Mercoledì 18 Ottobre 2017
   
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Feste religiose, compromesso fra don Francesco e le Confraternite

don Francesco piccola copy

Compromesso raggiunto fra don Francesco Gramegna, Parroco della Chiesa Madre e Confraternite e Associazioni che fra settembre e ottobre organizzano le feste in onore di Maria Madre di Gesù e alcuni Santi venerati dalla Chiesa Cattolica.

Nei giorni scorsi, infatti, non sono mancate le polemiche in merito alla decisione di don Francesco di dare piena attuazione a quanto disposto dai vescovi pugliesi nel 1998 con la nota pastorale “Le nostre feste”, un documento praticamente semisconosciuto a Cassano e comunque mai applicato.

Dopo una serie di riunioni, comunque, il Parroco e le organizzazioni hanno raggiunto un accordo: questo sarà un anno di transizione ovvero sarà consentito agli organizzatori di effettuare la raccolta di soldi casa per casa (la “questua”), recapitando, però, anche una lettera indirizzata a tutti i Cristiani nel quale si spiegano le posizioni della Chiesa Cattolica in merito alle feste religiose cosiddette “minori”, citando ampiamente il documento pastorale dei Vescovi pugliese. Come dire: non è un capriccio del parroco quello che sta avvenendo ma una chiara e datata disposizione dei pastori della Chiesa.

Confermati, poi, gli appuntamenti tradizionali con la Festa del Santissimo Crocifisso e l’asta per la bandiera, la Madonna Addolorata, i santi Medici e la Madonna del Rosario.

Dall’anno prossimo tutto cambierà: niente questua, solo banchetti dinanzi alle chiese ai quali i fedeli potranno portare la loro offerta e feste più sobrie, che richiamino il vero valore religioso delle stesse.

Di seguito pubblichiamo la lettera che don Francesco consegnerà, per il tramite delle Confraternite a tutte le famiglie cassanesi.

 

 

Parrocchia Santa Maria Assunta

Cassano delle Murge

 

A quanti, Cristiani, gioiscono nel festeggiare i nostri Santi!                                                 

Carissimi, mi permetto di comunicare con voi in occasione della visita dei confratelli che si occupano delle prossime feste religiose del mese di settembre e ottobre.

Molti tra voi sono a conoscenza della necessità di adeguare le nostre feste minori alle indicazioni dei vescovi pugliesi precisate in una nota particolare del 4 febbraio 1998 dal titolo “LE NOSTRE FESTE - Nota pastorale sulle feste religiose popolari nelle Chiese di Puglia”.

Sin dal mio ingresso come nuovo parroco ho verificato lo stato di salute delle diverse confraternite e il modo di procedere per le feste cosiddette minori. La festa maggiore è proprio quella patronale.

Confermo a tutti lo stupore e la gioia per come si è vissuta la festa della Madonna degli Angeli.

Ringrazio il comitato feste e il suo Presidente delegato, così come ringrazio tutti coloro che hanno vissuto con spirito religioso la festa.

Ringrazio inoltre i devoti che hanno sostenuto con le diverse offerte lo svolgimento della festa nella sua interezza.

Mi congratulo per l’incontro pubblico di bilancio per la partecipazione e la trasparenza.

La presente vuole essere una comunicazione riferita alla feste minori che necessitano di attenzione.

Le diverse feste legate alla devozione per i Santi e la Vergine Maria, nonché al Crocifisso sono un patrimonio di fede prezioso che non va smarrito ed eliminato. Così dicono i nostri vescovi:

Il popolo che festeggia Gesù Cristo, la Vergine Maria e i Santi si raccoglie intorno ad autentici modelli di vita e viene aiutato a costruire la sua unità sulla base di quei valori che, radicati nella sua storia ne costituiscono la vera forza unificante sul piano culturale e sociale.

Tuttavia occorre avere dei criteri di fedeltà a Dio e all’uomo che ci aiutano a non sperperare tale ricchezza, continuano i nostri pastori:

 3.1. La fedeltà a Dio, come principio ispiratore di ogni manifestazione religiosa, esige che ogni festa deve essere un momento forte di evangelizzazione teso a coinvolgere in ogni modo, vicini e lontani.

4.1. La festa per essere vera deve promuovere al suo interno per irradiarsi poi all’esterno i valori dell’autenticità e dell’essenzialità; della coerenza e della trasparenza; della fraternità e della disponibilità al servizio. Sicché, ogni sorta di mistificazione diventa controindicazione della festa stessa”.

A onor del vero non sono tanti i passi da compiere per camminare insieme con la nostra Diocesi.

Quello che certamente è più difficile e urgente riguarda l’aspetto della raccolta delle donazioni che sostengono la festa. Così leggiamo nella Nota dei vescovi pugliesi:

4.5. Non è consentito omologare alla festa patronale - con apparato esterno e richieste di offerte - tutte le altre feste parrocchiali o confraternali. Onde evitare inopportune concorrenze e comunque spreco, si fa obbligo a tutti gli altri comitati, che non sia quello patronale, di non questuare per il paese, ricordando che una sola è la festa patronale. Coloro poi che sono preposti a tale compito porteranno un segno di riconoscimento e rilasceranno regolare ricevuta di quanto è stato loro dato.

4.6. Gli altri comitati parrocchiali o confraternali sono autorizzati a raccogliere offerte solo nell’ambito del territorio parrocchiale o all’ingresso della chiesa di cui si festeggia il santo, ribadendo l’obbligo di contenere all’essenziale ogni espressione di esteriorità.

 

Con la presente comunicazione desidero che tutti conoscano le indicazioni dei pastori e con spirito docile si adeguino.

Questo pertanto è l’ultimo anno che si questua casa per casa per le feste minori.

Dal prossimo anno sarà premura di ciascun fedele non far mancare il proprio sostegno alle diverse feste minori recandosi al tavolino predisposto nei pressi della sede del comitato feste da coloro che si adoperano per preparare la festa.

Qualcuno obietterà che così le feste rischiano di scomparire, perché le persone non daranno più offerte.

A questi rispondo semplicemente che se così fosse avremmo la conferma di una devozione “provocata” o “quasi indotta” e non spontanea e del cuore, quale dovrebbe essere.

I devoti di san Rocco, per esempio, si preparano sin dai primi giorni di agosto gustando la gioia di festeggiare il santo e non attendono di essere sollecitati, casa per casa, per donare il proprio obolo.

Molti tra noi poi, spendono soldi, per ciò che sta a cuore: volete forse farmi credere che occorre richiamare l’amore per il Crocifisso così da spingere a dare offerte per la sua festa?

Mi chiedo, come sacerdote, se non sia necessaria una catechesi biblica, delle liturgie che ci aiutino a immergerci nel Mistero, una carità sempre più attenta per continuare a dare vita alle nostre devozioni salvaguardando la tradizione e riempiendola continuamente di quei veri valori che ci spingono ad amare Dio e il prossimo.

Invito tutti a riflettere su questo: quanti di noi si confessano in preparazione della festa del Santo?

Quanti si preoccupano di un gesto di carità? Quanti di approfondire la propria fede perché sia capace di testimonianza?

Quanti vengono a “prendere il pane benedetto” e trascurano quella semplice ostia consacrata che è il Corpo di Cristo?

Ho avuto modo di constatare, in questi pochi mesi di presenza in mezzo a voi, che molti sono seriamente in cammino sulla via del Vangelo e condivideranno tali inviti.

Spero che molti di più leggano queste indicazioni non come un attentato alle feste quanto piuttosto come l’inizio di un percorso che speriamo recuperi anche le nostre associazioni laicali, dalle confraternite ai diversi gruppi parrocchiali.

Ringrazio il Signore e lo lodo per ciascuno di voi.

Vi auguro di essere pronti sulla via del Vangelo e del servizio agli ultimi.

Mi auguro di incontrarvi numerosi per le feste del mese di settembre e ottobre senza dimenticare quella festa domenicale e gratuita che è la mensa del Signore. Ogni domenica è festa, la festa dei Colui che ha ispirato tanti uomini nel cammino di santità, uomini e donne che sono Santi come Lui, Gesù, è Santo!

Grazie anche a coloro che con sacrificio preparano le nostre feste.

A loro auguro di essere sempre più testimoni credibili perché credenti. Dio vi benedica

Cassano delle Murge, 30/08/2016

Don Francesco Gramegna

parroco

P.S.: Infine i vescovi si augurano:

4.8. Perché la presente Nota trovi rispondenza piena nella sua attuazione, va seriamente presa in considerazione la costituzione del Comitato. Esso deve essere espressione delle varie categorie cittadine (=festa patronale) o emanazione del Consiglio pastorale (=feste parrocchiali e confraternali) e si avvarrà di persone cattoliche, abitualmente praticanti e sulle quali non ci deve essere ombra di sospetto o di interessi personali o privati.

Ci penseremo anche noi! Dopo il Comitato feste patronali, perché no, un comitato preposto alle feste minori?

 

 

Commenti  

 
#10 ops 2016-09-04 15:24
Qui c'è solo una questione da affrontare: cioè il rispetto per il prossimo. Il proliferarsi dei tanti comitati delle feste religiose minori, con il continuo "bussare a denari" a volte può essere non tollerabile, non tanto per quel minimo di offerta che si richiede ma perchè non dare nulla significa apparire un eretico ed uno scroccone, che godrà poi della festa finanziata da altri.Questa intollerabilità, se pensiamo bene,invece deriva anche dai continui approcci dei TGV, che periodicamente regalano a coloro che sono i più ostinati si rifiutano di accoglierli.
 
 
#9 sognatrice 2016-09-04 07:41
Di certo Dio giudica tutti, ma io dico che invece di critiche vicendevoli mettendo le famose "divisioni" tanto gradite da qualcuno che richiama verso il basso, sarebbe meglio essere uniti nel giusto per andare verso l'alto, e dico che essere uniti non vuole dire mangiare e bere e fare banchetti, ma proprio il contrario. Quindi cominciamo a seguire i dieci comandamenti e dopo se ci siamo posti nella giusta prospettiva possiamo farci venire delle splendide idee dettate nel cuore direttamente dal Maestro. Ma se non seguiamo la legge dell'amore non possiamo né fare questue, né pregare, né fare i sacerdoti, né i catechisti, ecc.
 
 
#8 cassanesedicassano 2016-09-03 12:08
scusate mica li obbligano a dare le offerte andando casa per casa sono sempre liberi di rifiutarsi e voi che dite che siete cattolici praticanti vi ho visto quando passava la processione della nostra MADONNA DEGLI ANGELI non vi fate nemmeno il segno della croce
 
 
#7 Cittadino laico 2016-09-02 23:01
X redazione.
Buonasera. Questa mattina ***MODERATO***


LA REDAZIONE

Gesto apprezzabile il suo ma sono emerse diverse esigenze redazionali- Grazie per l'attenzione.
 
 
#6 ops 2016-09-02 21:50
Gesù Cristo è Colui che giudicherà don Francesco (ProblemSolving permettendo..)
 
 
#5 ProblemSolving 2016-09-02 10:05
Mediare è sempre difficile soprattutto quando pian piano ci si sta inserendo in una nuova comunità. Le indicazioni pastorali dei Vescovi pugliesi del 98 vanno anche lette tenendo presente anche quanto ha detto meglio il direttorio sulla pietà popolare datato 2002(http://www.vatican.va/roman_curia/congregations/ccdds/documents/rc_con_ccdds_doc_20020513_vers-direttorio_it.html). Sarebbe auspicabile che tale zelo profuso alla formazione sulle feste minori passi anche nella vita ordinaria del Clero di Cassano che spesso tende a dare poca visibilità a quel risorto di cui dovrebbero essere pontefici. Mai come a Cassano è vero che "ogni sagrestia ha la propria liturgia" (non vuole essere una polemica ma a volte il clero compie veri e propri soprusi e abusi liturgici e dottrinali senza passare per la "correzione" di nessuno) è vero anche un altro detto popolare che ognuno nel piccolo si fa "re papa e cardinale" quindi nascondendosi dietro il nome dei vescovi fanno di fatto quello che vogliono. Chissà se tanta attenzione alla Legge non vi metta evangelicamente nei guai (ovviamente nel senso evangelico "Guai a voi, dottori della Legge, che avete portato via la chiave della conoscenza; voi non siete entrati, e a quelli che volevano entrare voi l'avete impedito" Lc 11,52.). Don Francesco vuole vigilare sulle feste minori ma la domanda è: Chi vigila su Don Francesco & co.? Chi richiama loro? Speriamo il Bene
 
 
#4 Azzurra Mastrangelo 2016-09-02 09:52
Condivido la decisione di Don Francesco di diffondere la nota pastorale dei vescovi pugliesi e apprezzo molto il suo impegno dal punto di vista istituzionale e anche come guida per i fedeli verso una comunità che si approccia alla vita quotidiana in modo più cristiano. La raccolta delle offerte casa per casa in una società cassanese che non è più costituita solo da cittadini cattolici, non rispetta le altre fedi religiose professate da una parte di cittadini anche se pure in minoranza. Basti pensare a quanti cattolici si sentono infastiditi quando alle proprie case citofonano credenti di altre religioni.
 
 
#3 Fedele 2016-09-02 09:16
Ben fatto, don Francesco! Siamo con te!
 
 
#2 cittadina 2016-09-02 09:15
"Persone cattoliche, abitualmente praticanti": è tutto qui il punto. Bene fa don Francesco a ribadire quello che conta davvero!
 
 
#1 Bravo 2016-09-02 08:08
Grande Don Francesco, basta questue e aiuta i poveri ma quelli veri
 

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