Giovedì 19 Ottobre 2017
   
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Affidati i lavori di ristrutturazione per "Sant'Angelo in criptis"

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“Finalmente pubblicato l'avviso di aggiudicazione dei lavori per il recupero e valorizzazione delle Grotte di Sant'Angelo.  Come si ricorderà il Comune di Santeramo è beneficiario di un finanziamento di un milione di euro per il recupero della zona superiore alla Grotta e la valorizzazione dei locali adiacenti per sale studio e centro di Accoglienza per turisti.”

Una comunicazione importante per un esito atteso quasi un anno. Un’aggiudicazione definita per la Tieffe Costruzioni di Bari grazie ad un ribasso, su un importo d’asta originario di 1 milione di euro del 42%.

Lavori di ristrutturazione e valorizzazione che seppure sia logico avvengano sotto lo sguardo attento e vigile della sovrintendenza non riscontrano questa estrema necessità di valorizzazione e tutela in un bando che premia esclusivamente la riduzione dell’impegno di spesa.

Grotte che hanno vissuto negli sguardi dei santermani per un un breve periodo di tempo grazie al lavoro dell’associazione Esplorando Santeramo – aggiudicataria e rinunciataria di un progetto simile presso il Ministero della Coesione territoriale, dipartimento della gioventù – in una mostra virtuale presso il Palazzo Marchesale.

Un’esperienza virtuale e impossibile che, grazie a questo lavoro di riqualificazione e rinascita, si spera possa ricondurre nel presente quell’importante calpestio degli armenti, lungo nel tempo e nello spazio, che snodandosi dalla via Appia, conduce a grotte di straordinaria bellezza, le grotte di S. Angelo. A ridosso di un vecchio tratturo che conduceva da Matera a Bari, una “enclave” santermana nel territorio di Cassano delle Murge.

Si tratta di un complesso monastico rupestre con cripta affrescata e chiesetta risalente all’XI sec. L’ipogeo, di natura carsica, custodisce al suo interno un complesso, assolutamente non sinottico, di stalattiti e stalagmiti, a difesa di frammenti di affreschi e  graffiti.

Graffiti fruibili attraverso il calpestio di un acciottolato maldestro, nel sapore umido dello stillicidio e sotto la guida di numerose pentalfa incise nella pietra.

La Madonna con il bambino, San Giovanni Battista e San Michele Arcangelo. Immagine sacra e profonda nella domanda di senso che essa racchiude e a cui risponde. La Madonna, tra l’Arcangelo e San Giovanni, nell’istante tra i due tempi, risponde a quella domanda, abbracciando il bambino, puntando alla sopravvivenza e non alla mera difesa, con una potenza che travalica l’ordine costituito dall’istinto. Uno degli affreschi più belli presenti in grotta, per immagine, colori e significato. Per il suo grande anelito alla sopravvivenza, della vita e, oggi, si spera della grotta. L’amabilità di Maria viene temperata, nelle emozioni e nei ricordi da un Cristo Pantocratore, immaginato e ricostruito con minuzia e garbo, affiancato dai dodici apostoli, sei per lato.

Sulla durata dei lavori nulla è dato sapere, in ogni caso si tratta di un’occasione importante per restituire storia, arte e cultura ad un paese che ha sempre lamentato la loro assenza.

 

 

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