Martedì 26 Maggio 2020
   
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Spesa: con o senza mezzi di protezione?

guanti mascherina-2-2

 

Sono pochi per adesso: si contano sulle dita di una mano  gli esercizi commerciali di Cassano delle Murge che chiedono ai propri clienti di indossare guanti e mascherina per fare acquisti all’interno del proprio negozio, con l’emergenza della pandemia.

Altrimenti non si entra e si viene serviti all’ingresso.

Ci siamo chiesti, dunque: possono farlo? Può un esercizio commerciale impedire l’ingresso ad un potenziale cliente che non indossa guanti e mascherina?

Partiamo da che cos’è un negozio per la legge italiana ovvero un “luogo aperto al pubblico” che nei limiti della legge gestisce una attività del tutto privata. Una qualunque attività commerciale è sottoposta, cioè, a dei vincoli: i giorni e gli orari di apertura e chiusura, ad esempio; o il periodo di “saldi”, normati dalla legge e via di seguito.

Seppure privato, dunque, un imprenditore del commercio deve sottostare ad alcuni vincoli ma per il resto nel suo negozio, tutto sommato, fa quel che vuole.

Né i Decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri, né le Ordinanze della Regione Puglia o quelle della Sindaca Maria Pia Di Medio per quanto riguarda Cassano delle Murge dicono qualcosa in merito all’utilizzo di mezzi di protezione all’interno dei negozi da parte del clienti.

Ciò vorrebbe dire che il negoziante decide da solo se far utilizzare ai propri clienti guanti e mascherine, dato che le attuali norme non impongono né limitano?

Abbiamo chiesto all’avv.ta Raffaella Casamassima un parere in merito e i legale così spiega la questione: “Il DPCM dell’11 marzo, al comma 1 riporta: “Sono sospese le attività commerciali al dettaglio fatta eccezione per le attività di vendita di generi alimentari e di prima necessità (ipermercati, supermercati, discount di alimentari..) sia nell’ambito degli esercizi commerciali di vicinato, sia nell’ambito della media e grande distribuzione, anche ricompresi nei centri commerciali, purché sia consentito l’accesso alle sole predette attività...”.

Tale provvedimento è strettamente correlato al Dpcm 8 marzo, esteso a tutta l’Italia con il Dpcm del 9 marzo. l’articolo 1 comma 1 lettera o recita : “Sono consentite le attività commerciali diverse da quelle di cui alla lettera precedente (attività di ristorazione e bar..) a condizioni che il gestore garantisca un accesso ai predetti luoghi con modalità contingentate o comunque idonee a evitare assembramenti di persone, tenuto conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei locali aperti al pubblico e tali da garantire ai frequentatori la possibilità di rispettare la distanza di almeno un metro di cui all’allegato 1 lettera d), tra i visitatori, con sanzione della sospensione dell’attività in caso di violazione. In presenza di condizioni strutturali o organizzative che non consentano il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di un metro, le richiamate strutture dovranno essere chiuse”.

“Ricapitolando – spiega la legale - i clienti devono rispettare il metro di distanza quindi non sono tenuti ad indossare mascherine o guanti”.

Che aggiunge: “Il Dpcm 11 marzo articolo 1 comma 7 lettera d, riguarda le attività produttive e professionali a cui viene raccomandato di “assumere protocolli di sicurezza anti-contagio e, laddove non fosse disponibile rispettare la distanza interpersonale di un metro come principale misura di contenimento, con adozione di strumenti di protezione individuale“. Quindi un provvedimento che, nella fattispecie, riguarda solo il personale dipendente dell’esercizio commerciale”, conclude l’avv.ta Raffaella Casamassima.

C’è chi ha fatto rilevare come nei giorni scorsi la Polizia Municipale di Bari abbia obbligato – stando ad un articolo del quotidiano "Repubblica Bari" – i clienti di alcuni negozi ad utilizzare la mascherina ma leggendo bene l’articolo si comprende come ci si trovi nel caso descritto prima dall’avv.ta Casamassima ovvero quei clienti erano in un negozio molto affollato, dove c’era calca (e che dunque sulla base del DPCM prima citato rischiava addirittura la chiusura!): da qui l’intervento della Polizia nei confronti dei clienti.

Qualcuno dirà: ma cosa costa al cliente indossarli? Meglio prevenire….no?

Sgombrando il campo da considerazioni etico-morali sulla libertà personale, restiamo sul concreto, affidandoci a quanti spiega una Associazione, “AltroConsumo” che vanta una lunga tradizione nel testare sul campo prodotti e servizi, dunque anche le mascherine antivirali.

Premettiamo anche qui un fatto fondamentale. Secondo gli esperti dell’Organizzazione Mondiale della Sanità il Coronavirus viene trasmesso da uomo a uomo attraverso gocce provenienti da tosse e starnuti e dal contatto ravvicinato (meno di un metro) con chi presenta i sintomi. Indossare una mascherina nel modo corretto - spiega l'Oms - può aiutare a prevenire la trasmissione mani-bocca. Le maschere sono in grado, dunque, di ridurre il rischio di contrarre l'infezione attraverso gli schizzi di saliva rilasciati da tosse e starnuti, se accompagnate dalle corrette pratiche igieniche. In realtà la maggior parte delle maschere che si trovano in farmacie o nei negozi non è aderente sui lati e lascia spiragli scoperti. Inoltre queste protezioni sono spesso prive di filtri per l'aria e non coprono un’altra potenziale via di trasmissione del virus: gli occhi. Bisogna inoltre ricordarsi di non toccare il volto con le mani e di non togliere la maschera per rispondere al telefono, ad esempio.

Ma vediamo cosa dice “AltroConsumo” in merito.

L’Organizzazione mondiale della sanità raccomanda di indossare una mascherina solo se si sospetta di aver contratto il coronavirus, e in presenza di sintomi quali tosse o starnuti. Molti medici e alcune autorità come la Regione Lombardia, invece, raccomandano di indossarle a prescindere, e le inseriscono nella profilassi raccomandata per la prevenzione del contagio. Come stanno le cose? Facciamo chiarezza.

Cosa dice la scienza.

Per prima cosa va chiarito bene il contesto in cui ha senso oppure non ha senso utilizzare una mascherina (dopo parleremo anche delle diverse mascherine e della loro diversa efficacia). La mascherina, insieme alle altre misure di protezione, deve essere utilizzata esclusivamente in contesti in cui c’è un’elevata circolazione del virus, in cui si presume che molti di noi siano infetti. Le mascherine non a caso nascono come dispositivo di protezione individuale in contesto sanitario, dove sono utili quando indossate dai pazienti portatori di un infezione e dagli operatori che si occupano delle loro cure. In questo caso, infatti, non si possono mantenere le distanze necessarie tra chi è infetto e chi non lo è: il medico e l’operatore devono occuparsi del malato, starci a stretto contatto, avvicinarsi alla sua bocca per poterlo visitare o per altre procedure. Tutte operazioni in cui il rischio che le goccioline di saliva cariche di virus possano arrivare alle vie respiratorie del curante è molto elevato. La mascherina fa quindi da barriera fisica tra il paziente e il medico/infermiere. Quindi le maschere sono cruciali per gli operatori sanitari e di assistenza sociale che si prendono cura dei pazienti.

Allargando il discorso alla popolazione generale, il loro utilizzo viene quindi sempre consigliato a chi si prende cura di un malato infetto, anche in un contesto familiare. Il motivo di questa indicazione è il medesimo di quello del contesto sanitario.

Se è probabile che tu sia in stretto contatto con una persona malata, una maschera riduce la possibilità che la malattia venga trasmessa. Allo stesso modo, per evitare il più possibile la trasmissione del virus attraverso tosse o starnuti e in generale attraverso le goccioline di saliva infette, chi ha i sintomi del coronavirus o ha una diagnosi di Covid-19, deve indossare una maschera per proteggere gli altri. In questo caso, idealmente, sia il malato sia chi se ne prende cura dovrebbero indossare una maschera.

Invecein un contesto di bassa circolazione del virus, l’uso di mascherine da parte della popolazione sana non è indicata. Cosa significa questo? Quali sono i contesti che posso considerare “sicuri”? La mascherina probabilmente farà ben poca differenza quando si cammina all’aperto e si è da soli. In questo caso, dunque, non ha senso portarla. Lo stesso si può dire in tutti i casi in cui la distanza tra le persone è tale da garantire una ragionevole sicurezza. Per esempio, è inutile se si entra in un negozio vuoto e si mantiene la distanza di almeno un metro tra noi e chi ci sta servendo, così come se si entra in un autobus non affollato. Questo perché il virus non sta “sospeso” nell’aria: la principale via di trasmissione sono le goccioline di saliva infette che entrano direttamente in contatto con le nostre vie respiratorie.

In altre situazioni di vita quotidiana, invece, dove ci possono essere molte persone malate (magari inconsapevolmente) e non si riesce a mantenere la giusta distanza, una mascherina, del tipo giusto e se indossata correttamente, può essere utile, come lo è nel contesto sanitario o casalingo se ci si prende cura di un malato. Per esempio, se abiti in una zona con un forte contagio e sei al supermercato a fare la spesa in mezzo a molte altre persone e non riesci a mantenere la distanza di un metro, magari perché ci sono diverse persone davanti allo stesso scaffale, o sali su un autobus un po’ troppo affollato, allora può avere senso indossarne una. Situazioni, però, che dovrebbero essere evitate a prescindere.

Attenzione, però: è bene ricordare che un buon livello di protezione si ha solo quando si adottano l’insieme delle misure, uscendo solo se indispensabile, mantenendo la distanza di almeno un metro tra le persone e mantenendo una buona e costante igiene delle mani.

Attenzione a come la si usa per non rischiare di fare peggio.

Se si decide di usare una mascherina è bene sapere che non tutte proteggono allo stesso modo; che bisogna indossarla e smaltirla nel modo corretto per non rischiare di fare peggio; che non bisogna per questo tralasciare la regola aurea della distanza tra le persone: «Le mascherine non possono proteggere dal nuovo coronavirus, quando sono usate da sole», ha fatto sapere  l’Organizzazione mondiale della sanità.

Purtroppo indossarne una in un contesto dove magari non è strettamente necessaria può dare un falso senso di rassicurazione e far abbassare la guardia sulle altre misure. Averla addosso ci può portare inconsciamente ad avvicinarci troppo agli altri, cosa comunque da non fare.

Infine, se non viene indossata e usata correttamente, la mascherina può essere a sua volta essere un veicolo di trasmissione del virus, in particolare se ci si continua a toccare il volto con le mani per sistemarla o la si riutilizza più volte.

I diversi tipi di mascherine.

Veniamo all’ultimo capitolo, quello dell’efficacia. Non tutte le mascherine, infatti proteggono allo stesso modo. Ci sono diversi tipi di mascherine, che garantiscono vari gradi di protezione.

Le semplici mascherine utilizzate in alcuni settori a scopo igienico, come nell’industria alimentare o nella ristorazione, non sono pensate per proteggere le vie respiratorie di chi le indossa. Non c’è quindi garanzia di protezione da infezioni.

Le mascherine chirurgiche invece sono dispositivi di protezione individuale pensati proprio per ridurre i rischi di infezione tra i sanitari. Ce ne sono di diversi tipi, con grado crescente di protezione a seconda del numero di strati filtranti. Sono utili perché proteggono da schizzi e secrezioni grossolane, ma non è detto proteggano dall’aerosol infetto di una persona contagiata. Devono poi essere sostituite dopo qualche ora perché inumidendosi diventano meno efficaci.

Infine, ci sono poi delle maschere dotate di filtri, chiamate respiratori con filtranti facciali, e sono l’unico dispositivo in grado di dare una certa protezione anche dai virus. L’efficacia filtrante viene indicata con sigle FF da P1 a P3. Le FFP2 e P3, che hanno un’efficacia filtrante rispettivamente del 92% e del 98%, sono le più indicate per la protezione da virus. L’inconveniente è che dopo qualche ora il filtro si esaurisce e devono essere sostituite.

Non solo: dalle valvole fuoriescono le esalazioni che possono contagiare chi sta intorno dunque le mascherine con le valvole vanno utilizzate solo dal personale sanitario che si trova in ambienti ad alta contaminazione e non da altri (ecco perché questo tipo di mascherine vanno utilizzate da personale addestrato all’uso e in ambienti già contaminati, NdR)

Infine una precisazione: proteggersi con la sciarpa o con mascherine fai da te di tessuto non tessuto o di altro materiale (come la carta forno, ad esempio) non garantisce adeguata protezione e soprattutto può dare un falso senso di sicurezza che può farci allentare la guardia, per esempio, sulla distanza da mantenere.

Ricapitolando (e qualche considerazione).

  1.       Un negoziante può a sua discrezione far entrare solo coloro che indossano mascherine e guanti: nulla glielo vieta;
  2.       D’altra parte il cliente-consumatore potrebbe far verificare dalla Polizia Locale il rispetto delle regole da parte del negoziante, arrivando nel caso a sospendere l’attività che non ha i requisiti per stare aperta al pubblico;
  3.       Sì a mascherina e guanti se si frequentano luoghi affollati o a rischio ma ricordandosi che non risolvono il problema e spesso possono peggiorare la sensazione di essere protetti;
  4.       No a mascherine fai-da-te che non vengono cambiate/sostituite per ore e ore ed a guanti monouso indossati per mezza giornata o più, che magari auto-assolvono dal lavaggio frequente delle mani.

Il consiglio principe e il più utile, infine, è sempre lo stesso: USCIRE IL MENO POSSIBILE DALLA PROPRIA ABITAZIONE e solo quando è strettamente necessario; quando lo si fa, restare a distanza da chiunque e per qualunque ragione; non toccare il volto con le mani ma lavarsele (o disinfettarle) appena possibile.

 

 

Commenti  

 
#23 Riflessione 2020-04-05 18:10
Sig. Grisorio ero convinto della tipologia di risposta, non replicherò più, le nostre conversazioni sono visibili a tutti e se a qualcuno capiterà di leggere fino in fondo, saranno lì a testimoniare quali gli intenti e quali le argomentazioni

Tutti saranno liberi di farsi le proprie idee senza problemi.

Un grosso in bocca al lupo a tutti
 
 
#22 donato grisorio 2020-04-04 22:55
Egr. Signore/a Riflessione
Le risponderò punto per punto ed eviterò in futuro ulteriori commenti.
I Suoi interventi “mirati magari a non esasperare determinate convinzioni nella cittadinanza” nasco da alcune Sue personali interpretazione di quanto ho scritto: non ho mai affermato che vi è l’obbligo, almeno sino ad ora (ad esclusione della Lombardia tra qualche ora e contrariamente a quanto consiglia l’OMS) ad indossare le mascherine.
Il riferimento alla delibera ASL , repetita iuvant, era per poter dare informazioni più autorevoli rispetto ad Altro Consumo (non stiamo parlando di pinzillacchere e quisquiglie ma di Sanità e di una pandemia che ha già prodotto solo ij Italia oltre 15.000 decessi e che continueranno ad aumentare).
La ringrazio per l’insinuazione circa la lettura dei soli titoli dei giornali (cercando di sminuirmi non si rende migliore) ma sono abituato a leggere tutto degli articoli, possibilmente in lingua originale e gli studi (sono parecchi) circa la distanza e la persistenza delle particelle virali in ambiente aereosol sono parecchi; a questo ci aggiunga l’effetto deriva”.
L’OMS è un organo essenzialmente politico e praticamente da solo consigli (raccomandazioni) che ,necessariamente sono generali e generici, interessano tutto il pianeta.
La protezione civile: ne vogliamo parlare? I fatti sono noti a tutti, dalle mascherine ai ventilatori. Lasciamo perdere. Lei poi è liberissimo di crederci ciecamente. Quon pro Le faccia
Usa la frase “Allora forse al momento è meglio uscire il meno possibile…”, quel “forse” sottintende che Lei non ha mai sentito o letto di decreti che ci OBBLIGANO ad uscire il meno possibile? Spero sia un errore di battitura altrimenti sto perdendo tempo.
Una ultima considerazione: Se tutti stessero a casa, uscissero il meno possibile, usassero tutti i dispositivi possibili (in rapporto a quelli reperibili), avessero il massimo rispetto della propria ed altrui vita ci sarebbero tanti posti liberi in ospedale e tanta gente in meno in rianimazione e sub intensiva.
Gli operatori sanitari che oggi sono considerati eroi (la paura fa 90), ma che ieri erano sbattuti in prima pagina come “Malasanità” o venivano malmenati , fanno lo stesso lavoro tutti i giorni per tutta la loro vita lavorativa; e rischiano tutti i giorni, dall’aerosol al prelievo ematico, dalla visita a letto all’intervento chirurgico.
Il governo sta varando un emendamento al DDL 1766/2020 (http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Emendc&leg=18&id=1146138&idoggetto=1154567) si chieda il perché. Per mio conto so già la risposta: i nostri organi politici si stanno parando per non avere contenziosi con gli operatori sanitari che sono “Cannon food”.
Proviamo a farli lavorare di meno.
Grazie per l’attenzione
 
 
#21 slatan 2020-04-04 21:06
vedo medici e imfermieri che muoiono per salvare tanta gente e poi vicino un super mercato un c.... ne con la mascherina rinchiusa in una bustina sotto il braccio. nel prossimo diluvio universale il Padre Eterno salvi il mondo animale e cancelli dalla faccia della terra tanti (purtroppo) c......ni irresponsabili.
 
 
#20 Riflessione 2020-04-04 14:55
Sig. Grisorio, lei è convinto che il mio intervento è stato fatto per polemizzare e nelle sue diverse risposte l’ha mostrato più volte e detto apertamente nell’ultimo messaggio.

L’intento era un altro, era mirato magari a non esasperare determinate convinzioni nella cittadinanza, l’obbligo di indossare guanti e mascherine (persone sane) non c’era come non è presente ancora oggi 4 aprile.

Le ho semplicemente fatto notare che lei si riferiva a una delibera che con la cittadinanza nulla ha a che fare.

Si appella al buon senso?sono d’accordissimo!ci vuole però necessariamente anche quando si commenta cercando di informare, ha inserito i due link , ha letto realmente la ricerca del MIT di Boston o solo gli articoli?
Io la ricerca l’ho letta stamattina, prima cosa si tratta di uno studio non ancora validato(sarebbe opportuno indicarlo)test che si riferisce a colpi di tosse o starnuti in situazione di laboratorio(diversa da condizioni “ normali”).Continuando la lettura c’è una frase che è importante nel contesto:



Sia il dott. Fauci (usa)che Borrelli hanno indicato come al momento non ci sono evidenze pratiche.
In più tossire o starnutire andrebbe fatto nella piega del gomito, oggi ancora di più della normalità.

Lo studio sulla quantità e la durata del virus nell’aria, invece è stato fatto dal Università del Nebraska, questo si riferisce a situazioni ospedaliere, reparto con pazienti covid 19 dove effettivamente sono state trovate particelle nell’aria.
Anche qui parliamo di una situazione non facilmente replicabile nella quotidianità.

Entrambi consigliano approfondimento e sicuramente sarà fatto, al momento però sarebbe bene sentenziare meno e farlo su certezze dato già tutte le variabili che ci sono.

Sempre tornando al buon senso, e lo ripeto mi trova d’accordo, le faccio un paio di considerazioni:

-al momento abbiamo disponibilità di mascherine(chirurgiche)per tutti e nella quantità giusta?
-io ho visto gente che con guanti e mascherina, si abbassa la mascherina, la mette a cappello, tocca occhi, fuma e poi fa la spesa come se nulla fosse.Pensa che il cibo in questa situazione non vengo contaminato?
-le mascherine consumate, messe diverse volte, non pensa che possano essere più nocive che utili?

Allora forse al momento è meglio uscire il meno possibile, lavarsi le mani prima di entrare a fare la spesa e dopo, rispettare le distanze con educazione e se si hanno sintomi anche minimi si sta a casa.
Se fra 1 giorno cambiano gli scenari e ci saranno DPi per tutti o qualsiasi altra direttiva esecutiva ci adegueremo tutti come giusto che sia.

Se pensa sia polemica, liberissimo di pensarla così non è un mio problema.

Un grosso in bocca al lupo a tutti e siamo responsabili.
 
 
#19 donato grisorio 2020-04-03 19:15
sig Brunelli ha ragione era "Riflesssione" che polemizzava. Mi scuso con Lei.
 
 
#18 donato grisorio 2020-04-03 13:21
dimenticavo: le porte vanno tenute chiuse le finestre no; si abbassa la carica virale e con il ricambio d'aria e col fare entrare la luce che con gli UV sterlizza.
 
 
#17 donato grisorio 2020-04-03 13:17
senza polemica ma col buon senso: se il virus viene espulso dalle vie aeree perchè mi devo preoccupare delle mani e non dell'aerosol che avviene quando respiro (ha in mente quando si puliscono gli occhiali dopo averci alitato sopra?). LOMS da linee guida (raccomandazioni) non protocolli. Per cui meglio essere "abbondanti" che essere "deficitari".

chttps://www.ilfattoquotidiano.it/2020/04/03/coronavirus-puo-viaggiare-nellaria-fino-a-sei-otto-metri-lo-studio-del-mit-oms-valuta-revisione-linee-guida-sulluso-di-mascherine/5758724/

https://rep.repubblica.it/pwa/generale/2020/04/02/news/_il_virus_circola_anche_nell_aria_l_oms_si_prepara_a_rivedere_le_norme-252986975/?ref=RHPPLF-BH-I252992733-C8-P1-S1.8-T1

ribuona fortuna (PS le arance al forno sono buone?)
 
 
#16 x Grisorio 2020-04-03 09:24
Nemmeno l'OMS ci sta capendo più nulla... ora che ormai è certo che il virus resta nell'aria anche 3 ore... maschere, guanti, tute... chiusi in casa... resta valido un vecchio consiglio della sindaca: "non aprite porte e finestre".
fortuna, solo questione di fortuna
 
 
#15 donato grisorio 2020-04-02 22:35
egr sig Brunelli (ora è corretto)
è inutile continuare una sterile polemica che non giova a nessuno e parlare di lana caprina lo è. Faccia solo una piccola considerazione (forse sarà chiaro a chi legge del perchè di tutte queste misure varate del governo, regioni e comuni restrittive della ns libertà). Per non essere infettati dal virus dobbiamo usare tutta una serie di misure e dobbiamo essere sempre fortunati, ogni giorno e tutte le volte che usciamo, tocchiamo, annusiamo etc etc; il virus per infettarci ha bisogno di essere fortunato UNA SOLA VOLTA.
Concludo con un aforisma: "contro la stupidità umana neanche gli Dei possono nulla". Le auguro di essere sempre fortunato.

Risponde G. Brunelli

Gentile Grisorio,
io - come lei - firmo sempre i miei articoli ed i miei commenti. Per cui non sono io che sto "polemizzando" con lei a proposito dei suoi commenti ma altri lettori.
 
 
#14 Gino 2020-03-30 16:00
Per commento #13, c’è poco da fare lo spiritoso, ci sono famiglie che per necessità devono risparmiare su tutto, cerchi di portare rispetto.
 
 
#13 X gino 2020-03-30 12:41
Mamma mia, ben 3.50 euro!!! Va bhe, dovrà rinunciare a mezzo pacchetto di sigarette o alla colazione al bar...
 
 
#12 X Sig. Grisorio 2020-03-29 18:18
Non so a chi si riferisce con Sig.Brunetta(forse pensa al giornalista che cura il sito), ma poco male perché ha sicuramente risposto alla mia replica sulla delibera ASL.

Se lei è un operatore sanitario, la ringrazio per il lavoro che svolge e le do il mio più grande appoggio virtuale.

Lei però fa una forzatura, la delibera è rivolta a un settore specifico e non si può trasporla a tutta la cittadinanza, le linee guida sono quelle dell’organizzazione mondiale della sanità dove non viene MAI citato l’uso di mascherina e guanti per soggetti sani.

L’uso della mascherina in modo non corretto, esempio classico alzare e abbassare sul mento con le mani potenzialmente infette è ben più rischioso di non indossarla ma avere le giuste precauzioni di distanziamento sociale.

Mistificare non fa altro che concorrere al clima di nervosismo e astio nella comunità che già è troppo sotto stress, invocare L’inciviltà quando si parte da presupposti sbagliati è controproducente.

Per gli alimenti, crudi perché cotti a 70 gradi il virus muore, la rimando agli studi fatti su quantità residue e carica virale.(ricerca Google)

Le auguro una buona giornata e soprattutto un buon lavoro!
 
 
#11 Gino 2020-03-29 11:23
Ho visto che è consigliato usufruire della consegna a domicilio della spesa, la consegna a domicilio della spesa ordinata ai supermercati costa 3.50 €! I supermercati sono tra le poche attività che continuano a lavorare e incassare, per fortuna, farsi pagare la consegna a domicilio della spesa mi sembra davvero poco rispettoso per tutti gli altri lavoratori costretti a chiudere le proprie attività in questo periodo.
 
 
#10 donato grisorio 2020-03-28 14:42
egr sig Brunetta
da operatore sanitario so che la delibera della ASLBA 316/2020 si riferisce ovviamente agli operatori sanitari e l'ho citata come fonte autorevole (invece di Altroconsumo) al fine di dare una esatta ed adeguata informazione al pubblico.
Se Lei avesse letto con la dovuta attenzione il mio secondo intervento avrebbe compreso che oltre la legge c'è anche il buon senso ed il rispetto altrui. E' in questa ottica -che vedo spesso disattesa nei luoghi dove si vendono cibi- che va data una informazione corretta e utile. Che senso ha se ho i guanti e compro delle confezioni di cibi se qualcuno le ha inquinate?
E, ripeto, la mascherina è inutile per strada (rispettando le distanze) o quando si è in famiglia o soli (vedo tanti che vanno in macchina da soli con la mascherina) ma se vogliamo fare le cose con serietà e lungimiranza è conveniente presumere che il prossimo è infetto ; in questa ottica ci dicono di stare a casa altrimenti che senso ha.
Una domanda all’avvocato che è il Lei: se riesco a dimostrare che mi sono infettato a causa di una confezione (es.) di patatine contaminate acquistate da un supermercato i danni a chi li chiedo? A chi ha contaminato la confezione o al supermercato? La risposta è ovvia
E ,senza voler polemizzare, le chiedo se Lei è disponibile a mangiare un (es.) frutto ( dopo averlo lavato) acquistato ad un supermercato che qualche secondo prima , a circa 2 m da Lei, qualcuno senza mascherina lo ha odorato o ci ha alitato o starnutito sopra. Se la Sua risposta è un "no" ... sta dando torto a se stesso.
 
 
#9 Riflessione 2020-03-26 11:54
Caro Sig. Donato Grisorio, i suoi commenti mi hanno incuriosito e sono andato a cercare e leggere la delibera a cui lei fa riferimento.

La delibera 316 del 10/03/2020 asl di Bari titola così:

“Uso di dispositivi di protezione individuali nella prevenzione dell'esposizione a rischio biologico degli operatori sanitari della Asl Bari"

Delibera di circa 70 pagine, dove è presente una manualistica dettagliata sui DPI, dai vari campi di applicazione fino alla smaltimento, il problema che non si fa mai riferimento ai cittadini ma giustamente agli operatori sanitari.

Così come da considerarsi infetti fino a prova contraria il vicino, per quanto condivisibile, è in riferimento al paziente e mai al cittadino.

Senza polemizzare, in questo periodo bisogna informare correttamente, la invito, in questo senso, a rileggere la delibera .

Le raccomandazioni che vanno date sono quelle del OMS dove non si fa mai riferimento all’utilizzo massiccio di mascherine per i cittadini.

Per quanto riguarda le attività, da decreto se non sono in grado di garantire le distanze di sicurezza non possono restare aperti, si possono organizzare con domicilio o magari spesa telefonica e ritiro.
Non è una mascherina o guanti che risolvono la situazione , fra l’altro come è stato detto molte volte più controproducenti che idonei.

Lasciamo i DPI a chi servono e a chi ci può aiutare in questa situazione di emergenza, la poca civiltà a cui molti si appellano è un’invenzione dettata dallo stato di stress e paura del momento.
 
 
#8 donato grisorio 2020-03-26 00:07
Nell'ottica del prevenire è meglio di curare , guanti è mascherine dovrebbero essere sempre indossati, escluso se si è da soli o in famiglia. I motivi sono essenzialmente legati alla distanza (e non basta un metro se si tossisce o starnutisce) ed all'ovvia considerazione che il prossimo,in questa estrema emergenza, è da considerare infetto sino prova contraria. Che senso avrebbero tutti i decreti e le ordinanze dei sindaci sullo stare in casa, non spostarsi da un comune all'altro se poi al supermercato (come legalmente suggerisce l'avv.)non si utilizzano questi dispositivi? Il legislatore avrò sicuramente avuto le sue ottime ragioni per lasciare aperti solo alcune attività e non altre. L'esercente di un supermercato anche se legalmente (non so fino a che punto) non ha l'obbligo legale di rifiutare di servire un cliente (cosa non si farebbe per il Dio denaro) ha l'obbligo morale di evitare per quanto possibile, di peggiorare la situazione sanitaria. Grazie
 
 
#7 avvocato 2020-03-24 22:47
ma se ci sono siti ufficiali del ministero della salute e dell'interno che sono costantemente aggiornati su tutti i temi del covid-19, perchè non fare semplicemente un articolo riportando questi link piuttosto di sentire un parere di un avvocato che ha consultato il sito di altroconsumo.
Sarebbe stato più autorevole un parere di un medico magari epidemiologo.
Conclusione: quando parliamo emettiamo delle goccioline che cadono nel raggio di un metro. Perciò, se manteniamo la distanza di sicurezza non raggiungiamo le persone che ci stanno intorno e quindi virtualmente potrebbe non essere necessario indossare la mascherina. Ma se andiamo al supermercato, per esempio, potremmo contaminare i prodotti, il carrello, la cassa. Perciò, indossare la mascherina quando si va a fare la spesa è una cosa civile perché permette di limitare il carico di diffusione del virus nell’ambiente”.

RISPONDE G. BRUNELLI
Egr. avvocato,
l'epidemiologo nulla c'entra con il diritto (dovrebbe saperlo) ovvero la richiesta da parte dei negozianti di far entrare o meno clienti senza mascherina o guanti. E' di questo che si discute nell'articolo e sul quale è stato chiesto un parere all'avv.ta Casamassima.
Quanto alla sua ipotesi di quanto potrebbe succedere all'interno del supermercato: per questo motivo le indicazioni sono di lavare sempre le mani dopo aver toccato oggetti o altro al di fuori della propria abitazione. Per cui i guanti potrebbero non essere utili ma addirittura controproducenti.
 
 
#6 michele.cassanese 2020-03-23 12:06
Avete fatto bene a fare chiarezza soprattutto sull'utilizzo della mascherina che molti hanno scambiato per uno status symbol!
 
 
#5 Consumatore 2020-03-23 09:10
Ditemi dove posso comprarle e ne indosso 3 contemporaneamente per farli sentire al sicuro.
 
 
#4 m.carucci-acquaviva 2020-03-23 08:18
Sono periodi in cui, come acutamente faceva osservare il Manzoni, "comanda chi può e ubbidisce chi vuole". Che Iddio ce la mandi buona, ma c'è da credere che passata l'epidemia tutto ritornerà come prima, a partire dalle male azioni dei politici, a seguire con le consuetudini spregevoli e sciocche dei cittadini.
 

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