Lunedì 18 Giugno 2018
   
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"Umberto Eco e il PCI": oggi la presentazione a Cassano

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Sabato 17 febbraio dalle ore 17.30 presso il Palazzo Albenzio (Via Vittorio Emanuele n. 38 a Cassano) la prof.sa Antonietta Patrino e il prof. Vito Antonio Leuzzi presenteranno il libro "Umberto Eco e il PCI" (ed. Imprimatur) di Claudio Crapis e Giandomenico Crapis dialogando con gli autori e il pubblico. L’iniziativa è della Fondazione “Albenzio-Patrino di cultura e cooperazione europea” e degli “Amici della Biblioteca”.

Il 5 e il 12 ottobre 1963, in un momento in cui emergevano tumultuosamente fermenti nuovi nel campo della società e della cultura, il settimanale del Pci «Rinascita» pubblicava un lungo articolo di Umberto Eco «sui problemi della cultura di opposizione». Ne scaturì una vivace discussione che si protrasse per mesi, nella quale intervennero intellettuali ed esponenti del Partito.

Il saggio di Eco gettava un sasso nello stagno delle strategie estetiche marxiste: la precoce notorietà del giovane intellettuale, la novità dell’impostazione, la vastità dei riferimenti, l’introduzione di temi inediti, e la capacità di tenere insieme “alto” e “basso”, nonché di spaziare in campi tra loro molto diversi – dalla musica di Celentano all’antropologia di Lévi-Strauss – ne facevano immediatamente una provocazione feconda per la cultura di sinistra.

Nel suo scritto egli metteva spregiudicatamente al centro dell’analisi la società di massa, i suoi gusti, i suoi consumi, i suoi miti. Il dibattito non si fece attendere, coinvolgendo in prima persona figure come la dirigente comunista Rossana Rossanda, il filosofo Louis Althusser, il poeta Edoardo Sanguineti.

Il denso intervento, e la sua intrinseca politicità, sembra però essere sfuggito in questi decenni alla maggior parte della letteratura critica, dimenticato o tuttalpiù rubricato nella storia del Gruppo 63. È invece qui riproposto, insieme ad una sua puntuale e approfondita analisi critica, storica e semiologica condotta da Claudio e Giandomenico Crapis.

Soprattutto per l’attualità che quella riflessione riveste ancora oggi, se solo si pensa ai diffusi atteggiamenti di sdegnoso rifiuto o – specularmente – di acritica accettazione da parte di intellettuali e politici di sinistra rispetto alla popular culture; e alla rinuncia, nell’uno e nell’altro caso, di qualsiasi tentativo di analisi che vada al di là della ratificazione del già esistente.

Ma il lungo intervento è interessante anche per due altre ragioni. Perché esso anticipava la successiva svolta semiotica dell’autore e perché faceva emergere un aspetto forse inesplorato del primo Eco: la ricerca, lui già cattolico, di un rapporto con la cultura marxista e il tentativo di coniugare Marx con nuove scienze come lo strutturalismo, senza mai abbandonare la forte tensione all’impegno, in un’ottica, come egli sottolineava, “modificatoria” della realtà. Un aspetto, questo, che l’articolo su «Rinascita» illumina di nuovo interesse.

 

 

Commenti  

 
#3 angela diceglie 2018-02-16 13:34
come Presidente dell'Associazione " Amici della Biblioteca " ringrazio per l'apprezzamento espresso da fiore di mandorlo , devo purtroppo aggiungere che l'Associazione ha patito un gravissimo sbilancio a causa di qualche promessa di troppo e che dovendo fondarsi solo sulle quote annuali ( 12 euro ) si vede costretta ad annullare importanti incontri culturali
 
 
#2 padre 2018-02-15 17:58
concordo con fiore di mandorlo: Patrino sindaco subito! la persona più seria di Cassano, e la Fondazione sta diventando il riferimento più affidabile per i cittadini, con semplicità ma anche amore per la cultura.
 
 
#1 fiore di mandorlo 2018-02-15 11:20
gli unici che fanno qualcosa per la cultura a Cassano: Fondazione e Università della Terza Età e Amici della biblioteca. Il resto tutti carichi a chiacchiere. Io lo dico sempre che la Prof. Patrino sarebbe il migliore sindaco per Cassano: persona alla mano, instancabile creatrice (fondazione, liceo, università), mai una parola fuori posto.
 

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