Sacchetti per la differenziata, per Briano la colpa è di alcuni cittadini

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“Colpa di alcuni cittadini che ne fanno uso improprio”: l’Assessore all’Ambiente del Comune di Cassano Carmelo  Briano ha risposto così alla richiesta di chiarimenti, nel Consiglio Comunale di ieri sera, da parte di Teodoro Santorsola del gruppo “Prima Vera Cassano” a proposito dei sacchetti per i rifiuti differenziati (umido e plastica/metalli) che non verrebbero erogati dalla ditta incaricata, la “Teknoservice”.

In questi giorni, infatti, è montata sui social una dura campagna di protesta nei confronti della ditta che si occupa della raccolta rifiuti: diversi cittadini lamentano di aver chiesto una nuova fornitura di sacchetti verdini e gialli per la raccolta dell’umido e della plastica ma di essersi sentiti rispondere che non gli sarebbero spettati.

Molti commenti facevano presente che le risposte degli operatori, presso la piattaforma alla Zona Industriale, erano diverse e a volte contrastanti: a qualcuno è stato detto che è possibile utilizzare qualunque busta per la plastica (ma dunque la microcippatura dei bustoni gialli non c’era?); ad altri di continuare ad usare il secchio giallo, anche se solo fino a fine giugno sarà ritirato; altri cittadini affermano di essersi sentiti rispondere che potevano mettere la plastica in qualunque buste tranne che in quelli grandi, neri (che hanno una composizione diversa da quella riciclabile) mentre altri hanno testimoniato che basterebbe metterci sopra un foglietto di carta con su scritto “plastica” e gli operatori procederebbero alla raccolta.

Insomma: tante idee  ben confuse laddove, invece, la chiarezza e la trasparenza, per una buona raccolta differenziata sono essenziali perché poi le strade sono due: o si butta tutto nell’indifferenziato (facendo aumentare i costi in discarica) oppure, ancora peggio la via dell’abbandono indiscriminato in campagna.

Di tutto questo disagio si è fatto portavoce Santorsola con una interrogazione urgente alla quale Briano ha spiegato che la distribuzione dei sacchetti segue precise regole, con un sistema computerizzato che distribuisce i sacchetti a chi li ha terminati, previa verifica, appunto, della data della prima consegna e delle quantità.

“Se ci sono cittadini – ha affermato l’Assessore all’Ambiente – che hanno terminato anzitempo la scorta significa che hanno conferito male i rifiuti” ovvero, ad esempio per la plastica, non un bustone a settimana ma due.  

Nella sua replica Briano, però, non fornisce soluzioni al problema che comunque resta: come si fa a smaltire la plastica/metalli se sono terminate le buste? E davvero, come prospetta qualcuno, occorrerà acquistare le buste per buttare via l’umido? Un ulteriore aggravio di spesa per i cittadini che no  farà altro che peggiorare la qualità della differenziata e, dunque, a discapito dell’ambiente e della prossima TARI.