Sabato 21 Aprile 2018
   
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Cipro ritira piatti di plastica prodotti da azienda cassanese

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Analisi chimiche cipriote, hanno rilevato che alcuni piatti di plastica italiani “usa e getta”, non risultano conformi alla normativa europea, in quanto forniscono una migrazione di composti chimici negli alimenti o nei simulanti alimentari sopra il consentito (350.4 mg/dm²).

A lanciare l’allerta RASFF (0870.2018 del 30 marzo 2018) che ha definito il rischio per la salute grave. Nello specifico si tratta di piatti di plastica italiani a marchio Tolo (8001981806065), una delle linee commerciali della ex "Giano Plastica" con sede a Cassano delle Murge, il cui difetto è di rilasciare sostanze nocive negli alimenti.

Le autorità di Cipro hanno provveduto al ritiro dal mercato del prodotto e segnalato il problema all’agenzia europea che ha poi avvisato il produttore.

Alcuni tipi di plastica, a contatto con il calore - spiega una nota dell'associazione di consumatori "Sportello dei diritti" che ha diffuso in Italia la nota cipriota - possono rilasciare particelle che vanno a contaminare il cibo; in Italia esiste perciò una legge che fissa i “limiti di migrazione” (delle particelle). Il Pvc, per esempio, è un derivato dal petrolio e dal cloro costituito da molecole di cloruro di vinile che, con l’aggiunta di altre sostanze, può assumere forme diverse che vanno dalla vaschetta rigida e colorata che contiene la margarina alla pellicola per alimenti, flessibile e trasparente. Il cloruro di vinile è dannoso per reni e vescica (c’è anche un rischio cancro).

Per questo motivo i produttori di pellicole per alimenti devono scrivere tra le avvertenze di evitare il contatto con alimenti costituiti da grassi e oli (che favoriscono la migrazione di particelle). Un altro derivato del petrolio è il polistirolo: piatti, posate e bicchieri, che vengono generalmente prodotti con questo materiale, devono rientrare nei limiti di migrazione imposti dalla legge e subiscono quindi dei test prima di essere messi in commercio. In questo caso l’invito è a disfarsene.

Nonostante il prodotto segnalato dal RASFF sia italiano, evidenzia Giovanni D’Agata presidente dello “Sportello dei Diritti” il Ministero della salute non ha emesso nulla al riguardo. Si consigliano pertanto i consumatori di prestare attenzione al prodotto in questione. 

Commenti  

 
#11 Lipe 2018-04-07 06:40
Alcuni presunti imprenditori cassanesi del mondo plastica si comprano i macchinoni scuri ma non pagano i dipendenti, non pagano le tasse non pagano enel e usano materiali tossici.
Come vogliamo definirli ?
 
 
#10 Pinko 2018-04-04 10:14
Ma le ASL dove stanno? dormono sempre?favoritismi? come alcune pizzerie che fanno le pizze nei tuguri a contanto con vermi,blatte,topi senza nessuna norma igienico -sanitaria sarebe ora di muoversi un po
 
 
#9 Polemista 2018-04-03 19:29
come dicono a Napoli, bella figur'emm... ma la ASL e l'ROA cosa ci stanno a fare?
 
 
#8 Near 2018-04-03 14:50
Cioè fatemi capire, abbiamo T.F. e evade per un milione e mezzo di iva.. dall'altra la omonima azienda che commercia ancora la plastica tossica! Dove andremo a finire..
 
 
#7 Incognito 2018-04-03 14:21
Giusto per far vivere bene i nostri figli...perché alla scuola dell'infanzia e al tempo prolungato fanno mangiare e bere nella plastica? Salutare...molto salutare
 
 
#6 Angel 2018-04-03 13:28
Il problema in se' non è la che la plastica deve sparire! il vero problema in questo caso è che per mero profitto personale questa gente non si fa scrupoli a mettere materiali non idonei alla somministrazione di cibo e bevande! che poi neanche paga gli operai! solo ed esclusivo profitto personale
 
 
#5 volpe 2018-04-03 13:17
Cipro ha fatto le sue analisi per tutelare i ciprioti che li usano.OK.E l'Italia tutela gli italiani CON I PIATTI CHE ARRIVANO DALLA CINA???DUE PESI UNA MISURA!!!!!!
 
 
#4 Greenpeace 2018-04-03 11:06
Per ogni 3 tonnellate di pesce si pesca 1 tonnellata di plastica, meditate gente se vale ancora la pena acquistare qualsiasi cosa di plastica che nella maggior parte dei casi finisce in mare.
 
 
#3 volavolavola 2018-04-03 10:51
cioè NON ritira i piatti prodotti a Cassano
 
 
#2 cittadina 2018-04-03 07:56
Il problema non riguarda solo quei piatti, ma quasi tutte le marche italiane. Dovreste vedere i piatti deformati che vengono serviti negli ospedali, anche quelli oncologici, e vedrete che bontà!
 
 
#1 Ecologista 2018-04-03 07:50
Giano plastica? Vive ancora?
La plastica è un materiale che deve sparire, fa malissimo, bottiglie, piatti, contenitori di tutti i tipi e generi, soprattutto quelli che finiscono a contatto con il cibo. Non è difficile da capire, ormai lo scrivono e dicono ovunque....Stop alla Plastica!!!! E chi cerca di rifilarvela in qualsiasi modo, guadagna a discapito della vostra salute.
 

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