Lunedì 06 Aprile 2020
   
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NATUZZI, ANCORA SCIOPERO

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Si è tenuto oggi il secondo incontro tra la Natuzzi, sindacati e governo centrale e in contemporanea lo sciopero in tutti gli stabilimenti del gruppo.

La mattinata, a Santeramo, si presenta di lunga attesa e di speranza di riscontri positivi.Lo sciopero era preannunciato, anche se non tutti ne erano al corrente, a differenza delle forze dell’ordine, accorse numerose tra carabinieri, polizia in divisa antisommossa e infine anche vigili locali che collaboravano per lo snellimento del traffico.La presenza di una cosi massiccia forza dell’ordine ha creato subito sorpresa. Non si erano viste, prima di oggi, più di due pantere.

 

In seguito tale presenza ha creato ilarità, anche perché il clima era molto tranquillo, e, in effetti, più di uno considerava inutile la loro presenza e, con frasi colorite, in molti si chiedevano se non fosse stato più utile utilizzarli in Abruzzo o altrove anziché tenerli a osservare gente con poca voglia di muoversi, proprio perché l’unico a picchiare era il sole.All’arrivo a Jesce la situazione si presentava surreale per Santeramo, con la strada d’ingresso bloccata da copertoni, dalle barricate di legno improvvisate e da diverse camionette dei carabinieri, le auto parcheggiate in via Matera e traffico leggermente rallentato.

 

Gli operai erano presenti in buon numero e sono entrati in pochi, tra lo stupore di tutti che non capivano il loro egoismo. La loro non condivisione dell’attesa del risultato dell’incontro a Roma, che non hanno accolto neanche l’invito del sindaco a sostenere questa mobilitazione e ai quali erano rivolte frasi del tipo: spero che i primi che metteranno fuori siate voi.Proprio i rappresentanti politici erano assenti, tranne una breve apparizione alla centrale del consigliere regionale di Sinistra e Libertà Michele Ventricelli, e alcuni rappresentanti della sezione santermana del partito di Nichi Vendola.Molti invece gli operai rimasti semplicemente a casa o che comunque non si sono visti davanti ai cancelli. Tra gli assenti molti anche di quegli operai a ore 0, la cui assenza ha suscitato anche la disapprovazione di chi invece aveva scelto di non entrare, rinunciando anche alla giornata di lavoro, proprio in solidarietà, a chi comunque quella giornata di sciopero non risulta proprio perché in cassa integrazione  a zero ore.

 Anche qui è partita qualche frase del tipo “come facciamo a dare solidarietà se loro stessi mancano, magari oggi se ne sono anche andati al mare, e noi qui sotto il sole a non fare nulla e a perdere anche soldi?”, mentre altri operai li hanno difesi dicendo che anche andare alle ciliegie oggi anziché allo sciopero è un modo per arrivare alla fine del mese, soprattutto se si hanno dei figli.

Unico momento di tensione si è avuto al rientro di una Fiat Panda aziendale, cui erano state tagliate le gomme, con l’autista irritato che, dopo essere rientrato e aver cambiato auto, riuscendo e ripassando per il posto di blocco improvvisato dagli scioperanti. Vistosi costretto a scendere per spostare le gomme che ostacolavano il passaggio, in maniera brusca e poco ortodossa ha sollevato e lanciato via una pedana usata come staccionata, a cui erano legate anche le bandiere delle sigle sindacali, creando sconcerto nei presenti e soprattutto nei manifestanti che si sono visti passare la pedana volante a pochi centimetri da loro.

Ilarità invece ha provocato il radio giornale quando, dopo aver annunciato la presenza di scioperi in tutte le fabbriche Natuzzi con un’adesione del 90% dei lavoratori secondo i sindacati, ha poi affermato che gli operai fronteggiavano le forze dell’ordine, poiché non solo non ci sono state diatribe tra le due frazioni ma che spesso al contrario si collaborava bene trovando facilmente soluzioni che mettevano tutti d’accordo.

Stessa situazione alla centrale di Santeramo, dove lo sciopero ha avuto solo due momenti di tensione, dovuti soprattutto a chi non voleva rinunciare a entrare in fabbrica con la propria auto e, in maniera aggressiva, provava a far spostare la gente che presidiava l’ingresso e che lo invitava a parcheggiare fuori e a entrare a piedi.Unica differenza che si è avvertita il maggior numero d’ingressi dei cosiddetti colletti bianchi o impiegati in ufficio che, a differenza dello sciopero precedente, hanno deciso di entrare non senza prima di rimanere diversi minuti sul decidere il da farsi, ed emblematica è stata la frase che ha accolto un gruppetto di persone che, dopo qualche minuto di incertezza, hanno deciso di entrare e, passando avanti agli operai in sciopero, si sono sentiti rivolgere la frase, secondo la quale dopo il montone entrano le pecore. Frase che racchiudeva l’immagine del primo che aveva deciso di entrare subito seguito dalle colleghe che, per l’accostamento, ha prodotto diverse risate.Per il resto e per i giorni a venire si aspettano i risultati dell’incontro che, in caso d’insuccesso, porterebbe ad altri giorni di sciopero.

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