Venerdì 30 Ottobre 2020
   
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Così la Puglia sta sconfiggendo il coronavirus

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Più pazienti guariti, più tamponi effettuati dunque più casi isolati e meno ricoveri in ospedale, soprattutto in terapia intensiva.

Così la Puglia sta sconfiggendo l’epidemia da coronavirus.

Una strada ancora lunga ma che fa intravedere chiaramente una luce in fondo al tunnel.

Esperti come il Fisico Alessandro Vespignani, direttore del Network Science Institute della Northeastern University di Boston, spiegano che non ci si può concentrare sui dati giornalieri (contagiati, decessi, ecc.) se si vuole capire l’andamento della malattia e se la si sta sconfiggendo oppure no oppure si è in fase di stallo (l’ormai famoso plateau ) ma occorre ragionare in termine di sette-otto giorni per capire l’andamento.

Sulla base, dunque, del Bollettino Epidemiologico Regionale che la Puglia redige ogni giorno, sulla base dei dati provenienti dei Dipartimenti Prevenzione di tutte le Asl regionali, abbiamo estrapolato tre dati: i pazienti guariti, quelli ricoverati e quelli in isolamento in un arco temporale che vad dal 31 marzo a ieri, 8 aprile.

 

 

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Le curve dell’andamento mostrano dei chiari progressi, come si vede dai grafici elaborati dalla nostra redazione.

Al 31 marzo scorso, appena nove giorni fa, i pazienti guariti in tutta la Puglia erano 39: a ieri il numero è salito a 177 ovvero di quattro volte e mezzo.

 

 

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Per contro le persone ricoverate sono aumentate nella prima fase del periodo considerato  ma in netto calo nella seconda (e con un lieve incremento nella giornata dell’8 marzo) per cui ci sono più posti letto a disposizione negli ospedali pugliesi e meno pressione sulle terapie intensive.

 

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Più tamponi, infine, significa più ricognizione rispetto agli affetti da coronavirus ma asintomatici : pazienti in isolamento che crescono in maniera costante e che contribuiscono a creare meno contagi e far abbassare quel rapporto R-1 ovvero una persona che contagia solo 1 paziente o anche meno, qualora dovesse entrare in contatto, rapporto che – ricorda il Ministro della Salute Roberto Speranza – solo tre settimane fa era R4.

 

 

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Ottimismo, dunque, ma senza cullarsi troppo: l’epidemia, come dimostrano i casi dei contagi di ritorno in Corea del Sud o Giappone, non la si sconfigge dall’oggi al domani e dunque è importante continuare a mantenere le misure igieniche (lavaggio delle mani, ecc.), il distanziamento dalle altre persone e l’attenzione a non frequentare luoghi affollati né contribuire a crearne.

 

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