Giovedì 26 Novembre 2020
   
Text Size

Quale futuro per le Feste Patronali in Puglia?

DSC06387

Sagre a mare e carri trionfali, processioni e cortei storici, luminarie e fuochi pirotecnici, bande e luna park, bancarelle e dolciumi. Il Covid-19 ha messo in crisi anche la Puglia delle tradizioni, della religiosità più genuina e del folklore, quella delle feste patronali cittadine, di quartiere e di contrada che sino a due mesi fa riempivano i calendari, spesso rincorrendosi e sovrapponendosi. Una sterminata lista di eventi, molti dei quali già cancellati, altri in attesa di conoscere come evolverà, a partire da oggi, la Fase 2.

Indagare sul variegato e poliedrico mondo che le caratterizza, ormai un vero e proprio brand collegato al sistema turistico regionale, è stato il compito della IV Commissione con la richiesta del consigliere Mario Pendinelli di ascoltare in proposito l’assessore all’Industria Turistica e Culturale, Loredana Capone.

La situazione relativa alle Feste Patronali alla luce dell’attuale emergenza sanitaria è un ‘work in progress’, non molto diverso da tanti altri settore. E’ unanime la consapevolezza che la moltitudine delle realtà economiche coinvolte nell’alimentare la filiera, costituiscono un patrimonio non solo economico, ma anche culturale, resta però difficile capire da dove partire.

Comunque l’assessorato si accinge a predisporre un provvedimento specifico di sostegno che tiene conto appunto della specificità – in molti casi anche della unicità – dei soggetti coinvolti e recepisce le richieste che Pendinelli avanza per puntellare il sistema “Feste patronali” e quanto esso rappresenta anche dal punto di vista economico.

Tavolo tecnico con Anci (interlocutore pubblico) e Cei Pugliese (per quel che concerne i riti religiosi che ispirano le feste); confronto con gli operatori del sistema, spesso volontari, linfa dei comitati cittadini; reperimento delle risorse finanziarie necessarie in questa fase per mantenere viva la tradizione più che perpetuarla; stesura di un protocollo sulla falsariga di quanto avvenuto per altri settori.

C’è da salvare molto di questo patrimonio sottratto da aprile alla Puglia delle feste patronali: luminarie e gran casse, fuochi d’artificio, bande e spettacoli viaggianti, complessi musicali e folkloristici, artisti di strada, servizi ed agenzie di eventi, commercianti ambulanti. Difficile quantificare quanti siano. Per loro è pronto anche una proposta di legge che l’assessore Capone accetta di condividere purché strumento più rapido per sostenere i custodi della tradizione, imprese e lavoratori.

 

 

Commenti  

 
#4 kpaneb 2020-05-27 18:22
Volere è potere, se si vuole si trova il modo. Quando si è voluto si è trovato il modo
 
 
#3 gioiese 2020-05-26 14:09
oggi che è festa nel mio paese
per evitare assembramenti col rischio di altri contagi ci sarà stasera solamente la processione in diretta su telemajg e su dirette facebook e niente luminarie, bancarelle e giostre
auguriamo che San Filippo Neri ci libera al piu' presto da questo incubo,angoscia e strazio e che al piu' presto possibile possiamo ritornare alla nostra vita prima del virus
 
 
#2 Esperto 2020-05-22 21:29
Perché non ti candidi come presidente del comitato feste patronali?
 
 
#1 Fedele tradizione 2020-05-19 09:29
Se si possono celebrare le messe con i fedeli in uno spazio chiuso si possono fare anche le feste patronali che si svolgono all'aperto....luminarie, bande e fuochi nn possono mancare!!!w le tradizioni w la nostra festa
 

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI

LA VOCE DEL PAESE Un Network di Idee.

l ACQUAVIVA DELLE FONTI l CASAMASSIMA l CASSANO DELLE MURGE l GIOIA DEL COLLE l NOICATTARO l POLIGNANO A MARE l PUTIGNANO l SANTERAMO IN COLLE l TURI l

Porta la Voce nel tuo paese

Copyright 2008-2017 © LA VOCE DEL PAESE. È vietata la riproduzione anche parziale. Tutti i diritti sono riservati.