4 novembre: Festa dell'Unità Nazionale e delle forze armate

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L'Italia celebra quest'oggi la Festa dell'Unità Nazionale e delle forze armate, nel giorno dell'unificazione della Patria dopo la vittoria nella Prima Guerra Mondiale di cui ricorrono quest'oggi i 102 anni. 

Una celebrazione dimessa, ovviamente, a causa della pandemia, con riti e incontri senza presenza del pubblico, dei cittadini, delle scolaresche e dei reduci.

La ricorrenza del 4 novembre è un momento importante della nostra storia e della nostra civiltà, l'occasione per esprimere il più alto sentimento di riconoscenza per le nostre Forze Armate che, con sacrificio e senso del dovere, si adoperano per la libertà e la pace oltre che per dedicare un pensiero  a quanti si sono immolati per gli ideali di unità nazionale, di indipendenza e di democrazia

A Cassano delle Murge, in forma strettamente riservata, la Sindaca Maria Pia Di Medio deporrà una corona dinanzi al Monumento ai Caduti, in piazza Dante. 

 

“Anche questa giornata commemorativa e di monito – scrive in una nota la Sindaca Di Medio - sarà celebrata sotto tono, solo una corona al Monumento ai Caduti. Questo 4 novembre ci vede impegnati in una battaglia contro un nemico questa volta, ahimè, invisibile.

Ma questa volta è veramente un nemico, mentre in ogni guerra si combatte contro altri esseri umani, fratelli che hanno il solo problema di trovarsi su posizioni politiche, razziali o religiose diverse che la cultura e la civiltà non è ancora riuscita a rendere costruttive invece che arroganti e desiderose di dominare il mondo. Il monito di questa giornata è proprio questo: è necessario che gli esseri umani si evolvano, che abbandonino lo stato primitivo e facciano delle loro capacità intellettive uso prezioso per vivere e godere della vita combattendo solo contro gli ostacoli che la natura stessa ci presenta.

Oggi ricordiamo anche gli ultimi caduti e dispersi di Cassano delle Grandi Guerre che il paziente ed instancabile impegno dell’Associazione Reduci di Cassano, ed in particolare del Sig. Vito Tatoli  ha ritrovato nei meandri dei documenti ormai quasi dimenticati.

Ma noi non dobbiamo dimenticare”.