"Comitato NO SCORIE": stasera Assemblea Pubblica on-line

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Dopo un’attesa durata circa 6 anni, il 5 gennaio scorso la SOGIN s.p.a. ha pubblicato la Carta Nazionale delle Aree Potenzialmente Idonee (in sigla CNAPI) dove collocare un deposito unico di scorie nucleari; una costruzione in cemento armato di ben 110 ettari, alto oltre 20 metri e profondo oltre 10 metri.

Una discarica nucleare in cui saranno depositati
17.092 metri cubi di rifiuti radioattivi per migliaia di anni,
36.927 metri cubi di rifiuti radioattivi per centinaia anni ed infine
37.727 metri cubi di quelli radioattivi per decine di anni (di questi solo una piccolissima parte sono prodotti dall’attività medica).

Una soluzione che comunque non sarà definitiva! Il deposito è progettato per durare circa 100 anni. Dopo questo periodo di tempo la SOGIN immagina (con tanta fantasia) di depositare queste scorie nel sottosuolo a profondità degne di un romanzo di Jules Verne.

Tra le 67 aree individuate, ben 17 si trovano tra la Puglia e la Basilicata, principalmente nei comuni di Genzano di Lucania, Oppido Lucano, Irsina, Gravina in Puglia, Altamura, Matera, Laterza, oltre che Bernalda e Montalbano Jonico.

Già nel 2003 la SOGIN tentò di avviare (unico paese al mondo) lo “smantellamento accellerato” delle quattro centrali nucleari italiane e la costruzione di un deposito unico di scorie nucleari a Scanzano Jonico, la risposta delle comunità lucane e pugliesi fu così forte da costringere il governo e la SOGIN a fare marcia indietro.

Da allora non sono mancate altre connessioni tra queste due comunità, seppure principalmente dovute alle minacce ambientali e alle bombe ecologiche che le interessano: dalle trivellazioni petrolifere all’inquinamento delle acque (superficiali e sotterranee), all’ex ILVA, alle servitù militari.

Adesso, come accaduto negli anni passati, è il momento di rafforzare queste connessioni e di estenderle a tutti i territori e le comunità potenziali destinatari della discarica nucleare.

Il nostro obiettivo è fermare la scelta scellerata di realizzare un unico deposito che raccolga ogni genere di scorie radioattive, senza alcuna distinzione tra esse, e ciò si intende fare in uno dei pochi Stati che dal 1987 ha fermato un’energia così rischiosa e la cui distruttività dura migliaia di anni.

Siamo consapevoli della necessità di mettere in sicurezza le scorie nucleari dei circa 20 depositi temporanei di materiale radioattivi conservati in uno stato ‘precario’ presenti sul territorio nazionale (di cui l’80% dislocati nelle regioni settentrionali), ma siamo altrettanto convinti che il deposito unico non sia la giusta soluzione e che la decisione non può essere presa senza aver valutato tutte le opzioni possibili e affrontando la questione con tutti gli Stati dell’Unione Europea.

Allo stesso tempo riteniamo necessario continuare ad informare correttamente e a rendere trasparente un procedimento che sinora è rimasto totalmente oscuro e racchiuso in una ristretta cerchia di sedicenti esperti la cui società che si regge grazie esclusivamente grazie al contributo di tutte le famiglie italiane attraverso la voce ingannevole di “oneri di sistema” incluso nelle bollette elettriche.

La posta in gioco è molto alta, perciò occorre vagliare attentamente le ipotesi della SOGIN attraverso uno studio tecnico scientifico in grado di quantificare l’impatto che la presenza del deposito di scorie nucleari avrebbe sulle molteplici forme di investimento messe in atto dalle nostre comunità in direzione della sostenibilità economica e ambientale e, soprattutto, della ricaduta sui delicati equilibri degli ecosistemi fisici e biologici delle aree interessate.

Lungi da noi la volontà di affermare una sorta di “egoismo territoriale” per cui sarebbe preferibile comunque costruire altrove il deposito in questione…, bensì occorre, al di là dei confini geografici, favorire un confronto più ampio possibile al fine di pervenire ad elaborare proposte sensate e assumere collettivamente impegni e responsabilità. Tutto questo perché, comunque finirà questa vicenda, la costruzione del deposito unico rappresenterà una “eredità senza testimoni”, in quanto forse nessuno dei contemporanei più adulti vedrà mai l’opera completata. La nostra responsabilità è per questo ancora più grande nei confronti dei giovani e delle generazioni che verranno…

Per raggiungere questi obiettivi si è costituito il Comitato NO SCORIE PUGLIA E BASILICATA a cui hanno già aderito diverse Istituzioni, associazioni e cittadini che si sono autoconvocati in un’Assemblea pubblica per il prossimo 23 gennaio 2021 (ore 18.00) da tenersi in modalità telematica a causa delle restrizioni anti-COVID.

L’Assemblea si terrà su piattaforma Zoom sabato 23 gennaio 2021 - ore 18.00.

 

L’assemblea potrà essere seguita in Livestreaming attraverso i canali YouTube e Facebook di Altramurgia
YouTube/Altramurgia
Facebook/Altramurgia

 

 

Hanno già aderito al Comitato
NO SCORIE PUGLIA E BASILICATA

CAM – Comitati Alta Murgia (Altamura, Corato, Bitonto, Santeramo, Ruvo, Spinazzola, Minervino Murge..)
Centro Studi Torre di Nebbia
Associazione culturale Le Tracce di Altamura
La Mancha di Ruvo
Associazione culturale “CollettivaMente” – Bari
Ciclomurgia
Associazione culturale “CollettivaMente” - Corato
Associazione Campo 65 - Altamura
Rimettiamo in moto la città Corato
Aps I Portulani
Distretto Agroecologico delle Murge e del Bradano
Fare verde - Bitonto
Comitato EcoNostro di Toritto
Movimento NO scorie Basilicata
Arci - Bari
Abracadanze - Corato
ANPI -Bari, Bitonto e Corato
Comitato Parco Terra delle Gravine
Muzic Plus
Comitato Beni Comuni - Terlizzi
Confederazione Cobas Puglia
Circolo delle Formiche - Altamura
Cobas Scuola - Bari
Coordinamento Provinciale per il Parco delle Gravine
Comitato NO Scorie - Laterza
WWF Trulli e Gravine
Associazione Giustizia per Taranto
LIPU
Terre del Mediterraneo