Lunedì 17 Dicembre 2018
   
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A trent'anni dalla scomparsa di Nicola Alessandrelli

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Ricorrono oggi 30 anni dalla morte di Nicola Alessandrelli, il “cantore di Cassano”.

Il 4 giugno 1988 se ne andava la voce più alta e autorevole della storia di questo paese a cui ha dedicato tutta una vita.

Nato a Cassano il 5 maggio 1899, di professione farmacista, proseguendo la tradizione di famiglia ma versato negli studi storico-letterari, don Nicolino, come lo chiamavano tutti, fu giornalista, scrittore, poeta, fotografo, pittore ma soprattutto grande esperto di storia, costumi e tradizioni locali.

Immensa la sua produzione, per molti versi ancora inedita, riversata in decine e decine di libri, articoli, saggi. Ancora oggi fondamentale e insuperata “Cassano Murge nel Risorgimento” (1968), la storia del nostro paese raccontata sin dalle origini.

A Nicola Alessandrelli sono state dedicate opere, strade, mostre e saggi, non ultimo quello del suo allievo Tonino Giorgio che lo seguì fino alle ultime ore della sua vita e dalla cui biografia è tratta la foto di questo scritto.

 

Commenti  

 
#6 MayChi 2018-06-04 21:02
Sacrosante parole, peppes.
 
 
#5 Cassanese interessat 2018-06-04 19:34
Salve.
Vorrei fossero ben divulgati tutti i preziosi studi e le ricerche su Cassano.
Ad esempio: cosa c'è sotto la Chiesa Madre? Possibilr non ci sia una cripta della precedente costruzione? E cosa sotto la piazza? Divulgate, per favore.

RISPONDE G. BRUNELLI

Sull'argomento che lei pone, come su altri, ci sono interi libri: impossibile da divulgare qui. Se vuole può trovarli in Biblioteca.
 
 
#4 minopausa 2018-06-04 10:39
Alessandrelli è stato testimone della prima guerra mondiale e poteva benissimo essere protagonista dell’estate cassanese.
Ma nel vuoto pneumatico che da un anno è stato instaurato a Cassano tutto questo sarebbe stato troppo alto come contenuto culturale. Mi faccio convinto che oltre ad essere ignoranti certi amministratori vogliano precipitare il paese nell’oblio perché solo un popolo ignorante può votare gente come loro.
In altre realtà Alessandrelli oggi sarebbe stato celebrato non solo oggi ma una settimana, forse un mese tale è immensa l’eredità culturale (conosciuta).
 
 
#3 francesco c. 2018-06-04 10:22
Il silenzio operoso è rivolto ad altri interessi, non certo alla memoria di eventi o personaggi illustri.
 
 
#2 verace 2018-06-04 09:07
Grazie Giovanni per questa sua testimonianza.
D'accordissimo con peppes.
Senza memoria non c'è futuro.
 
 
#1 peppes 2018-06-04 07:50
Per la strage di Capaci il nostro Sindaco, solo dopo il mio appunto su queste pagine, produsse la pezza di cinque righe per ricordare la morte di Falcone e della sua scorta.
Oggi Brunelli ha fatto bene a ricordare il trentennale della morte di don Nicolino, In questo paese puoi fare le cose più grandi ma dopo 30 anni si è completamente dimenticati salvo avere un rosso sul calendario che ti ricorda di andare a fare la comparsata sotto una targa commemorativa o un monumento. Ma nemmeno quello visto che il 2 giugno nemmeno due parole sono state spese: solo il rito sotto il monumento per quattro gatti e poi tutti al bar!
Una amministrazione che non sa mantenere la memoria di ciò che siamo stati, da dove veniamo, non è un’amministrazione che sa dove stiamo andando.
Io una idea l’avrei, per loro però: a casa, andate a casa.
La dimenticanza di oggi è a dir poco vergognosa!
 

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