Introvabili a Cassano le mascherine a 0,50 cent

mascherina-chirurgica-ridotta

Annunciate dal Presidente Giuseppe Conte nell'ormai famosa diretta tv del 26 aprile scorso, le mascherine chirurgiche a prezzo calmierato (0.50 centesimi l'una oltre iva e dunque a 0,61 centesimi) da noi sono praticamente introvabili, nonostante siano diventate obbligatorie dopo l'ltimo DPCM in tutti i luoghi al chiuso e anche all'aperto qualora non fosse possibile rispettare la distanza minima di sicurezza.

A Cassano solo una farmacia, stamattina, ne ha ricevuto un pacco da 50 pezzi "e sono andate via in 10 minuti" ci ha detto la titolare, che ha provveduto a spacchettarle in buste da 10 pezzi e venderle al prezzo imposto mentre sono introvabili nelle altre due farmacie.

Abbiamo chiesto il perchè alla dott.sa Rosa Martina Giorgio, fiduciaria per Cassano delle Murge dell'Ordine Provinciale dei Farmacisti e componente di Federfarma.

"Noi non le abbiamo viste - spiega la Giorgio - e a questo punto non so se arriveranno mai!".

Eppure non più tardi di ieri sera, in una nota trasmissione televisiva, Domenico Arcuri, Commissario straordinario per l'attuazione e il coordinamento delle misure occorrenti per il contenimento e contrasto dell'emergenza epidemiologica COVID-19, ha annunciato l'ennesimo arrivo in tutte le farmacie e parafarmacie italiane delle mascherine a prezzo imposto.

Si spera, dunque, nei prossimi arrivi dato che imprese estere e italiane - perfino locali - ne stanno producendo a profusione ma evidentemente (seguendo la logica del mercato e dunque della domanda/offerta più alta) prendono altre strade e circuiti più convenienti per i produttori.

Certo la storia delle mascherine anti-Covid è davvero strana e la stessa dott.Giorgio ci ha raccontato tanti di quegli aneddoti da scriverci un fotoromanzo. Sì, proprio quelli illustrati...

Come, giusto un esempio, multe e sequestri a carico di tante farmacie italiane da parte dei Carabinieri del Nucleo Anti Sofisticazioni per aver venduto mascherine che solo in apparenza sembravano "a norma" ma che non lo erano, magari provenienti da paesi asiatici e senza le adeguate certificazioni.

Domanda: ma è il venditore finale (la farmacia, cioè) che deve accertarsi che le stesse siano a norma (e con quali competenze e strumenti?) o chi sdogana e immette sul mercato quei prodotti, una volta arrivati in Italia? Non è forse alle dogane che si dovrebbe accertare la conformità di quel che si importa?

Una delle tante stranezze di questa pandemia.

 

p.s.: non per fare pubblicità ma per pubblica utilità, segnaliamo che domani 6 maggio presso "La Sanitaria" (piazza Garibaldi n.19) è previsto l'arrivo di un carico di 3mila mascherine chirurgiche che saranno vendute al prezzo di 1,00 l'una.