Martedì 17 Settembre 2019
   
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SAGRA DELLA FOCACCIA: DAL 1977...

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Era l’estate del 1977 quando un gruppo di giovani aderenti alla Pro Loco di Cassano cominciò quella che ad oggi – dopo diverse vicissitudini e alterne gestioni e fortune – è la più antica tra le sagre non solo del nostro paese ma anche della zona.

Alla 32esima edizione, infatti, la “Sagra della Focaccia” è uno di quegli appuntamenti che se non ci fosse, mancherebbe qualcosa, come lo è stato l’anno scorso quando al posto della focaccia ci furono polemiche e accuse, quando invece dei volontari della Pro Loco e di altre Associazioni cassanesi (Turisticamente, Amici di Tutti, Giovani Fuori dal Comune) c’erano speculatori.

Quest’anno, invece, la focaccia in piazza ci sarà e se non sarà gratuita (ma davvero esistono sagre dove il prodotto è gratuito?) poco ci manca: con 1 euro, infatti, si avrà diritto ad un trancio di focaccia (classica ma anche farcita) e un buon bicchiere di vino delle Cantine Lanzolla e della Cantina Sociale di Cassano.

Merito, dunque, all’Assessore al Turismo Pierpaola Sapienza che ha saputo rifondere fiducia nei panificatori cassanesi, trovando la formula giusta tra commercio e promozione; che ha voluto tornare a valorizzare le enormi capacità, energie e risorse della Pro Loco “La Murgianella”; che ha coinvolto nella manifestazione altre associazioni e volontari, vero punto di forza di questa Cassano che prova a cambiar pagina.

Merito, ovviamente, anche ai quattro panificatori storici di Cassano: Michele Maiullaro, Mauro Di Liddo e suo figlio, i Fratelli Anselmo e il Panificio “Santa Maria degli Angeli”. Su di loro e sulla loro mancata presenza l’anno scorso e gli anni precedenti si è detto di tutto. Una cosa è certa, polemiche a parte: quella della Sagra è una domenica di lavoro, di incassi quasi da rimborso spese, di sacrificio. E, fatti i conti in tasca, davvero stanno dimostrando che se partecipano alla Sagra lo fanno solo per il bene del paese non certo perché guadagnino chissà quali somme.

Certo, la “Sagra” 2009 soffre di una chiara e condivisa cabina di regia ma non si può pretendere più di tanto da chi si è insediato da appena due mesi alla guida del Comune. La vecchia idea della Pro Loco a nostro parere rimane sempre valida: occorre costituire un Comitato (così come accade in altre realtà, vedi Sammichele con la “Sagra della Zampina”) che riunisca rappresentanti del Comune, della Pro Loco, dei panificatori e di chiunque voglia adoperarsi per la riuscita di questa grande festa, anche se slegato da associazioni e commercianti. Solo così, con autonomia gestionale ed economica ed al riparo dalle bizze della politica locale, si potrà dire che la Sagra potrà cominciare a pensare in grande.

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