Ha un infarto ma per la strada sconnessa l'ambulanza non passa

soccorsi

Rischiare la vita per una strada dissestata, perché l’ambulanza non riesce ad arrivarci.

Cinque minuti in più e per un 65enne barese residente a Cassano sarebbe stata la fine, a detta dei medici.

Ecco la sua storia, accaduta ieri mattina.

Cosmo (nome di fantasia) è panettiere e lavora al quartiere San Paolo di Bari. Vive a Cassano da diversi anni con sua moglie mentre i figli abitano nel capoluogo.

La sua abitazione è in via san Canio, la stradina che costeggia il tornante per arrivare al Convento “Santa Maria degli Angeli”, quella che conduce alla “Grotta del Lupo”.  E’ una strada comunale, con una decina di abitazioni: alcune di proprietà di chi ci abita, altre in fitto, sette-otto famiglie in tutto.

Quella strada potrebbe vincere l’Oscar fra quelle più dissestate – e sono tante! – in giro per il paese: le immagini che vedete in questa pagina sono più che chiare.

Non sono buche o avvallamenti ma vere e proprie voragini….non c’è un metro di strada che si possa chiamare tale; un dissesto continuo fra gettate improvvisate di cemento e asfalto divelto da anni.  Tanti quanti sono quelli per cui gli abitanti fanno presente al Comune di Cassano la situazione: lettere, raccomandate, avvisi verbali. Nulla cambia, la situazione resta com’è da sempre.

“C’è un progetto di rifacimento, è in lista mi dicono sempre”, ci ha spiegato un residente che si è rivolto al Comune per chiedere un intervento. Ma nessuno si muove.

 

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Ieri mattina Cosmo era a casa sua, attendeva i figli e con sua moglie preparava il pranzo della domenica, occasione tradizionale per incontrarsi e passare qualche ora in famiglia.

Alle dieci, più o meno, la tragedia: un infarto, grave.

Immediata la telefonata al “118” che invia una autoambulanza. Intanto vengono allertati i vicini di casa, nei pochi minuti dell’arrivo dei soccorsi. Uno di loro va all’imbocco della stradina: vuole avvisare l’autista che la strada è pericolosa perché dissestata. Gli abitanti lo sanno bene: ci hanno spaccato semiasse e sospensioni su quelle voragini!

Arriva l’ambulanza ma anche l’amara sorpresa.

L’autista prova, infatti, ad inoltrarsi lungo quello che sembra più uno scosceso sentiero di montagna che una strada ma deve bloccarsi: rischia di mandare in avaria l’ambulanza stessa con tutte le conseguenze del caso.

Intanto l’equipe medica scende dal mezzo e percorre i circa 500 metri che li separa dalla casa dell’uomo. I sanitari lo visitano e decretano che c’è un infarto in corso.

La situazione è grave. Non c’è tempo da perdere ma con la strumentazione a bordo non si può far nulla.

L’autista dell’ambulanza, intanto, prova e riprova a raggiungere la casa di Cosmo ma il rischio di restare bloccati è alto e desiste.  

Uno dei vicini di casa dell’infartuato e un medico decidono il tutto per tutto: caricano Cosmo a bordo di un’auto, l’ambulanza attenderà al bivio; l’uomo si mette alla guida: di quella strada conosce ogni fosso e pericolo dunque procede con prudenza e decisione. Occorre far presto.

Sono minuti interminabili ma finalmente l’ambulanza è in vista.

Il personale del “118” carica Cosmo sul mezzo e a sirene spiegate corre verso il Pronto Soccorso del “Miulli”.

E’ un “codice rosso”, precedenza assoluta. Il medico a bordo consiglia alla centrale operativa un intervento chirurgico d’urgenza e ordina di preparare la sala operatoria.

Ci sono volute ore di lavoro da parte degli specialisti del nosocomio acquavivese ma ora Cosmo è salvo. Per una manciata di minuti, diranno i medici a moglie e figli, giunti all’Ospedale dopo l’operazione.

E’ andata bene, insomma, anche se per l’uomo si apre un periodo di convalescenza e riabilitazione.

Ma la vita è salva!

E se non ci fosse stata questa prontezza di spirito da parte di coloro che soccorrevano Cosmo? E se si fosse trovato solo, senza un vicino che lo caricasse in auto? O se l’ambulanza avesse tardato ad arrivare in tempo per salvare quel cuore malato?

 

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Nulla di tutto questo sarebbe accaduto se quella strada fosse stata come tante altre dovrebbero essere: percorribile in sicurezza, senza rischi né pericoli per automobilisti o mezzi di soccorso.

Questa volta speriamo che né gli Uffici Comunali, né l’Amministrazione né i consiglieri di opposizione – di solito prolifici di interpellanze/interrogazioni ma sul caso di quella strada stranamente silenziosi – stiano fermi.

 

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