verità che le piaccia o no.
Saluti
 
 
#4 x Pugliese 2018-10-08 18:11
Mi spiace che tu ritorni con la medesima protervia su questo argomento. Mi spiace tu non comprenda la gravità di quello che dici.
E mi spiace pure che tu perseveri a definirti Pugliese! I Pugliesi sono persone abituate all'accoglienza, a salvare gente in mare, a non respingere mai nessuno.
Poi tu puoi legittimamente dichiararti contrario alla politica dell'accoglienza, ma non puoi invocare la carestia su tutti perchè ti stanno sulle scatole gli stranieri. Bestemmi sul pane che ti nutre ogni giorno!

Eppoi, ma come fai a dire borsoni pieni di soldi?? ma che cavolo dici?? Ma secondo te gli operai in campagna fanno borsoni pieni di soldi?? Dici cose a sproposito. Eppure, decenni fa, proprio i pugliesi partivano per l'Argentina o per gli Stati Uniti e, quando potevano, mandavano qualcosa a casa. E oggi tu dici queste cose così vomitevoli? Ma vergognati!
 
 
#3 Pugliese 2018-10-08 14:40
L'odio?
I cassanesi senza lavoro e gli albanesi ogni estate portano in Albania borsoni pieni di euro, ricavato di tutto l'anno. Noi in attesa del reddito di cittadinanza e loro in giro con i bmw e audi nuovi di zecca. Questa è la realtà, l'odio è un'altra cosa.
Sai quanti hanno perso il lavoro? Settori di tutti i generi e visto che mi dai del ********** sai che ti dico, a mer nu, a mer pur vu! Così la smettete di fare la ricott sull'integrazione e sul lavoro nero!
 
 
#2 x Pugliese 2018-10-08 12:30
sei proprio messo male se pensi in questo modo.
L'odio verso l'altro ti porta persino a confidare in una carestia (a causa della Xylella) per tutti noi.
Fatti aiutare da qualcuno! anche se penso che ormai sei irrecuperabile e fai proprio pena.

Lo sai o no che la Xylella potrebbe compromettere per sempre le piantagioni? Ti rendi conto della cretinata che hai detto??? Purtroppo sono qui su questo sito e devo limitarmi altrimenti se ti incontrassi per strada ti urlerei DEFICIENTE! E mi censuri pure, questo giornale, ma mi chiedo se hanno diritto di parola pure questi istinti così perversi!
 
 
#1 Pugliese 2018-10-08 09:42
Niente olio perché niente olive. Niente olive perché xylella?! Meglio così, almeno gli albanesi se ne tornano al loro paese è gli imprenditori che li chiamavano per la raccolta la finiranno di fare i ***** loro!
 

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI