Martedì 17 Ottobre 2017
   
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Radon: quel nemico invisibile che va misurato e controllato

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L’11 agosto 2017 è entrata in vigore la legge regionale n. 30/2016 su “Norme in materia di riduzione dalle esposizioni alla radioattività naturale derivante dal gas ‘radon’ in ambiente chiuso”. Essa prevede la misurazione della esposizione al gas radon – un gas naturale, ma pericoloso in quanto cancerogeno – che potrebbe essere presente nei luoghi di lavoro o di vita.

Abbiamo chiesto ad un esperto, Giuseppe Salonia, Consulente in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro e ambiente, con decenni di esperienza alle spalle, di illustrare la normativa e quel che occorre fare per ottemperarvi.

Il gas radon è un inquinante presente ovunque in quanto il suo progenitore, l'uranio, è un elemento largamente presente in natura, tuttavia diventa di particolare interesse da un punto di vista sanitario solo quando è presente negli ambienti confinati: il cosiddetto radon indoor.

Infatti se il gas radon, prodotto dal suolo e dalle rocce, fuoriesce e si diluisce nell'atmosfera, la sua concentrazione risulta talmente bassa da non costituire un rischio per la salute; se invece il gas radon penetra in un ambiente confinato, tenderà ad accumularsi raggiungendo livelli tali da rappresentare un rischio.

Per la sua pericolosità, il radon è secondo solo al fumo di tabacco come causa dei tumori polmonari. In Italia questo gas provoca in modo silente circa 3200 morti/anno secondo l'Istituto Superiore di Sanità italiano

Il Territorio della Puglia, costituito da una rete sotterranea di diffusione, permette al Radon di essere prodotto e trasportato per grandi distanze, dall’acqua e dai gas, ed essere liberato all’esterno grazie a numerose faglie permettendogli di raggiungere le nostre abitazioni ed i nostri ambienti di lavoro.

Per tale motivo, la Regione Puglia, con l’obiettivo di garantire il più alto livello di protezione e tutela della salute pubblica, dall’esposizione dei cittadini alle radiazioni, ha approvato la  Legge Regionale 3 Novembre 2016 n. 30 "Norme in materia di riduzione dalle esposizioni alla radioattività naturale derivante dal gas radon in ambiente confi­nato", così come modificata dall’art.25 della Legge Regionale n.36 del 09/08/2017, prescrive la misura di gas radon per tutti i luoghi, interrati, seminterrati e locali a piano terra, accessibili al pubblico, indipendentemente dalla loro localizzazione, su tutto il territorio regionale.

I destinatari della norma sono fra gli altri: Scuole, Uffici, Bar, Ristoranti, Negozi vari, Supermercati, Banche, Parrucchieri, Farmacie, Attività artigianali, Studi Medici, ecc.

La misura è effettuata, in tutti i locali dell’immobile interessato, con strumentazione passiva.

Il valore verrà determinato come valore medio di concentrazione su un periodo annuale suddiviso in due campionamenti semestrali: autunnale-invernale e primaverile-estivo.

Al termine delle attività di misura dovrà essere predisposta una  comunicazione da trasmettere entro un mese dalla conclusione del rilevamento al Comune interessato e ad ARPA Puglia.

In caso di mancata trasmissione delle misurazioni, entro i termini previsti dalla legge regionale, il comune provvede a intimare con ordinanza la trasmissione delle misurazioni svolte, concedendo un termine non superiore a trenta giorni, la cui eventuale e infruttuosa scadenza comporta  “la sospensione, per dettato di legge, della certificazione di agibilità, e con provvedimento espresso, può essere disposto il conseguente sgombero forzoso dell’immobile”

Il termine ultimo per l'avvio delle misurazioni è previsto entro il 09/11/2017.

 

Legge regione Puglia n. 36/2017 - art. 25
 
Art. 25 Modifiche alla legge regionale 3 novembre 2016, n. 30
 
1. Alla legge regionale 3 novembre 2016, n. 30 (Norme in materia di riduzione dalle esposizioni alla radioattività naturale derivante dal gas ‘radon’ in ambiente confinato) sono apportate le seguenti modifiche:
 
a) l’articolo 3 è sostituito dal seguente: “Art. 3 Livelli limite di concentrazione per le nuove costruzioni
1. Sino all’approvazione del Piano regionale radon e agli adeguamenti degli strumenti urbanistici comunali di cui all’articolo 2, comma 5, e salvo limiti di concentrazione più restrittivi previsti dalla legislazione nazionale, ovvero limiti specifici previsti per particolari attività di lavoro, per le nuove costruzioni, eccetto i vani tecnici isolati o a servizio di impianti a rete, il livello limite di riferimento per concentrazione di attività di gas radon in ambiente chiuso, e in tutti i locali dell’immobile interessato, non può superare 300 Bq/mc, misurato con strumentazione passiva.
2. Il progetto edilizio per le nuove costruzioni di cui al comma 1 deve contenere i dati necessari a dimostrare la bassa probabilità di accumulo di radon nei locali dell’edificio, ed in particolare una relazione tecnica dettagliata contenente: a) indicazioni sulla tipologia di suolo e sottosuolo; b) indicazioni sui materiali impiegati per la costruzione; c) soluzioni tecniche adeguate, in relazione alle tipologie di suolo e di materiali impiegati per la costruzione, idonee ad evitare l’accumulo di gas radon nei diversi locali.
3. Entro e non oltre sei mesi dal deposito della segnalazione certificata presentata ai fini della agibilità devono essere avviate su ogni locale della nuova costruzione le misurazioni del livello di concentrazione, con le modalità previste dall’articolo 4, commi 2, 3, 4, 5, 6 e 7.
4.Le caratteristiche tecniche derivanti dalla relazione di cui al comma 2 devono essere mantenute in caso di successivi interventi edilizi.
5. L’approvazione dei piani urbanistici generali e attuativi deve essere preceduta da studi preliminari 46068 Bollettino Ufficiale della Regione Puglia - n. 96 del 11-8-2017 del suolo e del sottosuolo, in grado di definire particolari tecniche costruttive, imposte con le norme tecniche di attuazione, ovvero con prescrizioni in materia di costruzione dei manufatti edilizi, da considerare in sede di progettazione dei vespai, del sistema di ventilazione degli interrati e seminterrati, nonché idonee prescrizioni sull’uso di materiali contaminati e cementi pozzolanici, ovvero materiali di origine vulcanica.”;
 
b) all’articolo 4 sono apportate le seguenti modifiche:
1) alla lettera a), comma 1, dopo le parole: “per gli edifici” sono aggiunte le seguenti: “strategici di cui al D.M. 14.01.2008 e”;
2) la lettera b), comma 1, è sostituita dalla seguente: “b) per gli interrati, seminterrati e locali a piano terra degli edifici diversi da quelli di cui alla lettera a) e aperti al pubblico, con esclusione dei residenziali e dei vani tecnici isolati al servizio di impianti a rete, il livello limite di riferimento per concentrazione di attività di gas radon in ambiente chiuso non può superare 300 Bq/mc, misurato con strumentazione passiva. Sono esentati dagli obblighi di misurazione i locali a piano terra con superfice non superiore a 20 mq, salvo che in virtù di collegamento strutturale con altri locali non derivi il superamento del limite dimensionale previsto per l’esenzione, purché dotati di adeguata ventilazione.”;
 
c) l’articolo 5 è abrogato;
 
d) al titolo della legge la parola “confinato” è sostituita dalla seguente: “chiuso”;
 
e) i termini previsti ai commi 2, 3, 4 e 5 dell’articolo 4, cominciano a decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge;
 
f) l’articolo 3, come sostituito dalla presente legge, è applicabile a tutte le nuove costruzioni i cui titoli abilitativi si siano formati a partire dal 19 novembre 2016.
La presente legge è dichiarata urgente e sarà pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione ai sensi e per gli effetti dell’articolo 53, comma 1, della legge regionale 12 maggio 2004, n° 7 “Statuto della Regione Puglia” ed entrerà in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione.

Commenti  

 
#13 Giuseppe salonia 2017-10-09 13:47
Per gigi: quello di cui dici è un luogo pubblico; diverso da un luogo aperto al pubblico, come detto attraverso un estratto, pubblicato sotto, di centinaia di documenti che potete trovare su internet e che definiscono il luogo aperto al pubblico differenziandolo da un luogo pubblico.
Poi ti assicuro che non esiste alcuna voglia di generalizzazione ma soltanto informazione corretta, poi ciascuno in libertà decide.
 
 
#12 Gigi 2017-10-09 11:50
Ho capito volete generalizzare l'adempimento.
Aperto al pubblico é quando tutti possono entrare in un luogo.
 
 
#11 Giuseppe salonia 2017-10-09 10:45
Per consulente del lavoro: perché non la leggiamo insieme? Mi dica dove e quando
Saluti
 
 
#10 Giuseppe salonia 2017-10-09 10:43
Per pinos (estratto)
"La qualificazione degli studi professionali quali sedi di attività aperte al pubblico comporterebbe l'applicazione agli stessi della disciplina dettata dall'articolo 3, quarto comma, lettera e) del DM LL.PP. n. 236/1989 (Regolamento attuativo della legge n. 13/1989 laddove il legislatore, dopo avere prescritto, in via generale, la ""visitabilità"" quale livello di fruizione delle unità immobiliari, precisa le condizioni che, in particolare, devono essere osservate nelle unità immobiliari sedi di attività aperte al pubblico, affinché possa dirsi soddisfatto il prescritto requisito della ""visitabilità"". Qualora invece si negasse agli studi professionali tale qualificazione, gli stessi rientrerebbero nella previsione di cui all'articolo 3, quarto comma, lettera F) del DM: 14 giugno 1989, n. 236 che, in deroga alla previsione generale che impone la ""visitabilità"", consente che nei luoghi di lavoro sedi di attività non aperte al pubblico e non soggette alla normativa sul collocamento obbligatorio, sia sufficiente soddisfare il requisito della ""adattabilità"". La nozione di ""luogo aperto al pubblico"" è stata definita dalla dottrina e dalla giurisprudenza, sia pure a fini specialistici, come ""luogo al quale può accedere il pubblico ma soltanto in certo momento o adempimento a speciali condizioni poste da chi esercita un diritto sul luogo medesimo"". La giurisprudenza ha ampliato la nozione di luogo aperto al pubblico, considerando tale non soltanto quello al quale ciascuno può accedere, ma anche l'ambiente privato l'accesso al quale sia escluso alla generalità delle persone, ma consentito ad una determinata categoria di aventi diritto (vedi sul punto la voce ""Luogo pubblico o aperto al pubblico"", Digesto disciplinare penalistiche vol. VII, pago 472 e Cassazione Penale 7.9.1989 in Cassazione Penale 1990, pago 2100). Da quanto premesso, non pare sussistano dubbi circa la configurabilità degli studi professionali quali luoghi aperti al pubblico e ciò in quanto l'attività ivi svolta comporta, nella generalità dei casi, l'acceso agli stessi di un numero indeterminato di persone (clienti, fornitori, ecc.), sia pure nel rispetto di predeterminate modalità e condizioni quali, ad esempio, l'osservanza di un orario di apertura degli uffici o la necessità di una previa fissazione di appuntamento. D'altro canto, anche volendo prescindere dalle considerazioni di cui sopra, si può osservare come la stessa ""ratio"" della normativa statale e regionale in tema di abolizione delle barriere architettoniche, suggerisca di applicare, anche agli studi professionali, la disciplina più rigorosa, come richiede la ""visitabilità"" quale livello di fruizione degli edifici. A tal fine è
 
 
#9 Giuseppe salonia 2017-10-09 10:38
Per pinos grazie del tuo intervento ma ti esorto a verificare meglio quanto affermi anche attraverso una semplice lettura delle sentenze della corte di cassazione sul significato di "aperto al pubblico" . Quello che tu chiami " ristretto numero di persone" è pubblico.
Secondo te un condominio o una caserma sono aperti al pubblico? Ti riporto la risposta della cassazione : SI.
Grazie del tuo intervento che ci permette di dialogare e meglio comprendere alcuni aspetti che spesso ci sfuggono.
 
 
#8 pinos 2017-10-09 07:42
Salonia gli uffici non sono soggetti. Non sono aperti al pubblico (ma ad un ristretto numero di clienti che non significa "pubblico")
 
 
#7 x Consulente lavoro 2017-10-09 07:06
....mi sa che deve leggere meglio la legge....non è vero quello che lei afferma.
 
 
#6 Giuseppe salonia 2017-10-09 06:55
Per Two: comprendo sinceramente quanto dici, se mi contatti in privato ti dimostro che può non essere un business. Grazie
 
 
#5 Giuseppe salonia 2017-10-09 06:35
Buongiorno consulente del lavoro: premesso che sono d'accordo circa la quantità di "carte" cui sono obbligati i datori di lavoro in tutti i settori, in questo caso non si produce alcuna "carta" in particolare ma si posizionano dosimetri fisicamente visibili che hanno lo scopo di determinare la concentrazione di gas radon che, come saprai, non "fa bene".
Quello che occorre in queste situazioni é di evitare le speculazioni a danno degli esercenti. Per quanto attiene gli uffici se sono a piano terra sono soggetti; per quanto attiene le "molte attivitá non sono soggetti" non sono d'accordo in quanto spesso le stesse sono a piano terra e non importa la presenza di lavoratori (c'e già una normativa specifica) .
 
 
#4 giuseppe salonia 2017-10-08 22:09
Infatti Luca i soggetti obbligati sono gli esercenti di locali interrati,seminterrati e piano terra (Sono esentati dagli obblighi di misurazione i locali a piano terra con superfice non superiore a 20 mq, salvo che in virtù di collegamento strutturale con altri locali non derivi il superamento del limite dimensionale previsto per l’esenzione, purché dotati di adeguata ventilazione). Ma come puoi immaginare sono tanti
 
 
#3 Two 2017-10-08 21:36
Altro business....per pochi.
 
 
#2 Consulente lavoro 2017-10-08 15:36
Attenzione se NON siete un’attività aperta al pubblico e, se non avete interrati e seminterrati in cui permangono lavoratori, NON siete soggetti a questa normativa.
Quindi uffici e molte attività non sono soggetti.
Spero che non si crei un nuovo business di carte.
 
 
#1 Luca l 2017-10-08 15:26
Non generalizzate. Non é obbligatorio per tutti. Non create adempimenti quando la legge non lo prevede.
Grazie
 

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