La triste estate cassanese post Covid-19

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L’estate “post Covid” cassanese è peggio di quanto anche negli incubi più bui si potesse mai immaginare.

Cui fa da contraltare – e per fortuna, in particolare per i più giovani – una effervescenza di imprenditori locali pronti a investire sulla costruzione di luoghi dove musica, divertimento, amicizia, buon cibo e qualche drink fanno trascorrere queste serate estive che alternano i bollori di luglio al vento di maestrale.

In piena pandemia i diversi gruppi social cassanesi nonché le bacheche di tanti cittadini traboccavano di buone intenzioni, idee e propositi per l’estate: sembrava che si dovesse assistere davvero ad un “rinascimento” di occasioni per stare insieme fare spettacolo, cultura, aggregazione.

Ma come nei sogni, la realtà si è svelata per quello che spesso è: una fregatura!

Se cittadine a noi vicine come Acquaviva, Turi, Sammichele e tante altre hanno sviluppato programmi e  cartelloni pieni zeppi di manifestazioni, nel rispetto delle misure di prevenzione per l’emergenza sanitaria, Cassano ancora una volta brilla sì ma per la sua assenza.

Ad una cronica assenza dell’Amministrazione Comunale, incapace di programmare un pur minimo abbozzo di manifestazioni estive si è aggiunta quella della Consulta delle Associazioni, ormai evanescente come la nebbia, con un Presidente ed un Direttivo completamente disinteressati a quel che succede in paese e fra i propri iscritti. Eppure parliamo di un patrimonio, l’unico probabilmente dal punto di vista sociale, che può contare su una cinquantina di soggetti che anche nel recente passato hanno dimostrato di saper operare assieme per il paese e la sua comunità, quando interpellati e coinvolti.

La Pro Loco, a tratti bistrattata come negli anni dell’Amministrazione Gentile, ha rinviato ogni iniziativa all’autunno: la Sagra della Focaccia (sarebbe stata la 43° edizione) non si farà.

Per fortuna ci è rimasta – anche se molto rimaneggiata – la Festa Patronale dei primi giorni di agosto.

Per il resto, musica, poesia, intrattenimento, cinema, teatro, gastronomia: tutto annullato.

Con la scusa del Covid-19.

Una scusa, lo ripetiamo.

Perché non si comprende come altri paesi che pure come noi la pandemia l’hanno subita, abbiano organizzato tanti appuntamenti e ne stiano programmando altri per agosto mentre qui a Cassano tutto tace.

Per fortuna, lo dicevamo, giovani imprenditori dell’intrattenimento si sono rimboccate le maniche e si sono dati da fare, scommettendo sulla voglia dei ragazzi (ma non solo, viste le tante presenze alle serate provenienti da fuori paese) di divertirsi, restando a Cassano e operando una intelligente operazione di coinvolgimento di maestranze e talenti locali, dai barman ai camerieri ai dj agli animatori.

Senza nulla togliere agli altri, le novità di quest’estate 2020 a Cassano non sono poche.

La rinata e bellissima “Dimora Sovrana”, che offre panorami mozzafiato dalla Murgia ed è diventato luogo di aggregazione per tanti giovani.

Lo swimming-pool di “Ciriè” e le sue affascinanti feste a bordo piscina. O la spettacolare “Villa Gentile Resort” che promette grandi cose.

A brevissimo, poi, in Piazza Moro aprirà un wine-bar per serate rilassanti nel “salotto del paese”, anche questo gestito da una giovanissima coppia di cassanesi così come il rinnovato “Reve” che offre particolari attenzioni a chi si sofferma nei suoi spazi, in piazza Rossani.

Insomma, un mondo di privati che si muove e che investe ma che ovviamente per essere frequentato necessita di soldi.

In fondo le vecchie “Estate Cassanesi” avevano anche uno scopo “sociale”: offrire svago e divertimento a chi – per i più diversi motivi – in vacanza non ci andava e restando in paese poteva godere un po’ di fresco la sera, in piazza, trascorrendo qualche ora ascoltando un po’ di musica o un lavoro teatrale.

Era l’occasione per uscire e frequentare quei luoghi reali, concreti e non solo virtuali, dove l’ignoranza viene sfoggiata come una Laurea, la assoluta non conoscenza di storie e vicende cassanesi vissuta come un vanto e l’invettiva contro chi prova a fare qualcosa come unica misura del proprio essere a questo mondo.

In fondo, è vero che dal Municipio l’encefalogramma appare sempre più piatto ma pure la società civile non sta messa proprio bene, qui a Cassano!

 

Nella foto una delle torrette superstiti dell'ex "campo dei missili", su via Adelfia. Dove la Nato aveva sviluppato il Programma "Jupiter": missili puntati contro i Paesi del "Patto di Varsavia" operativi ma mai (per fortuna) lanciati.