Domenica 21 Ottobre 2018
   
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Una lettera di Rossani per ricordare il centenario della morte

mario rossani monumento 

“Sono pronto a morire per la mia Patria”: è Mario Rossani che scrive queste parole alla sua famiglia in una delle sue ultime lettere dal fronte, nell’agosto 1916, all’alba della sesta battaglia sull’Isonzo.

E’ una “perla storica” fra le tante che la famiglia Rossani ancora conserva, scovata dalla Fondazione “Albenzio Patrino” che si sta prodigando per ricordare i cento anni dall’ultimo respiro dell’eroe cassanese e che domani, in occasione dell’annullo filatelico per ricordare il centenario, sarà resa nota al pubblico ne corso del seminario di studi.

“La lettera – spiega una nota della Fondazione - è stata esaminata da studiosi e storici: in essa traspare tensione morale, senso del dovere, dettagli di natura tattica e un profondissimo respiro patriottico. Tale lettera sarà presentata domani, durante il seminario storico. La Fondazione tuttavia, sta compiendo uno sforzo - per la composizione grafica e la riproduzione - perché tale lettera figuri anche sul "folder" in cui comparirà la cartolina artistica, vincitrice del bando di concorso promosso da questa Fondazione, destinata all'annullo postale. Siamo particolarmente lieti di offrire alla comunità degli studiosi e degli storici questo documento di altissimo valore, per certi versi poetico per intensità drammatica, ma allo stesso modo scritto con la serenità d'animo autentica di un Eroe, di un Ufficiale premuroso e fiducioso nei suoi compagni d'arme ma anche di un ragazzo che scrive ai suoi genitori”.

Appuntamento a martedì 2 ottobre, dunque, secondo il seguente programma, a Bari:

- ore 17.30: seminario su "La Puglia e la Grande Guerra" presso il Museo Civico, con autorità e studiosi che offriranno le proprie riflessioni sul contributo della terra e delle genti di Puglia al Primo Conflitto Mondiale e sulla figura di Mario Rossani.

- ore 20.15: Concerto della Orchestra Sinfonica Metropolitana di Bari che eseguirà musiche di Traetta, Santoboni, Vivaldi, Castelnuovo-Tedesco nella cornice impareggiabile della Cattedrale di Bari (San Sabino).

Nel corso della serata il M. Domenico Nuzzaco, autore di una composizione vincitrice del bando di concorso promosso da questa Fondazione, dirigerà la Prima esecuzione dell'Inno a Rossani.

- Poste Italiane procederanno, nella piazza antistante la Cattedrale, all'annullo filatelico dedicato al Maggiore Mario Rossani su una cartolina artistica illustrata vincitrice del bando di concorso promosso da questa Fondazione. Un'occasione di particolare pregio attesa dai filatelici, i marcofili, i collezionisti e ... da chi vorrà ricordarsi cent'anni ancora di Mario Rossani e degli Eroi della Grande Guerra.

- la Cantina Sociale "Luca Gentile", nel quadro del partenariato culturale istituito con la Fondazione per le celebrazioni dell'anniversario dell'Eroe cassanese, nella medesima piazza, presenterà la nuova etichetta "Rossani" che accompagnerà un vino di altissimo pregio volto a ricordare il nome del glorioso Ufficiale e Patriota.

 

Commenti  

 
#1 Salvatore Caponio 2018-10-01 21:46
Mi spiace enormemente redarguire l’estensore di questo articolo, ma, per non essere in dissenso con la propria coscienza e sensibilità di studioso, credo sia giusto ed opportuno veicolare sempre sana ed attendibile informazione.
A tal riguardo vorrei precisare che la lettera in questione, scritta da Mario sul Sabotino il 6 agosto 1916, che tra l’altro non riporta affatto la frase resa in apertura d’articolo e non è, per ovvie ragioni, una delle sue ultime scritte dal fronte, è nota già da moltissimo tempo, in modo particolare dagli studiosi che si sono occupati seriamente del giovane ufficiale.
Del resto è stata già riportata integralmente, nel 1964, nel volumetto dell’Alessandrelli e, quest’anno, nella biografia scritta dal sottoscritto.
Va apprezzato, in ogni modo, l’entusiasmo con cui la Fondazione Patrino, alla quale va il plauso per l’impegno profuso nel ricordare la figura del maggiore Rossani, vuole offrire alla comunità di studiosi e storici questo importante documento, ma corre l’obbligo di sottolineare che ne è giunta a conoscenza con almeno un cinquantennio di ritardo.

Ad Maiora
 

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