Martedì 09 Marzo 2021
   
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Minori e social, Abbaticchio: "la colpa è di tutti!”

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 “Non ha più senso dare colpe ai social, ai genitori, alla scuola, agli amici del cuore che, attraverso l’utilizzo di questi strumenti, a volte educativi e spesso diseducativi, intrappolano o fanno crescere la conoscenza di una generazione che in realtà è sempre più lontana dal mondo cosiddetto “sano” degli adulti. 

Vedremo, come sempre, illustri psicologi e sociologi televisivi, o scrittori di libri del momento, dare i loro pareri e le loro soluzioni su una generazione adolescenziale ormai persa e senza valori, su famiglie ormai disperate, su insegnanti incapaci e demotivati.

Certo, i social nascondono trappole, insidie, pericoli, dalla crescita del bullismo, pornografia, ludopatia e altro, fino alla competizione, gioco che può portare anche alla morte una bambina di 10 anni. 

Parlare di più con loro, giocare, rispettarli come persone che possono anche scegliere è cosa utile. Ma il tempo per loro noi adulti lo abbiamo? 
Glielo dedichiamo?

Quando una bambina di dieci anni si stringe una cintura al collo non è colpa di TikTok o similari, non è colpa della famiglia, dei social, della scuola, degli amici: non è colpa di nessuno e, se lo è, è colpa di tutti.

I social non sono il male, anzi, proprio in questo periodo di pandemia, per molti sono stati una salvezza, un modo per darsi forza a vicenda, per tenere vivi i contatti, per lavorare, per studiare, per non sentirsi soli. 

L’assenza di amore e di attenzione verso i giovani, prima della famiglia e poi delle istituzioni, è cosa inaccettabile!

Fa male non essere visti, non essere ascoltati, non avere nessuno vicino che ti chiede come stai, sentire intorno a sé il vuoto o il silenzio. Vogliamo dirlo una volta per tutte che i bambini passano troppo tempo da soli?

TikTok, e simili social network, devono essere oscurati o fortemente limitati e controllati se in un sistema democratico non hanno capacità di autocontrollo, vogliamo parlare della identità digitale ad esempio? 

Ma non basta, bisogna affiancare i ragazzi, stare con loro e ascoltarli sul serio quando rispondono alle nostre domande. Insieme a comportamenti educativi da rigenerare, è necessario rafforzare il servizio e la funzione della Polizia Postale.

Spesso gli adulti ritengono che l’adolescente debba imparare da solo, in parte giustamente, ma non è proprio così.

L’adulto insegna loro a vivere il quotidiano con messaggi verbali e non verbali, deve insegnare la bellezza del sogno, della fantasia, immaginare insieme a loro i progetti che nelle loro menti realizzano e consolidano. 

Gli adulti devono ritornare anche al loro passato di adolescenti e rivivere la bellezza del coraggio giovanile, attraverso la speranza di un futuro più bello e più sereno. 

I nuovi sistemi di comunicazione fanno parte della loro e della nostra vita, impariamo a governarli con intelligenza, creiamo nuovi metodi scolastici di informazione attraverso l’educazione civica alla salute e all’uso del digitale”. 

 

 

Ludovico Abbaticchio

Garante regionale dei minori e degli adolescenti

Commenti  

 
#4 OneMoreMan 2021-01-26 13:56
Intranet è nato per aziende ed istituzioni. Come ha fatto a finire nelle mani dei bambini
 
 
#3 Acciarino 2021-01-26 13:43
Patente per internet. Maggiore età. Controlli. Telefonino per minori o per non patentati. Monitoraggio utenti patentati. Chiusura app non necessarie. Distinti saluti.
 
 
#2 M.CARUCCI-ACQUAVIVA 2021-01-26 13:41
No, egregio Dottore, non diciamo sciocchezze e non generalizziamo. Io non c'entro e, insieme a mia moglie, ho sempre fatto attenzione ad evitare tutto ciò che poteva turbare l'equilibrio psicofisico e la corretta crescita, in tutti i sensi, dei miei figli. In internet confluisce ogni sorta di letame, questo lo sanno tutti, e i genitori devono controllare con assiduità l'uso che ne fanno i figli minorenni. Con i genitori, il controllo spetta agli organi dello Stato preposti, ma responsabilità primaria è sempre dei genitori. Quindi la colpa non è di tutti
 
 
#1 Mimí 2021-01-26 09:32
Mi scusi, ma proprio di tutti non è. La responsabilità in primis è dei genitori, poi degl'insegnanti e infine di chi ha un lavoro e i mezzi per controllare...le Forze dell'ordine in particolare la Polizia postale.

Poi se vogliamo colpevolizzare tutti, è un altro discorso.
 

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