"Ti scrivo e ti descrivo", dialogo fra Cassano e Romania

ti-scrivo-e-ti-descrivo1

 

Il progetto internazionale “ti scrivo e ti descrivo” si è svolto tra l’Italia e la Romania, coinvolgendo due classi di 4° della scuola primaria, dell’I.C. “Perotti-Ruffo” di Cassano delle Murge e la Scuola “Stefan Barsanescu” di Iasi.

Nella classe del “Perotti-Ruffo” è inserito un alunno di origine rumena, e l’ins. Lucia Fortunato e Ana Maria Tomaziu, prof.ssa di madrelingua rumena, con il sostegno dei Dirigenti delle due scuole, Ippolita Lazazzera e Nicolae Virusenco, hanno ideato questo progetto con l'intento di suscitare interesse verso la scrittura epistolare, come strumento che potesse coinvolgere il bambino nel suo aspetto emotivo e relazionale, tramite il raccontare e il raccontarsi.

La presenza di un insegnante di madrelingua è stata prevista grazie ad un altro progetto organizzato dal Ministero dell’Educazione, della Ricerca e della Gioventù rumeno, insieme al Ministero della Pubblica Istruzione italiano con lo scopo del mantenimento del bilinguismo della popolazione migrante visto come elemento di ricchezza culturale. L’obbiettivo del progetto è la tutela dell'identità linguistica e culturale dei bambini di origine rumena che vivono oltre le frontiere del paese, la promozione della lingua, della cultura e delle tradizioni rumene.

Ormai lo strumento della lettera è entrato in disuso, la comunicazione è centrata sul “qui e ora”, quasi senza un momento di riflessione, ma come flusso ininterrotto di messaggi veloci e incalzanti, così come la nostra società sempre molto rapida e veloce che per molti aspetti ha perso completamente l’esperienza e il valore dell’attesa. Abbiamo bisogno che tutto sia immediato.  Scrivere una lettera invece, dà l’opportunità di gestire i tempi della comunicazione in maniera diversa, più lenta, più riflessiva e meditata, dove il tempo e la strutturazione del pensiero scritto, danno la possibilità di aprire spazi più ampi e intimi. La comunicazione veloce, con frasi brevi e faccine dura poco, il tempo di una visualizzazione, invece, scrivere una lettera permette di tirare fuori le nostre emozioni, di metterle proprio su una pagina, nero su bianco, per riflettere o per far riflettere.

Gli alunni della 4° A, guidati dall’insegnante Lucia Fortunato, hanno “scritto e descritto” i loro compagni rumeni. Le lettere, scritte a mano, abbellite con dei disegni originali, sono state tradotte dalla professoressa di madre lingua, Ana Maria Tomaziu e inviate in Romania, alla scuola partner. Gli alunni rumeni, destinatari di queste bellissime lettere, guidati dal loro insegnante, Nicolae Bazdaga, hanno poi risposto ai loro amici di penna. Il progetto si è svolto in due momenti diversi, perchè sono state scritte prima e dopo la comparsa del nuovo coronavirus che ha sconvolto il pianeta. Le lettere rappresentano così un documento, visto tramite gli occhi dei bambini, che hanno fotografato un momento storico importante che ha cambiato il mondo.

I genitori di entrambe le classi hanno seguito con grande interesse questa iniziativa, mentre i bambini si sono appassionati e incuriositi nello scoprire questo mezzo di comunicazione lontano dalle loro abitudini ma molto affascinante e coinvolgente.

Tutto il materiale può essere visualizzato sul Blog marenuca.blogspot.com

Questo progetto ha due aspetti molto importanti, il primo riguarda appunto il valore della lingua madre per l’evoluzione individuale oltre che sociale. La prima lingua che sente il bambino, anche prima di essere nato, è la lingua dell’affetto, la lingua della mamma, i suoni, il ritmo, la sonorità, la musica delle parole, accanto al timbro e alle modulazioni verbali. Soltanto una persona che conosce bene la sua lingua potrà essere aperta alle altre lingue, alle altre culture.  

Il secondo riguarda invece il grande valore del recupero della scrittura di una lettera e la conoscenza di uno strumento così lontano dalle nostre abitudini ma che, anche oggi, può risultare fondamentale.  Come abbiamo visto in questi ultimi mesi, le nostre abitudini sono state improvvisamente stravolte, i tempi rapidi sono rallentati e tutto ha iniziato a scorrere diversamene. In questo periodo molti hanno recuperato vecchie abitudini ormai lontane nel tempo, come fare il pane o la pasta in casa. Questa esperienza ci ha insegnato che la vita potrebbe cambiare improvvisamente e in qualsiasi momento, pertanto potremmo trovarci a dover scrivere una lettera dettata dalla necessità di un momento storico o semplicemente potremmo sentire il desiderio di comunicare in modo più profondo e riflessivo. Senza volerlo la lettera potrebbe diventare nuovamente uno strumento utile per comunicare con chi è lontano da noi.

Il recupero del nostro passato è il recupero della nostra memoria, quindi quello che siamo oggi è la somma di tutte le nostre esperienze passate che ci potrebbero aiutare a vivere meglio il nostro presente.