Giovedì 22 Ottobre 2020
   
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LETTERA DEL VESCOVO CACUCCI AI CASSANESI

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Prende spunto da un passo del Vangelo di Giovanni, “Rimanete nel mio amore”, la Lettera alla comunità parrocchiale “Santa Maria Assunta” in Cassano che l’Arcivescovo di Bari-Bitonto, mons. Francesco Cacucci ha consegnato a conclusione della sua visita pastorale (14-17 maggio 2009).

Il documento è stato letto domenica scorsa in Chiesa Madre dal Vicario Episcopale don Vito Rescina e affidato ai sacerdoti don Nunzio e don Bruno.

La pubblichiamo integralmente, ringraziando per questo il parroco don Nunzio.


Carissimi don Nunzio e don Bruno e carissimi fedeli,
la gioia di Cristo risorto sia la vostra forza e illumini la vostra vita.

1. In ascolto del Signore e dei segni dei tempi
L’evangelista Giovanni adopera ben 14 volte il verbo rimanere, per indicare il legame di amore tra Gesù e i suoi discepoli.
Ci avviamo verso la conclusione del tempo pasquale. “Le Pasque consono tutte eguali – ci diceva Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di S.Egidio, in una conversazione tenuta a Bari lo scorso anno-. Ognuna avviene in un tempo particolare e parla in un modo particolare. La Pasqua non passa invano, non è qualcosa che automaticamente va e torna: avviene in un mondo, in un contesto, nella vita di un uomo” e – aggiungerei – in una comunità.
Quest’anno Gesù vuole rimanere con voi dandovi un segno della sua predilezione attraverso la visita pastorale del Vescovo. E’ Gesù che vi visita e vi dice che il frutto della Pasqua è nel vivere il comandamento dell’amore.

2. Considerazioni sulla vita della comunità
Quante volte il comandamento dell’amore è ritornato in questi giorni!
Soprattutto è risuonato durante la visita ai ragazzi dell’asilo e della scuola elementare, dove ho ricevuto una calorosa accoglienza e ho colto l’impegno di tutti per una sensibilizzazione sempre nuova verso i “meno fortunati” del territorio.
L’ho vissuto incontrando gli ammalati, gli ospiti della casa di riposo “Santa Maria Assunta”, la comunità dei Sordi.
Una catena di volontari si arricchisce sempre più, anche in collaborazione con i servizi sociali comunali.
Il culmine l’ho vissuto nella celebrazione del sacramento della Riconciliazione dei bambini della Prima Comunione con i loro genitori e catechisti e nella festa dei piccoli presso l’oratorio parrocchiale, dove essi hanno detto che amare come ha amato Gesù non sembra una “missione impossibile”. In realtà proprio l’immagine della vite e dei tralci ci propone una sorta di “identificazione” tra noi e Gesù, tra la sua e la nostra volontà, tra il suo e il nostro amore.
La carità è una virtù teologica, cioè viene da Dio stesso. Ci viene donata nel Battesimo e cresce con la partecipazione ai sacramenti, all’Eucarestia soprattutto.
Ecco perché nella IV domenica di Pasqua, memoria di risurrezione, ho vissuto con profonda e intima gioia l’eucaristia con i fanciulli, i loro genitori e catechisti e, soprattutto, ho celebrato la Messa delle Prime Comunioni di 45 fanciulli.
Ciò rappresenta il culmine e la fonte anche della vita pastorale e spero che rimanga nella memoria dei fanciulli e della comunità parrocchiale.
Amiamo ricordare e venerare la nostra Beata Elia di San Clemente (prima beata nata nella nostra Diocesi) col titolo di Piccola Ostia. Auguro ai nostri piccoli di essere anch’essi delle piccole ostie che si fanno “mangiare” dall’Amore e lo diffondono.
Non dimentichiamo che la partecipazione alla Messa domenicale da parte di questi piccoli richiede l’impegno soprattutto dei genitori, secondo le indicazioni pastorali diocesane che saranno sottolineate nel prossimo anno pastorale.
La storia della Caritas Parrocchiale, con i Fratres donatori di sangue, sono ulteriore segno del cammino di amore eucaristico.
La vostra Parrocchia conserva una ricchezza di radici cristiane che si intrecciano con la vita associativa.
Il movimento Apostolato della Preghiera, ancor fiorente e vivo, con un’attenzione alla devozione al Sacro Cuore che ha lasciato segni visibili anche nel contesto ambientale (intitolazione del rione Sacro cuore) e con una cura particolare verso gli ammalati, risale al 1895. L’Azione Cattolica (per la quale auspico una decisa ripresa) fu istituita a Cassano nel 1926.
Le stesse Confraternite sono numerose ed hanno storie diverse. Le numerose ed antiche chiese del Centro storico ne fanno fede.
Nel tempo e con diverse finalità, le associazioni e i gruppi si sono moltiplicati.

3. Indicazioni pastorali
Per questo è degna di rilievo la scelta operata da don Nunzio e don Bruno di privilegiare la catechesi comunitaria, che mi auguro possa diventare stabilmente settimanale. Corrisponde all’indicazione pastorale da me offerta a tutta la diocesi.
Auspico pertanto che il progetto pastorale sulla Mistagogia sia ancora più sistematicamente approfondito. D’altronde l’esigenza di un cammino sinergico e comunionale è da tutti avvertito.
Il clima comunitario è buono, incoraggiante, fiducioso nel futuro. Sono certo che vi affiderete sempre con maggiore disponibilità alla guida del parroco e del vice-parroco che apprezzate e che si spendono con zelo esemplare per voi.
La presenza delle Suore Apostole del sacro Cuore (Casa di riposo e Asilo) e delle Suore di Santa Teresina è preziosa.
La corresponsabilità cresce sempre più con la ripresa del Consiglio Pastorale Parrocchiale e col Consiglio Parrocchiale per gli Affari Economici. Sono certo che le migliori tradizioni del passato si rinnoverrano e si accresceranno.
Conosco bene lo sviluppo della vostra comunità cittadina. In quasi quarant’anni la popolazione si è raddoppiata. Alla vocazione agricola si è aggiunta quella turistica. L’intreccio tra la vita civile e quella ecclesiale è stato intensissimo.
Il ruolo dei sacerdoti è stato determinante. Vorrei che la loro grata memoria non si disperdesse mai.
Naturalmente, come in ogni impegno ecclesiale che si incarna nella storia, non sono mancate talvolta tensioni ed incomprensioni reciproche. I doni sviluppati sono però di gran lunga superiori per qualità e numero.
E’ questo il kairòs, il tempo opportuno e favorevole per camminare verso una unità pastorale più convinta ed una comunione più piena.
E’ raro incontrare realtà così ricche di strutture e di carismi.
L’istituzione della parrochhia S.Maria delle Grazie ha anticipato un’esigenza oggi ineludibile, dato lo sviluppo demografico ed edilizio. Che dire del Santuario S.Maria degli Angeli, curato dagli Agostiniani, dell’Oasi S. Maria, con mons. Colucci e le Suore, riferimento prezioso non solo per la Diocesi?
Dopo la visita pastorale alla parrocchia S. Maria delle Grazie, desidero incontrare le due comunità parrocchiali per un cammino pastorale comune più deciso. Non si può concepire una pastorale a compartimenti stagni, né le singole parrocchie sono autosufficienti nell’affrontare le diverse problematiche. L’aveva auspicato il mio venerato predecessore Mons. Mariano Magrassi durante la precedente visita pastorale del 1991. Alcuni problemi sono comuni come comuni devono essere le prospettive.
Il tessuto cittadino si è arricchito non solo delle nuove presenze che provengono da Bari e dai paesi vicini, ma anche di un tasso di immigrati superiore alla media dei nostri paesi.
Si aggiunga che lo stesso numero di immigrati ortodossi, buddisti e altro non è irrilevante.
Un riferimento particolare vorrei fare al mondo giovanile. Ho vissuto alcuni momenti gioiosi con i gruppi presenti. Sono certo che cresceranno sotto la saggia guida dei sacerdoti.
Un ruolo sempre più incisivo acquisteranno le strutture dell’oratorio parrocchiale e quelle sportive, secondo i criteri che voi stessi potrete individuare.
Le strutture pastorali non mancano, ma in modo graduale necessitano di una cura rinnovata.
Il restauro del campanile della Chiesa parrocchiale ha rappresentato un bel traguardo, a cui si aggiungeranno, come prioritarie, la revisione dell’impianto elettrico e il consolidamento degli ambienti sottostanti al sagrato.
Il respiro diocesano che affonda nelle tradizioni più vive di questa parrocchia, sono certo che si approfondirà sempre più.

4. Con lo sguardo rivolto al futuro
Siete una comunità viva e desiderosa di camminare nell’Amore del Signore e dei fratelli.
Vi accompagno col mio affetto e la mia benedizione.

Francesco Cacucci
Arcivescovo di Bari-Bitonto

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