Venerdì 19 Ottobre 2018
   
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Ciclovia dell'AQP, strumento a servizio del turismo lento

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Una “macchina idraulica perfetta”, le cui opere possono oggi diventare un ulteriore volano per lo sviluppo turistico del territorio. Ecco cos’è l’Acquedotto Pugliese, che nel dopoguerra portò acqua e civiltà nella Puglia, il cui canale principale si presta a diventare una delle quattro più importanti ciclovie d’Italia.

Ieri sera, presso il GairdiLeo, a cura del movimento civico “Progetto in Comune”, in collaborazione con Nordic Walking Sud, LeoClub e Legambiente, terzo appuntamento con l’iniziativa “Il caffè delle buone pratiche” durante il quale si è parlato di questa importante attrattiva ciclo-turistica costituita dal canale principale dell’AQP che da Caposele a Santa Maria di Leuca corre per 500 km attraversando tre regioni.

Per due anni di seguito un gruppo di cicloamatori ha esplorato chilometro dopo chilometro il percorso, annotando bellezze e criticità, segnando sulla mappa i punti più difficili da attraversare, quelli che necessitano di manutenzione. Ne è nato un libro curato da Roberto GuidoCiclovia dell’Acquedotto – Cicloesplorazione da Caposele a Leuca che, ospite a Cassano, ha spiegato come nasce l’idea di utilizzare il canale come ciclovia, quali le caratteristiche e le ricadute sul territorio. Un “itinerario narrativo”, l’ha chiamato Guido, unico nel suo genere che attraversa Campania, Basilicata e Puglia mettendo in collegamento alcuni dei luoghi più affascinanti e ancora poco valorizzati della penisola, dall’ Alta Irpina al Vulture Melfese all’Alta Murgia fino alla Valle d’Itriaper arrivare all’entroterra del Salento.

“La Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese – è stato detto nel corso della serata - non è solo un tracciato che mette in collegamento dei luoghi di particolare interesse turistico e culturale, ma è essa stessa esperienza di cicloturismo o cammino lento continua e lineare, unica nel suo genere. Le tante casette di ispezione, piccoli edifici con su impresso l’anno di costruzione e la progressione in km della condotta, ma anche le antiche fontanine di ghisa o i piccoli tombini circolari dell’acquedotto segnano già adesso il percorso. Segnaletica e fontane pubbliche d’epoca sono dunque già presenti in quello che potrebbe diventare il più imponente progetto di commistione tra paesaggio, archeologia industriale e viaggio esperienziale d’Italia”.

Cassano si trova in una zona privilegiata lungo questo itinerario: il percorso che attraversa la nostra zona è fra i meglio mantenuti e fruibili di tutta la ciclovia dunque si presta benissimo ad un immediato utilizzo ed a diventare un ulteriore tassello di un “turismo lento” verso il quale la nostra cittadina si sta cercando di incamminare.

Quali gli ostacoli, a questo punto?

Formalmente, ha detto Guido “il canale insiste su terreno demaniale, dunque pubblico e ne è gestore, non proprietario, l’AQP che è società per azioni ma con un socio unico ovvero la Regione Puglia. Si tratta, dunque, di proprietà pubblica tanto che l’attraversamento da parte di chiunque è ampiamente tollerato dall’AQP”. Che formalmente, però, pone ostacoli di non poco conto ad una piena fruibilità del bene.

I soldi stanziati dal Governo centrale nel 2017, le “pressioni” di parlamentari pugliesi e dei tanti gruppi locali nati “dal basso” e non ultimo l’aver inserito, da parte del Fondo Ambiente Italiano, la ciclovia fra i “Luoghi del Cuore” da votare in questo 2018, potrebbero far cambiare idea al Presidente Simeone Di Cagno Abbrescia?

 

 

Commenti  

 
#1 volavola 2018-07-20 16:49
Anche se il tratto che si trova su Cassano è ben tenuto ciò non toglie il rischio di forature per via delle spine.Anni addietro nei pressi di Lagogemolo in 500 metri bucai 3 volte,naturalmente le camere d'aria erano diventate dei colabrodo e il rientro in paese a piedi.Un saluto
 

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