Povero Liceo (e povero prof. Crapis)...

WhatsApp Image 2020-08-31 at 18.11.04

Esaltati quando il successo era limpido per tutti, mettendo il cappello su un risultato che certo non appariva scontato. Abbandonati ora che le circostanze non  girano più a proprio favore, forse - chissà - per segreti patti, anche elettorali, viste le ormai imminenti Elezioni regionali.

Alla fine il Liceo di Cassano e il suo ormai ex Dirigente Claudio Crapis hanno dovuto soccombere alla sempiterna legge di certa politica: attribuire a se stessi i meriti, incolpare gli altri per gli insuccessi.

Succede così che appena un anno fa Amministrazione Comunale cassanese, il Partito Democratico, il movimento di Pisicchio "Iniziativa Democratica" e perfino l'immarcescibile on. Nunzio Angiola esultavano per la nomina del profl Crapis a "reggente" del Liceo cassanese, teso a conquistare l'ambita quota delle 600 iscrizioni per far sì che il "Leonardo da Vinci" non perdesse l'autonomia per essere magari accorpato a qualche Istituto di Acquaviva delle Fonti che da tempo gioca con Cassano come il gatto fa col topo.

Toni trionfalistici, esaltazioni, Crapis di qua, Crapis di là, il "nostro" Liceo è salvo e bla bla bla.

Dalla notizia data in anteprima ieri da questo giornale sulla mancata riconferma di Crapis alla "reggenza" dell'Istututo cassanese sono trascorse più di 24 ore: avete letto di qualche presa di posizione da parte di politici e pubblici amministratori? Avete letto qualche nota di protesta da parte di partiti politici? 

Già perchè molti non lo sanno ma in quest'anno la scuola cassanese non è certo stata con le mani in mano: parliamo di 111 iscritti che con un lavoro costante e indefesso Crapis, gli insegnanti e tutto il personale del Liceo sono andati a conquistarsi sul territorio con incontri, contatti con le scuole, dialogo con  le famiglie, interazione con altri Istituti, iniziative. Un lavoro certosiNo che l'emergenza sanitaria legata al Covid-19 ha rallentato ma mai bloccato.

Il risultato?

Un I.I.S.S. "Leonardo da Vinci" che rialzava la testa, un corpo docente finalmente rimotivato, una guida sicura che indicava un obiettivo seguendo una strategia chiara.

Tutto questo da fastidio a chi da anni lavora per minare e distruggere l'autonomia del Liceo, uno degli ultimissimi avamposti del prestigio e della cultura del nostro territorio. E il bello è che ci sta riuscendo, chiunque esso sia. Con l'avvallo di una politica cieca e sorda dinanzi alle difficoltà e prodiga di complimenti quando si è sul carro del vincitore.