Martedì 17 Settembre 2019
   
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Pazienti e familiari denunciano i disservizi del Piano di Zona

piano di zona

Un esposto-denuncia dettagliato e circostanziato, con una precisa accusa: interruzione di pubblico servizio.

A firmarlo i pazienti, i loro familiari e le associazioni del territorio del PUA – Ambito 5 dell’Asl Bari (Grumo, Cassano, Acquaviva, Toritto, Sannicandro e Binetto), fra cui la cassanese “Nova Vita”; il Consigliere comunale di Acquaviva delle Fonti Maurizio e di Sannicandro Lamacchia, entrambi del Movimento 5 Stelle nonchè dal Consigliere regionale Mario Conca.

L'esposto è stato inviato alla Procura della Repubblica di Bari perché apra un fascicolo sui motivi per cui 85 anziani e disabili dei suddetti Comuni si sono visti da un giorno all’altro sospendere il servizio di erogazione dell’assistenza domiciliare (detta anche “home care”), servizio di base in cui vengono erogate prestazioni integrate da vari operatori sanitari, sociali e assistenziali. Nel quadro della riforma sanitaria italiana, la finalità dell’home care è la limitazione prevenzione delle costose degenze ospedaliere attraverso programmi di Piani Individuali di Assistenza e la realizzazione di un servizio sociale ed infermieristico per le cure primarie.

Il personale a diretto contatto degli assistiti è composto perlopiù da operatori qualificati socio-sanitari – noti come O.S.S.- dipendenti da cooperative che prendono in appalto i servizi generici di assistenza, previa partecipazione a bandi di gara pubblici. Per l’aspetto strettamente medico o sanitario è previsto, invece, un collegamento fra tali operatori con servizi specialistici della ASL territoriale.

Parliamo, dunque, di persone anziane e giovani non autosufficienti con gravi disturbi neurologici; persone giovani affette da gravi malattie neurodegenerative o affette da gravi deficit cognitivi e motori; pazienti paraplegici con grave compromissione delle funzioni respiratorie e infine di cittadini in condizioni di grave autosufficienza sociale e fisica derivante da condizioni critiche di bisogno sociale e sanitario.

I più deboli fra i deboli, potremmo dire, dunque ancor più bisognosi di aiuto.

Le coop. aiutano sia personalmente gli assistiti che nei confronti dell’ambiente in cui vivono, ovvero le proprie abitazioni.

Qual è il problema, dunque?

“Dal 19 giugno scorso, senza preavviso – si legge nella denuncia - l’Ambito Territoriale di Grumo Appula ha ridotto la somministrazione dei suddetti servizi all’insignificante durata di 10 minuti al giorno (da quella, già insufficiente, di circa 1-2 ore al giorno, a seconda dei casi), per una parte -minima- degli aventi diritto; i restanti ne sono stati privati del tutto e vivono, quindi, una situazione di completo abbandono a se stessi. Da ben due mesi, dunque, la delicata indispensabile assistenza, relativamente agli invalidi gravi dell’Ambito Territoriale Sociale di Grumo Appula ASL BA/5, in pratica ricade solo sui figure familiari, se e quando presenti”.

“Il taglio delle prestazioni sociosanitarie prescritte nel “Piano Assistenziale Individuale” (PAI) deciso dalla “equipe multidisciplinare” composta da medici di medicina di base, fisiatri e assistenti sociali – si legge ancora nell’esposto - è stato operato in modo del tutto lineare e indiscriminato, senza tener conto delle specificità degli aventi diritto, ossia dei bisogni e delle patologie di ognuno di essi, come se non si trattasse di persone ma di soli numeri.

Non è la prima volta che queste omissioni si verificano: lo scorso anno, spiega la denuncia ce ne furono ben due, nel mese di agosto ed ottobre, per un totale di circa 40 giorni di disservizio e “la causa di tutto ciò risiede soltanto nella mala gestio del Comune capofila (Grumo Appula) e degli altri cinque comuni dell’Ambito”. Ma grosse responsabilità ricadono anche sulla Regione Puglia la quale nonostante a perfetta conoscenza dei ritardi e delle inadempienze e nonostante abbia tutti i mezzi per commissariare l’Ambito, se ne sta con le mani in mano, salvo qualche letterina di richiamo…

Vedremo, adesso, se la Procura indagherà per individuare responsabilità e colpe.

Commenti  

 
#1 Pino g66 2019-09-10 22:40
Nella pubblica amministrazione non funziona più niente.
Però lo stipendio se lo prendono.
Denunciamo alla procura chi non lavora nel comune o alle asl
 

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