Venerdì 19 Ottobre 2018
   
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Madonna delle Grazie in festa: ecco il programma di oggi

madonna delle grazie antica

Entrano nel vivo, dopo i giorni di preparazione e preghiera, i festeggiamenti presso la parrocchia "Santa Maria delle Grazie".

Sabato 8 settembre, nel ricordo del 33° anniversario della fondazione della parrocchia, retta da don Nicola Boccuzzi, coadiuvato da don Alfredo Gabrielli, un fitto programma di iniziative religiose e civili per celebrare la Madonna delle Grazie organizzato dai sacerdoti e dalla Comunità parrocchiale supportata dal Comitato "Santa Maria delle Grazie".

Alle ore 8.00 Santa Messa presso l'antica cappella della Madonna delle Grazie (nella foto) quindi libero pellegrinaggio all'immmagine, dipinta dal compianto maestro Gaetano Valerio.

Alle ore 17.00 protagonista sarà la Fanfara dei Bersaglieri dell'Associazione Nazionale Bersaglieri di Altamura - di cui fa parte il nostro concittadino Nicola Paolicchio - che girerà per le vie del paese invitando alla festa. 

Alle ore 18.30 recita del Rosario presso la Parrocchia e a seguire, alle ore 19.00 la solenne Concelebrazione Eucaristica presieduta dal parroco.

Alle ore 20.00 la processione con l'immagine della Madonna lungo le vie principali del territorio parrocchiale: via san Domenico, via Convento, piazza Garibaldi e viale della Repubblica. 

Subito dopo il rientro della processione (ore 21.30 circa) presso la chiesa si terrà uno spettacolo teatrale dal titolo “Croce e Fisarmonica - se passi da casa mia fermati”, dedicato al sacerdote salentino don Tonino Bello, scritto da Carlo Bruni ed Enrico Messina.

«Banalizzando – si legge nella scheda di presentazione dello spettacolo -, si usa contrapporre alla felicità il dolore, ma se un uomo, morso violentemente da un cancro, decide, nel dicembre del ’92, di partire per Sarajevo per invocare il primato della pace, proprio sulla soglia tragica di una guerra, sta soffrendo o gioisce?

Antonio Bello è stato vescovo e presidente nazionale di Pax Christi.

Nato ad Alessano (Le) nel 1935, è morto a cinquantotto anni, nell’aprile del ’93, a Molfetta, in episcopio. Nella sua casa natale, fra molti ricordi, regali, testimonianze d’affetto, c’è il disegno di una bambina delle elementari che lo ritrae, in piedi, su di una fragile e variopinta barchetta a vela, braccia larghe e mani che tengono rispettivamente una croce ed una fisarmonica. Prediligendo il potere dei segni ai segni del potere, don Tonino Bello ha esercitato il suo mandato coniugando uno straordinario rigore evangelico, con un anticonformismo capace di spiazzare i più arditi rivoluzionari; associando a una fede profonda, una laicità che a molti, ancora oggi, sembrerebbe paradossale per un prete: tenendo insieme croce e fisarmonica.

E’ difficile trovare qualcuno dalle nostre parti, con più di trent’anni, che non abbia un episodio da raccontare, una testimonianza del proprio rapporto con questo pastore salentino. Ma il nostro lavoro non tenta una sintesi di quel ricchissimo patrimonio, non costruisce un reliquiario, per quanto venerabile, in cui esporlo. Vuole piuttosto ricavare l’impronta di un passaggio, perché, per quanto profonda, non rischi d’essere cancellata dal folklore o allontanata da una meritata santificazione. Questo lavoro tenta di esercitare una fede “laica” nell’uomo, attraverso la ricostruzione mitica della figura di un religioso.

Talvolta si attribuisce al mito un senso d’irrealtà, addirittura di falsità, mentre nella tradizione classica il mito rappresenta un punto elevato di sintesi: un punto di riferimento capace di favorire coesione sociale, culturale, etica; di definire un orizzonte comune.

Ecco: il nostro è il racconto di un mito. Il sud, la fede, l’impegno sociale, riformatore, pacifista, sono coordinate di una rotta che percorriamo con la cadenza di una ballata, perché questa storia ci resti dentro come una buona canzone.

A Pax Christi e in particolare ad alcuni suoi animatori, è dovuto l’inizio del viaggio che ha messo insieme identità artistiche, competenze e linguaggi diversi, alimentando quest’opera teatrale, un medio metraggio (l’Anima attesa di Edoardo Winspeare) e le musiche destinate ad entrambi”.

CROCE E FISARMONICA SE PASSI DA CASA MIA: FERMATI racconto teatrale di Carlo Bruni ed Enrico Messina dedicato a don Tonino Bello con Enrico Messina, Mirko Lodedo; regia Carlo Bruni; musiche originali Mirko Lodedo; coordinamento tecnico Francesco Dignitoso; organizzazione Massimo Momoli; amministrazione Domenica Ligorio. 

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