LATITANTE DELLA SCU, CARAMUSCIO INTERROGATO DAL GIP

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Si potrebbe chiudere nelle prossime ore il cerchio sul nome del proprietario dell’abitazione nel centro storico di Cassano in cui domenica mattina è stato arrestato il superlatitante della Sacra Corona Unita, Salvatore Caramuscio.

Secondo le primissime indiscrezioni da parte della Questura di Lecce, si tratterebbe di un soggetto residente a Cassano, i cui contatti con l’ergastolano devono essere ancora ben delineati. E’ ancora da accertare come mai il 41enne di Surbo sia stato trovato senza soldi e armi. Non è da escludere che Caramuscio avesse alle sue dipendenze anche nella zona del barese un personale “cassiere”.

Cataldo Motta, Procuratore Capo della Procura della Repubblica di Lecce, ha lanciato un appello rivolto a tutti quei cittadini, tra commercianti e imprenditori, che sarebbero stati taglieggiati da Caramuscio e dai suoi emissari per presentare denuncia e alzare così il velo sulla cortina di omertà che ricopre ancora episodi estorsivi consumati negli ultimi sei mesi, piccoli e grandi.

Intanto “Scaramao”, come viene chiamato Caramuscio, è stato ascoltato ieri dal gip Maurizio Saso, in merito alla presunta estorsione compiuta con modalità mafiose. Nel novembre scorso vennero arrestati Angelo Corrado, Roberto Nisi, entrambi di Lecce, e Gianluca Negro, di Surbo. Sarebbero stati prezzolati da Caramuscio per rastrellare due tranche di 15mila euro e 30mila euro al vicesindaco e imprenditore Giuseppe Maroccia, denaro che sarebbe servito per continuare nella sua latitanza.

“Scaramao”, assistito dall’avvocato Pantaleo Cannoletta, ha assolto da ogni responsabilità i suoi presunti “compari”. L’ormai ex-superlatitante, ascoltato dal giudice alla presenza del sostituto procuratore Guglielmo Cataldi, ha sbrogliato quelle richieste di denaro come una faccenda personale, nella quale il terzetto, tuttora in carcere, non aveva nulla a che vedere.

Sulla sua latitanza e su come l’avrebbe condotta, Caramuscio ha tenuto la bocca ben sigillata, seppur incalzato dal pm.