I Carabinieri di Cassano arrestano Paolo Ndrekaj

carabinieri bella foto

Era braccato dai Carabinieri che alla fine sono riusciti a mettergli le manette ai polsi, al termine di una caccia all’uomo durata quattro giorni: Paolo Ndrekaj, l’ultimo componente della cosiddetta “banda della BMW nera”, dopo essersi costituito agli uomini dell'Arma, è stato condotto nel carcere di Bari, accusato di numerosi reati che vanno dal furto al riciclaggio alla ricettazione. 

 

Nell corso di una delle perquisizioni eseguite dai Carabinieri della Stazione di Cassano delle Murge, agli ordini del Luogotenente Cosimo Maldarizzi, all’interno di un box di via Laudati riconducibile alla banda, sono stati rinvenuti e sequestrati, oltre all’ennesima autovettura Lancia Delta risultata rubata, anche una doppietta cal. 12 a canne mozze ed  un Revolver Smith&Wesson, entrambi provento di furto e completi di munizioni. In tale contesto assume una priorità accertare se le armi sequestrate siano state utilizzate per commettere ulteriori azioni delittuose nella provincia di Bari ed in particolare nell’area murgiana.

 

Lo scorso lunedì 1° luglio, i Carabinieri avevano hanno arrestato per associazione a delinquere finalizzata alla commissione di furti, ricettazione e riciclaggio,  altri cinque persone:  Xhevahir Ndrekaj 41enne, nato a Puke; suo cugino Marjan Ndrekaj 39enne e il fratello di questi,  Vat Ndrekaj di 27 anni; Klodian Miceli. 23enne, tutti di origine albanese ma residenti a Cassano delle Murge, anche da molti anni, pluripregiudicati per reati contro il patrimonio e la persona. In manette anche un 53 enne di Santeramo in Colle, Erasmo Porfido, anch’egli già noto alle forze dell’ordine per gli stessi reati. Nell’ambito del medesimo procedimento sono inoltre indagati ulteriori tre soggetti, tutti di nazionalità italiana, individuati come fiancheggiatori del gruppo.

Al blitz delle forse dell’ordine, coordinato dalla Procura della Repubblica di Bari, era sfuggito quello che potrebbe essere considerato il capo della banda, quel Nicola P. che ora è in carcere.

L’attività investigativa nasce dall’esigenza di contrastare il fenomeno predatorio che nei mesi da Settembre 2018 a Febbraio 2019 stava affliggendo il territorio della provincia barese. Gli arrestati, infatti, avevano costituito una “banda di predoni”, denominata dalla stampa come la “banda della Bmw” che ogni notte effettuava delle vere e proprie scorrerie durante le quali mettevano a segno numerosi colpi, effettuando in particolar modo furti all’interno di esercizi commerciali, stazione di servizio, bar e tabaccherie, nonché numerosi furti di autovetture e finanche assalti a bancomat di banche e poste con l’utilizzo di esplosivo. La banda, inoltre, aveva assunto un pericoloso atteggiamento di sfida nei confronti delle Forze dell’Ordine, sfuggendo a numerosi inseguimenti grazie all’utilizzo di auto di grossa cilindrata molto performanti, ed arrivando a posizionare sulle arterie stradali massi e chiodi al fine di garantirsi delle vie di fuga ed impedire alle pattuglie dell’Arma di intercettarli.

Le indagini, unitamente ai numerosi servizi preventivi organizzati dall’Arma, hanno permesso di porre un freno all’escalation di reati commessi dal gruppo, e di individuarne gli appartenenti ricostruendo la loro rete di malaffare. Braccati nel territorio barese, infatti, i malviventi hanno cominciato a colpire anche in altre Regioni, come dimostra la loro responsabilità in un assalto ad un bancomat commesso a Comunanza, cittadina della provincia di Ascoli Piceno.

In totale le investigazioni hanno permesso di attribuire agli arrestati ben 20 tra reati di furto in danno di esercizi commerciali ed assalti a bancomat o uffici postali, oltre a svariati furti di autovetture, provocando danni per diverse centinaia di migliaia di euro. Nel corso dell’attività investigativa sono state rinvenute numerose autovetture di grossa cilindrata utilizzate per le scorrerie dalla banda, nonché refurtiva proveniente dai numerosi furti effettuati.

Foto N.P. 2